Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Movida a Savona, il veleno dell’ex assessore
“Pago le tasse e 6 pattuglie di polizia, carabinieri, GdF, vigili, inetti per ore. Non dicono ‘si metta la mascherina’. Vergogna!

Solo Ivg.it ha riportato i fendenti: “Pago le tasse e sei pattuglie tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e Polizia locale  se ne stanno impassibili per ore e non dicono manco “si metta la mascherina…”. Parole dell’ex assessore comunale di Savona Sergio Lugaro. Al punto, aggiungiamo, da caso di omissione d’atti d’ufficio ?. E l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale: “…Guardando cosa è accaduto di grave venerdì sera proprio a Savona, il rischio che il virus possa riprendere a circolare diventa possibile: inviterei tutti alla massima prudenza”.

In attesa del numero chiuso e degli assistenti civici si corre ai ripari. Si può, dopo aver letto quanto riportato dal giornale on line Ivg.it, fare finta che nulla sia successo ? Che si è trattato di un ‘piccola’ sbavatura nei servizi dell’ordine pubblico, che chi doveva intervenire è rimasto inerte e che non era stata organizzata la prevenzione indispensabile ed opportuna, persino di  semplice buon senso. E se in conseguenza di quell’assembramento folle scaturisse, malauguratamente, un nuovo facolaio ? Si può sempre delegare gli interventi della politica (nel caso pure dei massimi rappresentanti istituzionali: prefetto e questore, Comitato provinciale per l’ordine pubblico) all’azione della magistratura ? Come quando si va alla ricerca della cause che hanno provocato le stragi alle Rsa perchè ha colto impreparati chi ha il dovere di prevenire, organizzare, scongiurare.

IL SINDACO DI BERGEGGI ARBOSCELLO DOPO QUANTO E’ ACCADUTO

  VENERDI 22 MAGGIO A SAVONA IN DARSENA

(Dalla pagina Facebook del sindaco di Bergeggi, Arboscello) “Dapprima incredulità e poi una grande rabbia.E la conferma che la linea dura applicata a Bergeggi fino ad oggi è necessaria perché contro l’imbecillità va utilizzato il rigore. Servono controlli, sanzioni, regole precise e pene certe, non c’è alternativa.  Ma io mi chiedo come sia possibile. Ma volete tornare tutti ad altri mesi di lockdown? Ma non è ancora chiaro cosa abbiamo passato dal punto di vista sanitario e soprattutto cosa stiamo attraversando dal punto di vista economico? Continuate così che tra poco sarà la crisi economica più grande di sempre a non farvi uscire più di casa.”  A seguire decine i commenti ora severi, ora increduli, ora rassegnati: “così va l’Italia !”

Incontro tra Sindaco Riccardo Tomatis e i gestori dei locali della Movida

COMUNICATO STAMPA – Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha incontrato i gestori di alcuni locali, in particolare del Centro Storico, nei quali si sono verificate alcune situazioni di assembramento. Spiega il primo cittadino: “Dall’incontro è emersa una grande disponibilità da parte dei gestori delle attività più frequentate dalla movida ingauna.  In particolare è stata concordata la chiusura anticipata delle loro attività allo scopo di evitare gli eccessi che nei giorni scorsi si sono verificati a notte inoltrata. Inoltre i gestori di queste attività ci hanno manifestato il loro impegno a chiudere immediatamente il loro locale qualora dovessero manifestarsi situazioni di assembramento difficili da gestire”.

Ricordiamo che l’Amministrazione ingauna ha dato la possibilità alle attività presenti su tutto il territorio comunale di ampliare gratuitamente l’occupazione di suolo pubblico proprio allo scopo di evitare il verificarsi di assembramenti. Aumentando il numero dei tavolini adeguatamente distanziati tra loro secondo le norme “AntiCovid” in vigore, infatti, i gestori delle attività hanno la possibilità di garantire il distanziamento sociale ai loro clienti e, al contempo, di riprendere a lavorare. Al vaglio dell’Amministrazione ingauna, inoltre, anche altre misure che saranno concordate a seguito di incontri con le autorità competenti, volti a garantire la sicurezza e il rispetto delle normative in vigore. Tra le proposte quella degli assistenti civici che, secondo le prime informazioni, potranno essere impiegati per attività sociali, per collaborare al rispetto del distanziamento sociale e per dare un sostegno in questa seconda fase dell’emergenza anche nella gestione delle riaperture.

