Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Claudio Scajola e le spiagge libere
Il primo cittadino di Imperia contro Toti
La proposta al Tg3 del sindaco di Finale

Quando il savonese era feudo di Claudio Scajola all’apice del potere (e Claudio Burlando presidente della Regione controllava le sue truppe) navigava il fedelissimo ‘colonnello’ Angelo Vaccarezza, prima sindaco di Loano, presidente della Provincia, quindi capogruppo in Regione con Forza Italia, infine seguace di ‘Cambiamo di Toti’. Oggi tra i temi bollenti dell’estate la sorte delle ‘spiagge libere’, molto estese in alcune località, risicate al minimo (nonostante la legge) in altre (vedi la ‘capitale del turismo Alassio).

Alleanze e benemerenze a cui non sfuggiva  l’ex sindaco di Savona e poi assessore regionale all’Urbanistica  e pianificazione territoriale Carlo Ruggeri. Ora accade che a smarcarsi da tutti, spesso e volentieri, sia Scajola tornato sindaco della sua Imperia. Accade anche per il tema caldissimo delle ‘spiagge libere’, con la pandemia coronavirus, diventi terreno di scontro e caos decisionale perchè la Regione di Toti con l’assessore competente Marco Scajola resti ‘nel bubbone’ piuttosto latitante. O forse alla fine si troverà una soluzione omogenea e non solo demandata alle scelte dei sindaci che reclamano e piangono perchè i bilanci comunali non hanno risorse.

C’è da aggiungere che al Tg3 Liguria, il sindaco rieletto di Finale Ligure, avv. Ugo Frascherelli, intervistato dal vice caporedattore Stefano Picasso, ha avanzato una proposta interessante e forse la più realistica. Far pagare il ‘biglietto’ d’ingresso alle spiagge libere per sostenere i costi del guardianaggio e mantenendo inalterati i servizi per le spiagge pubbliche attrezzate, sull’esempio di quella del Malpasso, tra le più frequentate del savonese.

