Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Liguria, cresce occupazione femminile
Berrino: bene agricoltura e costruzioni.
L’imprenditrice agricola: ‘Ho scritto a Renzi’, ha risposto subito, attende ‘altri elementi’

Il Gruppo Pubblico ‘Floricoltura al collasso’ (con 1166 membri) ha tra i suoi più attivi e dinamici protagonisti Lionella Pastor, imprenditrice agricola ad Albenga, origini a Camporosso ed ha frequentato il liceo linguistico. Si batte, con i colleghi, per non far morire il comparto della floricoltura pesantemente danneggiato dalla lunga crisi Covid (tonnellate di invenduto, da discarica), mentre la Regione Liguria rende noto che cresce l’occupazione femminile e si registrano dati positivi nell’agricoltura, edilizia e servizi. Leggi anche comunicato Cia Ligure.

LA TESTIMONIANZA  di Lionella Pastor –


I fondatori Pastor Luigi e Gugliemi Silvana iniziano la loro attività a Camporosso, in provincia di Imperia, nel 1957.
Nel 1974 l’azienda si trasferisce nella piana ingauna, accedendo, tra i primi, all’importante mercato della GDO.
Alla fine degli anni ’70 entrano a far parte dello staff aziendale i figli Lionella, Franco, Franca ed il genero Corrado. Oggi l’azienda è di proprietà delle sorelle Pastor coadiuvate dai figli, Daniel, Marco e Isabel.

3 luglio 2020 – Ci hanno dato poco o nulla sulla differenza fatturato di aprile 2020 rispetto a quello del precedente anno. Hanno approvato emendamento sulla decontribuzione per sei mesi per i nostri dipendenti.

E’ poco, meglio di nulla ……direte voi ! Non va bene, ci sono aziende che non hanno beneficiato del fondo perduto, che non hanno dipendenti perché a conduzione famigliare.
Ho scritto a Renzi che mi ha risposto con grande educazione e interesse, attende ulteriori considerazioni che provvederò a girargli subito, ora serve un ristoro per il macero per quelli che hanno buttato tanto o tutto. Questo va fatto assolutamente !

25 giugno 2020 – Da quando ho creato questo gruppo sono sempre stata molto rispettosa di ogni appartenenza politica ed ho invitato alle nostre video conferenze chiunque avesse voglia di interagire per darci una mano, dai politici ai sindaci,  dalle associazioni di categoria agli imprenditori agricoli.

Purtroppo siamo a fine giugno ed oltre a tante belle parole e promesse non mantenute, la nostra categoria non ha ricevuto nulla, siamo stati obbligati a una lunga e forzata chiusura con una conseguente perdita importante di fatturato e di merci mandate al macero.
Conte ha fatto decine di comunicati dove ci rassicurava con stanziamenti di miliardi e garanzie da parte dello stato che tuttora non sono ancora attuabili  vuoi per i codici Ateco errati, vuoi per i canali Sace  e Ismea (canale farraginoso, con tempi biblici), pare che ora si sposti tutto su altri canali  per snellire le pratiche burocratiche.
Il fatto chiaro e inequivocabile è che aiuti non ne sono arrivati, anzi con le banche in Smart working e orari ridotti obbligati ( il fine è ricevere milioni di euro dallo stato ) non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di dialogare con i nostri referenti bancari in un momento così precario.
Un’analisi in 7 punti, perché ci sentiamo presi per il culo ?
1) per quanto inerente i danni,  li abbiamo avuti nel mese di marzo come tutti i politici ben sanno, allora perché mettere a confronto il mese di aprile 2020 con lo stesso dello scorso anno ?
2) concorrenza sleale dai nostri colleghi esteri che hanno ricevuto ristoro e sono ripartiti nella programmazione futura.
3) decreto liquidità, un errore dietro l’altro, vuoi per un codice Ateco, vuoi per un canale Ismea non attivo, dopo 4 mesi siamo al punto di partenza, è semplicemente vergognoso.
Le volete salvare queste aziende ?
Qui si tratta di resilienza, non possiamo aspettare oltre.
4) la nostra ministra, quante parole ha speso per il suo ministero ?
Nemmeno una, se non per il caporalato e gli immigrati, noi vogliamo una ministra che combatta per la nostra causa.
5) Le associazioni di categoria che ci rappresentano non sono state capaci di presentare un progetto comune alla ministra, per il bene del settore, quindi non hanno bene fatto il loro mestiere.
6) Anche noi abbiamo delle colpe gravi, quella di delegare e non partecipare attivamente alle riunioni delle nostre associazioni al fine  scegliere le persone giuste che ci rappresentino, date un’occhiata agli statuti e capirete molte cose.
7) responsabilità del datore di lavoro verso il dipendente che si ammala di Covid-19.
Quel che potevo fare l’ho fatto, e continuerò sulla mia strada, fiera anche della sconfitta, nella mia vita ho sempre lottato, ho vinto, ho perso e ho imparato che comunque vada non ci si deve arrendere perché nonostante le difficoltà ci sarà sempre una luce in fondo al tunnel.
Non dimentichiamo mai che è nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità.
La mia lotta è dedicata in special modo alle aziende piccole, quelle che senza nessun tipo di ristoro saranno costrette a chiudere, quelle a conduzione famigliare, che hanno portato l’intero fatturato al macero, che contavano sugli incassi della primavera per programmare il lavoro futuro ed ora sono abbandonate a se stesse.
La nostra ministra dovrebbe soffermarsi solo un attimo a pensare al duro lavoro agricolo, alle stagionalità, agli investimenti poco redditizi, agli eventi atmosferici, alla dedizione giornaliera, all’imprenditoria agricola che non è solo caporalato, ma è amore per la terra e per i suoi prodotti.
Si, cara ministra…….noi ci giochiamo tutto !
Fieri e orgogliosi di farlo !
COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE LIGURIA

