Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, mandorli in fiore e Daily Mail del 1932. Cosa è rimasto da insegnare ai giovani

Loano, “i campi ed i declivi appaiono ora bianchi per i mandorli in fiore. Questi cederanno ben presto il posto ai fiori rosati dei peschi e degli albicocchi che contrastano meravigliosamente con il verde argenteo degli ulivi.” Questa era Loano descritta dal  Daily Mail (quotidiano popolare britannico fondato nel 1896) il 13 febbraio del 1932 e che lo scrittore loanese d’adozione Dante Matiz ripropone via social con un articolo pubblicato dalla storica Gazzetta di Loano nel marzo 1999.

Loano, primi di febbraio 2015, il primo mandorlo in fiore, quasi in centro città, scampato alle cure del progresso civile; alle sue spalle il Monte Carmo dove sulla vetta spicca  il manto di neve. Foto pubblicata da trucioli.it. Quanti esemplari sono rimasti degli antichi frutteti di cui ci raccontano pagine di storia peraltro quasi sempre ignorate nelle scuole loanesi.

Per la serie mai approfondire, far conoscere, testimoniare, nessun cenno alla ‘ridente Loano in fiore’ anni 2000. Con gli studenti delle scuole (non da oggi) che nulla conoscono della città baciata da uno sfrenato boom edilizio che ha ora fruttato il ‘turismo di massa’, il benessere diffuso ( era così negli anni ’60 e ’70 ?). Lo sterminio di madre natura con le sue piante, i frutteti, il verde, l’ambiente preservato ed incontaminato degli avi.

Meglio ignorare che oggi per trovare un mandorlo in fiore bisogna raggiungere l’incrocio tra via Bulasce e via Piste. E ignoriamo quanti siano coloro che hanno voluto mantenere vivo il richiamo agli antichi valori contadini senza sfruttare le aree a fini edilizi speculativi. Da non confondere con il sacrosanto diritto alla casa propria.

Dante Matiz scrittore e studioso di storia locale

Ma forse il dotto Matiz conosce altre aree centrali di Loano (non ci riferiamo alla collina) dove la cultura propiziata negli anni dalla stessa  Gazzetta di Loano (finanziata dal Comune con i soldi dei contribuenti e sempre dalla parte di chi si è trovato a governare) ha creato tra le giovani generazioni una diffusa sensibilità ecologica che continua a dare i suoi frutti sulla coscienza ambientale, il bene comune.