A tal proposito il sindaco Tomatis afferma: “L’appello proveniente dai sindaci delle principali città e località turistiche è stato accolto, non dalla Regione, ma dal Governo a dimostrazione che il problema era molto sentito e coinvolgeva tutti i comuni.  Secondo quanto apprendiamo dovrebbe presto partire un bando per reclutare gli assistenti civici che ci aiuteranno a gestire i flussi nei centri storici e far rispettare la distanza di sicurezza. Siamo in attesa di nuove indicazioni a tal proposito per attivarci in tal senso”.

SAVONA CON 11 PATTUGLIE CORRE AI RIPARI

E’ accaduto già sabato sera, dopo che la movida di venerdì, in Darsena, a Savona, paragonata a quella sui Navigli, è finita sulle pagine dei quotidiani nazionali e tv. Sabato  un dispiegamento di forze da derby di serie A: 11 pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia municipale, coordinate da Michele Lupi, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e capo delle volanti, hanno imposto una sorta di check-point nella parte alta di via Baglietto, sia dal lato del ponte mobile sia da quello dei lavatoi. Per controllare la situazione erano presenti anche gli assessori alla Sicurezza, Roberto Levrero, e ai Lavori pubblici, Piero Santi.

Controlli anche ieri (domenica), ma sulle spiagge, senza però multe: gli agenti della polizia locale hanno pattugliato il Prolungamento, le Fornaci e Zinola per verificare il rispetto dell’ordinanza comunale che vieta l’accesso agli arenili. Il diverso dispiegamento di forze di venerdì e sabato per controllare il popolo della movida è stato oggetto di critiche, soprattutto da parte dell’opposizione, ma il sindaco Caprioglio si difende: «La decisione è stata presa insieme al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Ci aspettavamo un maggior senso di responsabilità. Fino alle 23.30 è andato tutto bene, poi è arrivato un fiume di ragazzi e le forze dell’ordine si sono trovate di fronte a una situazione difficile da gestire. Mica si poteva tirare fuori la pistola». E continua: «In seguito a quello che è successo venerdì, sabato c’è stato un grande dispiegamento di forze, ma è impensabile che ciò avvenga sempre. Per gestire una situazione del genere servirebbe l’esercito. E non possiamo neppure concentrare tutte le forze in un unico punto”.

Caprioglio si sfoga: «Governo e Regione devono dare ai sindaci le risorse di personale ed economiche necessarie per affrontare la situazione. Da tutti i sindaci dell’Anci si alza un coro di proteste». Ma che cosa succederà in futuro in Darsena? E’ possibile che a una certa ora scatti il coprifuoco? «Vorrei evitare un provvedimento del genere perché l’economia è in ginocchio e ciò danneggerebbe ulteriormente i pubblici esercizi. C’è stata una proposta di alcuni esercenti di blindare tutta l’area fino al Prolungamento e al Priamar. A breve ci sarà un incontro per discuterne».

Oltre alla Darsena al sindaco preoccupano molto le spiagge dopo il 3 giugno: «Se non arriveranno i mezzi economici e i rinforzi, ogni fine settimana sarà il finimondo. Andare al mare è un diritto di tutti, ma noi abbiamo un fazzoletto di terra e rischiamo problemi di ordine pubblico continui».

