Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pompe Funebri Liguri, scarcerati
I tre tornano a casa, solo obbligo di firma

Sono tornati a casa, liberi, con il solo obbligo di firma, i tre arrestati nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria su presunte mazzette (regalie e cene ?) all’obitorio del Santa Corona di Pietra Ligure. Primo epilogo dopo l’indagine della Guardia di Finanza della Compagnia di Finale Ligure. Per il Gip, Giorgi, non sussistono più il pericolo di inquinamento prove, fuga e reiterazione del reato. Altre due persone tra cui il cappellano del nosocomio don Carmelo Galeone restano indagate.

Solo la conclusione dell’inchiesta, con il deposito di tutti gli atti, consentirà di conoscere assai di più rispetto a quanto si è pubblicato e letto fino ad ora sui media. Del resto accade che la notizia della avvenuta scarcerazione dei tre inquisiti e detenuti nel carcere di Genova sia stata ritenuta degna di pubblicazione solo da La Stampa e SavonaNews: Mancanza di spazio ? E’ sfuggita ? Disattenzione ?

C’è da osservare che l’editore di IVG.it aveva subito rettificato quanto trucioli.it aveva pubblicato a proposito dei necrologi che appaiono, in esclusiva, proprio su IVG.it. E non sempre. Ciò faceva presumere che dipendeva da chi riteneva di pagare, tra le spese funebri, anche la pubblicazione del necrologio del proprio caro. Matteo Rainisio editore di IVG.it (la sorella non è tra i soci pur operando in azienda) ha spiegato che non tutte le pompe funebri provvedono  a pubblicare il necrologio e dunque non dipende dal fatto che ci sia un costo. Anzi su IVG.it le necrologie sono sempre gratis da 3 anni.

A trucioli.it risultava invece un’altra realtà, perlomeno parlando con alcune famiglie di defunti. E cioè che era richiesta una certa cifra per “manifesti e necrologie on line”.  Evidentemente qualcosa non quadra nei rapporti tra IVG e Le Pompe Funebri Liguri ed altre che operano sul mercato; che sono, manco a dirlo, in concorrenza ed alcune di esse sarebbero all’origine di circostanziati esposti sull’andazzo del ‘caro estinto’. Si aggiunga, come avevamo già fatto presente, che trucioli.it, che non ospita pubblicità alcuna; avevamo invano chiesto ad un socio importante delle Pompe Funebri Liguri quantomeno di essere avvertiti quando muore qualche ‘personaggio’  conosciuto e popolare nella comunità savonese. Dopo un curioso temporeggiamento, prima si e poi no, è stato consigliato di attendere e riprendere la pubblicazione su IVG.it.

Ma se è vero, come succede, che non a tutti i decessi segue il necrologio (colpa delle Pompe funebri, come dice Rainisio e delle famiglie che non lo ritengono utile in memoria del loro caro), perchè non informare trucioli.it che può fare affidamento su un archivio stampa dell’ultimo mezzo secolo ? Il sospetto è che dietro i necrologi on line si celino rapporti poco chiari e  cercheremo di approfondire dopo che è, di fatto, esplosa la ‘guerra’ tra aziende che si troverebbero ‘discriminate’ nelle camere mortuarie. Per la pratica di presunte bustarelle, regalie, omaggi ? Vicende già viste in provincia di Savona, in Liguria, in Italia. E ogni tanto qualcuno ci lascia momentaneamente le penne. Poi, all’italiana, quasi sempre tutto torna nella ‘normalità’. Fino alle prossime manette. Archivio stampa a testimoniare.

DA SAVONANEWS – Sono stati scarcerati dal gip di Savona i tre indagati sull’inchiesta relativa alla presunta corruzione all’obitorio del Santa Corona. Hanno quindi riacquistato la libertà Carlo Quaranta, difeso dall’avvocato Marco Bosio, Vincenzo Brancati e Fabio De Giovanni. Per tutti e tre è stata sostituita la misura di custodia cautelare in carcere con l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Per il gip infatti, non sussistono più i presupposti per mantenere in stato detentivo gli indagati in quanto non vi è pericolo né di reiterazione del reato né di inquinamento probatorio.

L’operazione era stata condotta nelle settimane scorse dalla Guardia di Finanza di Finale Ligure, coordinata dal pm Claudio Martini, che sfociò nell’arresto di Vincenzo Brancati, dipendente della cooperativa sociale Mar.Ris di Genova- che ha in gestione la camera ardente dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure- Fabio De Giovanni e Carlo Quaranta rispettivamente  titolare della filiale di Borghetto Santo Spirito e della filiale di Pietra Ligure dell’agenzia Pompe Funebri Liguri. Le accuse mosse nei confronti dei tre indagati sono a vario titolo quelle di concorso in corruzione di incaricato di pubblico servizio.

Nello specifico, secondo gli inquirenti, il dipendente in cambio di favori di vario genere, avrebbe rivelato agli addetti delle agenzie di pompe funebri informazioni sui decessi che si registravano sul territorio e parallelamente delle salme custodite presso l’obitorio. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Carlo Quaranta si era avvalso della facoltà di non rispondere, invece Fabio De Giovanni e Vincenzo Brancati hanno risposto alle domande del Gip Fiorenza Giorgi fornendo versioni dei fatti che hanno confermato quanto ipotizzato nelle indagini.

All’esito dell’interrogatorio di garanzia il gip aveva rigettato la richiesta avanzata dalle difese di sostituzione della misura cautelare, ma oggi valutando che non sono presenti esigenze ha deciso di scarcerarli. Mercoledì infine, è stato fissato il Riesame per l’indagato Quaranta che alla luce della decisione del gip potrebbe avere un esito diverso rispetto alle accuse contestate.

L’inchiesta, però delle Fiamme Gialle è ancora in corso.Nel mirino degli inquirenti, infattie ci sono anche altre tre persone: una in servizio per la cooperativa sociale che gestisce la camera ardente dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, il prete della cappella del nosocomio pietrese Don Carmelo Galeone e Giovanni Quaranta, padre del titolare dell’agenzia pietrese.

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