Suvvia un po’ di dignità nel tramandare ai posteri la storia di ieri e le conseguenze di oggi, non contro il progresso, ma contro la distruzione del patrimonio ambientale a cui non è scampata la Città dei Doria. Del resto le scelte elettorali hanno premiato il turismo mordi e fuggi, quello della quantità a dispetto della qualità, la distruzione dell’unico tessuto produttivo quale erano gli alberghi tradizionali. Al punto che capita di leggere sui social la glorificazione di personaggi che in famiglia hanno venduto hotel a 4 stelle, ricavato miliardi di lire e decine di alloggi, seconde case vuote 11 mesi l’anno.
E’ vero apparteniamo agli sempre più in estinzione nostalgici di come eravamo. Non siamo più di moda e ancor meno apprezzati. Chi non ci crede provi a fare qualche domanda ad un qualsiasi studente delle superiori e chiedere della Loano del boom turistico. E’ verissimo, città in ottima compagnia, confiniamo con chi quanto a palazzinari forse ci supera: Borghetto S. Spirito e Pietra Ligure. Possiamo andare oltre, Borgio, Finale, sul lato opposto Ceriale. Che dire del primo entroterra alla Tovo San Giacomo, fino a Magliolo. Oppure a Boissano, Toirano, Balestrino.
Ovviamente Matiz, galantuomo, riceverà il plauso di chi è convinto che per lo sviluppo si possano sacrificare a tappeto anche i frutteti: pesche, albicocche, mandorle e così via.  Da tabula rasa si direbbe. E magari con un fotoservizio  capace di descrivere dove resistono orti e piante in fiore scampate alla dolce cura dei  premiati ‘saggi loanesi’. Che non significa negare un sano sviluppo socio economico, ma almeno educare gli uomini e le donne del domani con la forza della verità storica, magari scomoda. Senza timori reverenziali per grazie ricevute. O salamelecchi amicali. A meno che non saremo smentiti: il turismo di massa salverà le prossime generazioni, laureati inclusi. Di medici e specialisti certamente avremo sempre bisogno. Forse qualche architetto e ingegnere. Tornerà di moda il maestro artigiano. Ai lavori umili già si provvede con gli immigrati, spesso in nero e sfruttati. Le scuole alberghiere che hanno ‘sfornato’ migliaia di giovani e diplomati potranno chiudere ? La manodopera qualificata costa troppo ? Il Bel Paese è sempre più inchiodato su una strada perversa che impone di emigrare a migliaia di giovani. Molti dei quali fino oggi hanno beneficiato del sudore e dei risparmi dei genitori, dei nonni. (L.C.)
Loano sul Daily Mail
(Gazzetta di Loano del 15 marzo 1999)
E’ interessante rileggere le impressioni di un giornalista britannico, che fu ospite di Loano nell’inverno del 1932. Il suo resoconto fu pubblicato sul numero del 13 febbraio di uno dei più diffusi ed accreditati quotidiani londinesi, il Daily Mail.
Ecco, testualmente, cosa scrisse: “”Era sera inoltrata quando, sceso dal treno a Loano, chiesi della via che conduce a Villa Chiara, che è noto essere la preferita dai visitatori britannici. Seguendo la mia guida in cerca di una camera, camminavo lungo la spiaggia, sotto una meravigliosa luna, affascinato dall’insolita bellezza del luogo. Fra le palme che fiancheggiano il viale, una ve n’è che supera in altezza le sue compagne. “La palma più alta d’Italia” mi rammenta la mia guida. Nella insenatura della costa vedo le luci scintillanti dei paesi vicini: Pietra Ligure e Finale.
Sulla spiaggia, ammucchiate, stavano piramidi che io credetti di pietra grigia, ma la mia guida distrusse la mia illusione, spiegandomi che quelle erano semplicemente cassette di legno che un giorno avrebbero portato nelle contrade nordiche la deliziosa frutta di Loano.
Andai a letto con la testa piena di sonno, di palme alte come torri, ammiccando costellazioni e piramidi di grigia frutta.
La mattina seguente gironzolai per la città, una volta l’antica “Lodanum”, costruita nei pressi della romana “Pollupice”. Avanzi romani sono stati scoperti e tracce rimangono ancora in un antico ponte.
Loano è passata attraverso molte mani. Carlo Magno la diede con tutto il suo territorio ai monaci Benedettini di San Pietro in Varatella e i loanesi prosperarono sotto quel saggio e buon governo. Dopo passò ai vescovi di Albenga che la cedettero alla grande famiglia dei Doria e da allora essa crebbe in grandezza, potere ed importanza fino all’occupazione Napoleonica. La battaglia di Loano è iscritta nell’Arco di Trionfo di Parigi. L’amore della famiglia Doria per Loano appare oggi dagli splendidi monumenti che vi ha lasciato: l’attuale palazzo Municipale, una volta Palazzo Doria, la chiesa di San Giovanni Battista, l’imponente chiesa dei Carmelitani di Monte Carmelo. Qui sotto l’altare maggiore vi era la tomba dei Doria: molti della famiglia furono portati qui dalle più lontane terre per esservi seppelliti.
Pure ai Doria sono dovute le restaurate mura e due bastioni che circondano ancora la città. Da citare il ponte in pietra e la fontana Giovanna, che si dice sia il luogo di convegno delle streghe, e l’antico castello sul borgo che, sebbene costruito dai Vescovi di Albenga, fu ingrandito in diversi tempi dai Doria.
I campi ed i declivi circostanti appaiono ora bianchi per i mandorli in fiore. Questi cederanno ben presto il posto ai fiori rosati dei peschi e degli albicocchi che contrastano meravigliosamente con il verde argenteo degli ulivi.
Per gli amanti della preistoria ci sono grotte di grande interesse. Per gli amanti della storia vi è l’attrattiva di passeggiare ove combatterono francesi e austro-piemontesi”.
IL VICE SINDACO LETTIERI RINGRAZIA IL BAGNINO E IL DR. BRUNETTO-
Anziana colta da malore in spiaggia a Loano. Salvata grazie alla bravura e alla preparazione dei bagnini costantemente aggiornati dal medico loanese primario al San Paolo Brunello Brunetto coadiuvato dai colleghi anestesisti rianimatori Alberto Ratto e Simone Bazurro. Un esempio di come la Sanità può essere al servizio del nostro territorio e del settore turistico. Bravo al bagnino Stefano Giobellini che ha soccorso e salvato la settantenne.
LOANO L’ASSOCIAZIONE MARINA MUSEO DEL MARE COMUNICA
Piero Cerruti, operatore turistico, presidente dell’Associazione Lodanum Museo del Mare

Teo Chirico – Il Presidente del Museo del Mare, Piero Antonio Cerruti, ed i suoi collaboratori, comunicano a tutta la popolazione locale, ai turisti ed agli appassionati delle arti marinare che, quest’estate a Loano , il museo del mare resterà chiuso a causa dei molteplici regolamenti necessari per evitare il covid19.

Spiacenti per questo inconveniente hanno deciso di mantenere vivo l’interesse di tutti costituendo online un gruppo a cui si può iscrivere chiunque lo desideri e seguire quindi su facebook tutte le comunicazioni che verranno pubblicate settimanalmente riguardanti il meraviglioso contenuto del museo che verrà spiegato ed illustrato ampiamente dagli stessi operatori.
E’ un progetto già in atto che sta dando ottimi risultati visto le numerosissime iscrizioni, approvazioni.
Certi della vostra attiva partecipazione, scusandosi ancora, vi dicono arrivederci su facebook
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