LAVORO, ISTAT: CRESCE OCCUPAZIONE FEMMINILE IN LIGURIA

BENE COSTRUZIONI, AGRICOLTURA E SERVIZI

GENOVA. Il lockdown comincia a far sentire in tutta Italia i suoi effetti sull’occupazione già nei dati del primo trimestre diffusi oggi dall’Istat. In Liguria, a parte la flessione del dato degli occupati dello 0,6% (dalle 596.121 unità del I trimestre 2019 alle 592.612 unità del I trimestre 2020) il tasso di occupazione rimane stabile al 61,7%. Il dato più rilevante è l’incremento dell’occupazione femminile (+0,9%, +2.393 unità), mentre cala quella maschile (-1,8%, -5.895 unità) “Il primo trimestre è poco significativo, visto quanto accaduto – ha detto l’assessore al lavoro Gianni Berrino – ma è comunque interessante che una delle maggiori criticità, quella dell’occupazione femminile, cominciasse ad avere risposte efficaci. Il lockdown sta producendo gli attesi effetti negativi sull’economia: Regione Liguria ha messo a punto le politiche del lavoro adatte per far fronte alla situazione, come ad esempio il Patto per il lavoro nel turismo che va incontro a uno dei settori che maggiormente risente in termini occupazionali della grande crisi”.

Cresce il lavoro dipendente(+1%, +4.217 unità) e sono in larga maggioranza donne i nuovi addetti (+3,7%, +7.728 unità); diminuisce invece il lavoro indipendente (-5%, -7.719 unità) per entrambe le componenti di genere. L’industria è il comparto che risente di più della contrazione (-12,5%, -15.277 unità) per effetto della flessione del manifatturiero (-19,4%, -16.938 unità), mentre le costruzioni salgono del 4,7% (+1.661 unità). Crescono l’agricoltura (+18,2%, +2.027 unità) e i servizi (+2,1%, +9.749 unità), anche se in commercio, alberghi e ristoranti gli occupati scendono del 2,9% (-3.842 unità).

I disoccupati diminuiscono dalle 80.060 unità del I trimestre 2019 alle 66.786 del I trimestre 2020 (-16,6%): una flessione che riguarda tutto il territorio nazionale (-21,3% nel Nord Ovest e -16,3% in Italia) ed è conseguente alle limitazioni imposte dal lockdown che hanno reso difficile la ricerca di lavoro per la chiusura di molti settori produttivi e per la restrizione degli spostamenti. Il tasso di disoccupazione ligure è sceso dall’11,8% del I trimestre 2019 al 10,1% del I trimestre 2020. Aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+20,8%, +9.520 unità).

COMUNICATO STAMPA DELLA CIA LIGURE

Da Sarzana a Ventimiglia. Gli agricoltori di Cia Liguria chiedono un intervento urgente per rompere l’isolamento infrastrutturale nonché commerciale della regione.  ” Merci e persone faticano ad uscire ed entrare dai nostri territori. Anche il settore agricolo paga sia sul fronte dell’ export, prevalentemente con il settore florovivaistico, che su quello dei consumi interni legati fortemente alla ripresa della presenza turistica e del canale Horeca – sottolinea Aldo Aberto, presidente di Cia Liguria -. Se la gente non può arrivare in Liguria anche il settore degli agriturismo perde il vantaggio competitivo di offrire spazi in sicurezza “.
Per gli agricoltori non si tratta solo di autostrade, ma anche di Ferrovia, di trasporto pubblico locale, di organizzazione di flussi di accesso e transito.
” Non ci servono esibizioni muscolari, ordinanze inutili e senza valore giuridico – prosegue Aldo Alberto -. Chiediamo di rivedere il piano controlli dei concessionari, riprogrammando modalità e forme che tengano in considerazione il grado di “urgenza”. Che sia potenziata la mobilità alternativa utile a consentire la diminuzione della pressione sulla rete autostradale, realizzando un sistema coordinato di connessione fra trasporto ferroviario e rete di trasporto locale, in gradi di offrire un’alternativa per raggiungere la Liguria con mezzi diversi dall’ auto. E sia sospesa la tariffazione dei pedaggi su tutta la rete Ligure fino al ripristino di condizioni di ordinarietà”.

 

 

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