TESTIMONIANZA –  Domenico, “Mimmo”, Fonte ha faticato non poco venerdì sera a tutelare la sicurezza (le distanze) e la tranquillità dei residenti del complesso della Torre Orsero. Dove vigila come portiere e incaricato al guardianaggio per la società Sida che si occupa anche del Crescent. Venerdì era a pochi passi dal “muro”.«Sembrava di essere allo stadio. Un flusso di gente, soprattutto ragazzi, senza limiti che non finiva mai. Un fiume arrivato all’improvviso. Cerchiamo anche noi nel nostro ambito, come i titolari dei locali, di far rispettare le norme sugli assembramenti e i divieti anti contagio, ma l’afflusso di gente era davvero enorme l’altra sera. Se non fosse stato per l’arrivo delle forze dell’ordine non so come sarebbe finita. Era un flusso senza limiti. Una baraonda. Senza Sicurezza. Mascherine indossate ne ho viste poche. Distanza tra uno e l’altro? Zero. Un flusso che è diminuito quando sono arrivate le pattuglie». Il fiume di persone si è ingrossato secondo la testimonianza di Fonte verso le 23 e 30. La sede della sua agenzia è a pochi passi. In piazza Guido Rossa, sempre in Darsena. Da dieci anni si occupa dei complessi Orsero e Crescent: «Ma così tanta gente non l’avevo mai vista prima quando lavoravo tra discoteche e supermercati. Sarà stato per i mesi passati chiusi in casa. Venerdì sera la situazione era abbastanza tranquilla, poi prima di mezzanotte è esploso tutto e solo l’arrivo di poliziotti, carabinieri, vigili e finanzieri ha placato il flusso. Senza di loro non so come sarebbe andata a finire». Una muraglia umana “mobile” soprattutto all’altezza dell’accesso in darsena lato ponte di via Gramsci.”

MELES 5 STELLE  (capogruppo in consiglio comunale)- «Quanto accaduto ieri  era prevedibile da chiunque tranne che dal sindaco e dal suo assessore, sempre assente, alla Sicurezza, Roberto Levrero. A nulla serve prendersela coi giovani o minacciare ritorsioni: dovevano prevenire». Anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha lanciato una frecciata al Comune di Savona sulla gestione del primo venerdì post lockdown.«Tutti i sindaci – ha detto- devono fare la loro parte con piani seri di controllo: richiameremo al proprio dovere quelli che non l’hanno fatto, perché in questa fase delicata servono impegno concreto e interventi capillari in tutta la Liguria». «Le criticità della movida in Darsena sono state affrontate venerdì mattina, durante il Comitato di Ordine pubblico e sicurezza convocato dal Prefetto – la risposta del sindaco- Saranno intensificati i controlli da parte della municipale e delle forze dell’ordine. Come amministrazione comunale, inoltre, già lunedì incontreremo gli operatori della Darsena per attivare modalità condivise anti assembramento». Una frecciata da Caprioglio a Toti. «Il messaggio che è arrivato dalla Regione di totale apertura è stato interpretato, come era immaginabile, alla stregua di un liberi e sta mettendo in seria difficoltà le amministrazioni locali». Mentre il sindaco di Bergeggi, Arboscello ha aggiunto che «Toti, dalle parti di Savona, non si fa vedere né per bere uno spritz né per fare il suo mestiere».

L’INTERVENTO DI SERGIO LIGARO RIPORTATO DA IVG.IT

Sergio Lugaro ex assessore comunale

Non si ferma la “bufera” politica dopo gli assembramenti nella Vecchia Darsena a Savona di venerdi sera. Tra i commenti e le reazioni al veleno ecco quella dell’ex assessore comunale con delega ai quartieri, al decentramento, alla partecipazione e al bilancio partecipato Sergio Lugaro, il quale senza mezzi termini non solo si scaglia contro l’amministrazione comunale e l’assenza di controlli e gestione della movida, nonostante lo sbandierato piano “Save&Safe Village”, ma non le manda a dire rispetto allo stesso operato delle forze dell’ordine, finite sotto accusa per la mancanza di interventi diretti per fermare gli assembramenti.