IL SECOLO XIX IMPERIA

Scajola contro Toti e il governo: «Sul caso spiagge lasciati soli»
Di Claudio Donzella / Imperia«Siccome c’è un impegno del Comune, che è gravoso, sulla gestione delle spiagge libere, e poiché vogliamo che i turisti e i cittadini possano continuare ad accedere gratuitamente agli arenili comunali, chiediamo a Stato e Regione di mettere in campo le risorse finanziarie necessarie a garantire la piena applicazione dei protocolli di sicurezza e controllo». È ancora una volta il sindaco di Imperia Claudio Scajola, unico nella provincia al momento, ad alzare la voce nei confronti del governatore ligure Giovanni Toti – peraltro sono note le vecchie ruggini tra i due, che certo non si amano -, e del governo.
Scajola è infatti l’unico firmatario imperiese della lettera molto critica inviata a Toti, al premier Conte e alla ministra dell’Interno Lamorgese da 19 sindaci liguri che si trovano di fronte al dilemma su come garantire sorveglianza e sicurezza, e quindi il rispetto delle norme di distanziamento sociale, nelle spiagge che non sono gestite e che sono aperte all’accesso libero, e di cui i Comuni hanno la competenza.
Nel documento sottoscritto anche da Claudio Scajola si legge tra l’altro: «Abbiamo compreso, come era prevedibile, che ancora una volta viene demandato interamente ai sindaci il compito di gestire una situazione critica e complessa che richiede la guida e il sostegno autorevole di Regione e governo. Noi, come sempre, non ci tiriamo indietro. Siamo pronti ancora una volta a farci carico di responsabilità che forse vanno oltre il nostro ruolo Ma abbiamo assolutamente bisogno di strumenti utili a garantire la fruibilità in totale sicurezza delle nostre spiagge».
Quindi, «la necessità di risorse finanziarie ed economiche. I bilanci dei nostri enti, a causa della crisi che stiamo vivendo, sono e saranno messi a dura prova. Faremo fatica a garantire parte dei servizi essenziali per cui su questo tema servono risorse dedicate e occorre avere a disposizione il tempo necessario all’organizzazione di un sistema che consenta la fruizione del litorale prima di decretare “spiagge aperte” con il risultato che molti di noi dovranno ricorrere alla consueta ordinanza che per forza di cose sarà disomogenea anche tra comuni limitrofi. E c’è la necessità di avere un supporto alla legittimità degli atti. Esprimiamo anche forte preoccupazione per la gestione dell’ordine pubblico».
In altre parole: i Comuni dove prenderanno le risorse per assumere bagnini e sorveglianti? Alcuni, come Sanremo, hanno pochissime spiagge totalmente libere, altri come Imperia e Ventimiglia, notevoli tratti. Il sindaco della città di confine Scullino ha già deciso che vieterà l’accesso alle calette tra Latte e il confine.
IL SINDACO DI DIANO MARINA  Giacomo Chiappori leghista propone: «Con che personale pensano possiamo vigilare sull’accesso e sulla balneazione? Nessuno vuole chiudere le spiagge libere, ma bisogna vedere con che modalità possiamo darle in gestione ed evitare che a rimetterci siano sempre i Comuni».
PROVINCIA DI SAVONA, I SINDACI LANCIANO
L’ALLARME RISORSE PUBBLICHE. OGNUNO FA PER CONTO PROPRIO ?
“Non ci tiriamo indietro, ma abbiamo bisogno di risorse e risposte rapide per garantire la totale sicurezza degli arenili”. Spiagge, allarme dei sindaci: «I controlli costano»
Un dedalo di ordinanze e una lettera, decisamente dura nei toni. E la sabbia delle spiagge libere liguri diventa il tema più scottante su cui l’incertezza è (per ora) la norma. Diciannove sindaci di ogni provincia e appartenenza, hanno scritto sia al premier Conte sia al governatore Toti, lamentando due problemi: non ci sono regole certe su come aprire gli arenili e – soprattutto – non ci sono soldi per controllarne gli accessi. La lettera dei 19.
L’ordinanza regionale emanata ieri apre le spiagge libere ma demanda ai sindaci – essendo competenza comunale – la possibilità di regolarle attraverso specifiche ordinanze. Ma una parte dei primi cittadini non ci sta e rilancia. «Noi sindaci non ci tiriamo indietro, ma abbiamo assolutamente bisogno di risposte rapide e di strumenti utili a garantire la fruibilità in totale sicurezza delle nostre spiagge» scrivono i diciannove primi cittadini, tra cui compaiono i sindaci di Imperia, Claudio Scajola, e di Savona, Ilaria Caprioglio: entrambi di centrodestra ed entrambi già critici verso l’amministrazione regionale.
Nel documento i Comuni lanciano l’allarme sui conti: «Abbiamo bisogno di risorse: i bilanci dei nostri enti, a causa della crisi, sono messi a dura prova – scrivono – Serve il tempo necessario all’organizzazione di un sistema che consenta la fruizione del litorale» e «un supporto alla legittimità degli atti che dovremo definire in brevissimo tempo». Comuni in ordine sparso. La confusione è tanta che la maggior parte delle spiagge liguri resterà off limits anche oggi.
«Siccome c’è un impegno del Comune, che è gravoso, sulla gestione delle spiagge libere, e siccome vogliamo che i turisti e i cittadini possano continuare ad accedere gratuitamente agli arenili, chiediamo a Stato e Regione di mettere in campo le risorse finanziarie necessarie a garantire la piena applicazione dei protocolli di sicurezza e controllo», spiega il sindaco di Imperia, Scajola. A Savona, invece, sugli arenili non si potrà neanche transitare (se non per andare a praticare sport acquatici), vista l’ordinanza del sindaco Caprioglio, per «la perdurante situazione di incertezza». Stessa scelta a Vado e Bergeggi, mentre ad Albissola, Borghetto, Finale e Albenga si va verso una chiusura più morbida.
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