Ed ecco la bordata: “Pago le tasse e sei pattuglie tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale non mi dicono nulla… Se ne stanno ferme per ore e non dicono manco “si metta la mascherina…” aggiunge, rimarcando l’assenza di una azione diretta nei punti di concentramento dei ragazzi dove l’opportuno distanziamento sociale non si è affatto verificato, anzi…“I ragazzi vanno assolti in quanto proprio ragazzi: il problema di educazione dei figli non può essere tirato in ballo per giustificare quanto successo…”. La responsabilità è stata l’assenza del Comune, la mancanza di controlli adeguati e l’inerzia assoluta delle forze dell’ordine” conclude l’ex assessore savonese.

COMMENTO DEL 23 MAGGIO PAGINA FACEBOOK DI SERGIO LUGARO –Ringrazio Ivg ma non è attacco politico il mio. Non sono più politico, sono uno che beve un amaro in darsena e nota cose bizzarre. Probabile le forze dell’ordine non abbiano ancora chiaro come, se e quando intervenire. L’amministrazione deve fare di più ma come sappiamo non gioca in casa e se non conosco i nomi di chi é in giunta credo non sia solo un problema mio. L’autorità portuale deve mettersi a disposizione (quante volte lo abbiamo fatto noi nei loro confronti) per accogliere le idee che provengono da chi quel posto lo vive tutti i giorni infine, la butto lì, può darci il report per capire se era fake o meno quanto è avvenuto ieri (la darsena è come il Grande Fratello ci sono telecamere ovunque)”.

E IL COMMENTO SARCASTICO FACEBOOK

DI FERDINANDO MOLTENI, EX ASSESSORE A SAVONA

“La movida a Savona sarà contingentata.  Mi scappa da ridere, ma la notizia è di oggi ed è autentica. C’è addirittura su tutti e due i giornali cittadini. Pare che prefetto, sindaco e assessore alla sicurezza (non sapevo neanche che esistesse) abbiano concordato sul fatto di mettere degli steward (probabilmente quelli dismessi da Alitalia) a controllare i flussi di ragazze e ragazzi che andranno a farsi una birra in porto. L’idea è geniale. Straordinaria. Bellissima. Non so a chi sia venuta. Comunque meriterebbe una ola allo stadio Bacigalupo.

Praticamente è come controllare quanti spermatozoi si dirigeranno verso l’ovulo.  O, per par condicio, quanti ovuli staranno lì ad aspettare il loro spermatozoo. Consapevoli che, come diceva Morandi: “uno su mille ce la fa”.
I DATI DELLA REGIONE IL 27 MAGGIO

Dati odierni 27 maggio 2020 – DATI FLUSSO MINISTERIALE

TOTALE test effettuati    98.835 (+2.157)

Positivi in Liguria 3.467 (-151)

CASI PER PROVINCIA
PROVINCIA CASI
SAVONA 566
LA SPEZIA 104
IMPERIA 403
GENOVA 2.392
altro/in fase di verifica 2
TOTALE 3.467

 

ospedalizzati di cui TI Differenza da giorno precedente
Ospedalizzati 219 14 -23
ASL1 37 4 -5
ASL2 50 3 1
Ospedale Policlinico San Martino 22 2 -12
Ospedale Evangelico 0 0 0
Ospedale Galliera 37 0 -1
Ospedale Gaslini 3 0 0
ASL 3 Villa Scassi 33 5 0
ASL 3 Gallino 0 0 0
ASL3 Micone 0 0 -1
ASL3 Colletta 0 0 0
ASL4 Sestri Levante 10 0 -2
ASL4 Lavagna 1 0 0
ASL5 26 0 -3

 

Isolamento domiciliare 1.050 -146
Clinicamente guariti (asintomatici positivi e domicilio) 2.198 +18
TOTALE GUARITI (GUARITI CON 2 TEST CONSECUTIVI NEGATIVI) 4.684 +183

 

ASL Soggetti in sorveglianza attiva
ASL 1 141
ASL 2 277
ASL 3 428
ASL 4 162
ASL 5 143
Liguria 1.151

 

Schede decessi 1436 (+7)

 

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