Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Cosa riserva lo stesso mare?
Da Piero Focaccia del 1963 ai nostri giorni

Per quest’anno non cambiare. Stessa spiaggia, stesso mare. Per poterti rivedere.Per tornare, per restare insieme a te. Cantava Piero Focaccia nel 1963, quando lancia ed incide quello che rimane il suo più grande successo. Stessa spiaggia stesso mare scritta da Edoardo Vianello (inciso anche da Mina nello stesso anno).

(Sul disco però compare anche la firma di Piero Soffici), e la mia generazione fu colpita sulla strada delle vacanze finalmente liberatorie per tutti: boom economico, bikini, serate al chiaro di luna a cantare i motivi del Cantagiro

Il mare Ligure, tomba dei disperati, è anche il mare per vacanze super, soprattutto in questi giorni che vedranno l’invasione di turisti nostrani, con o senza titolo, e il riflusso di migranti parcheggiati su vari navigli nelle acque del mediterraneo, dopo che tutti credano che si sia dato il “tutti liberi

Operazione acque sicure, da parte della guardia costiera libica, che minaccia le Ong, e l’egoismo di un Europa non riconoscibile come culla di civiltà, riporteranno il sapore vacanziero ai suoi splendori: sul mare solo pedalò, barche, navi di lusso.

La retroattività sociologica e di maniera delle vacanze non spaventi i cultori dell’impegno a tutti costi: fra dieci giorni massimo, come ogni anno, tutto ritornerà al quotidiano campare.

Sta di fatto che riportando indietro i migranti, economici e di guerra, si affollano i centri di detenzione libici, con stupri e violenze che durano da anni, benedetti dal quel dittatore promiscuo amico del liberale Berlusconi che è stato Gheddafi.

Ieri con un blitz notturno si è consumata l’ennesima truffa ai danni degli italiani. Centinaia di migliaia di immigrati clandestini, di cui si sa poco o nulla, verranno regolarizzati. Chi fa il palo, chi tiene il sacco, chi lo riempie. Lo ha dichiarato stamane il presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria e consigliere regionale Alessandro Piana, commentando l’ultimo provvedimento del Governo Conte in materia di immigrazione.

“Da oltre due mesi – ha aggiunto Piana – i liguri e gli italiani sono costretti ad ascoltare le promesse di questo Governo in diretta sulla Tv di Stato, con risultati nulli. E mentre Elsa Fornero piangeva perché stava punendo i pensionati, ora vediamo Teresa Bellanova piangere perché sta premiando gli immigrati clandestini. Vorremmo vedere la stessa commozione per un provvedimento concreto a favore degli italiani”.

Adesso sì che siamo in Europa anche noi italiani ! Non già ultima l’idea della Ferrovie dello Stato che dal 18 di maggio, quando ci saranno alcune liberalizzazioni, vi saranno pure l’incremento ed il ripristino delle “Frecce” da 18 a 38, di collegamento tra tutte le regioni italiane, salvo la Liguria, forse perché non ha “fatto il compitino bene” come volevano i rissosi uomini di governo.

La dorsale Tirrenica che comprende la Liguria e che, ricordiamo, è su una linea internazionale di collegamento con la Francia, non fa parte del territorio italiano. La nostra regione, oltre a soffrire di un cronico isolamento e dell’assenza di una linea ad alta velocità, per ripartire ha assoluto bisogno di collegamenti su ferro, vista anche la quasi totale assenza di voli aerei, per la drastica riduzione delle tratte da e per l’aeroporto di Genova.

Il governatore Giovanni Toti nel primo giorno di ripartenza, dopo due mesi e mezzo di lockdown, chiede all’Alitalia di ripristinare i due voli cancellati sulla tratta Genova-Roma a inizio della pandemia, con la fine del picco emergenziale e l’avvio della ripartenza e della Fase due la compagnia di bandiera italiana deve affiancare la nostra Regione ripristinando i collegamenti tra Genova e Roma.

“La decisione che aveva determinato la cancellazione dei voli – continua Toti – era stata assunta unilateralmente dal vettore e in un momento molto difficile anche per la viabilità autostradale. Adesso c’è bisogno di un cambio di passo generale, da parte di tutti, a supporto della Liguria e della sua mobilità. Non è possibile infatti che mentre ci si avvia nella fase due non ci sia un adeguato investimento da parte di Alitalia verso il nostro capoluogo e un ripristino delle condizioni iniziali. Bisogna che il territorio genovese e ligure sia accessibile e sia adeguatamente sostenuto nella sua ripresa e nel suo rilancio”.

“Deve essere garantita la continuità territoriale” dichiarano i parlamentari liguri della Lega: Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone, Flavio Di Muro, Sara Foscolo, Stefania Pucciarelli, Paolo Ripamonti, Lorenzo Viviani.

Ma al di fuori dei partiti è anche la logica ed il buon senso che lo dichiarano. Il terminal container di Vado Ligure è una delle sfide maggiori della portualità italiana degli ultimi anni. La piattaforma è stata contestata almeno su due fronti, entrambi i quali sostengono che l’opera non serve: i comitati di cittadini temono un peggioramento delle condizioni di vita a Vado Ligure, mentre molti operatori portuali genovesi considerano che il terminal non genererà nuovo traffico, ma ne sottrarrà alle banchine della Lanterna.

Apm invece sostiene che porterà a Savona circa un milione di teu a regime conquistando anche nuovi mercati, di Baviera, Svizzera, Austria e Francia. Per ottenere questo risultato la società terminalistica del gruppo danese punta sull’utilizzo della ferrovia.

Da Savona partiranno treni lunghi 450 metri che collegheranno il terminal con gli interporti dell’Italia settentrionale. Lo scalo savonese diventerà uno di quelli con maggiore attività intermodale mare-ferrovia. L’obiettivo è il 40 per cento del traffico totale movimentato su treno, un dato paragonabile o superiore a quello degli scali che oggi in Italia hanno maggiore traffico ferroviario, ossia Trieste e La Spezia.

Un punto su cui il terminal si sta muovendo è quello dell’occupazione. Già oggi la piattaforma fa lavorare 142 persone per l’attività dell’ex terminal reefer, su un’area di 37 mila metri quadrati dove si muovono circa 600 mila pallet di frutta fresca all’anno, generando un traffico di 70 camion al giorno. In futuro, grazie anche alla presenza nella compagine societaria della cinese Cosco, verrà sviluppato, accanto al traffico principale dei container, quello dei carichi eccezionali. Il piano di assunzioni prevede, in aggiunta ai lavoratori del terminal reefer, 237 lavoratori in una prima fase, che saliranno a 309 con l’entrata in servizio del terminal, nel marzo 2019, per diventare quattrocento con la piattaforma a regime, dal 2020, quando sarà pienamente operativa la capacità di 1,1 milioni di teu.

Nel quadro delle future assunzioni, il Terminal si è impegnato ad assorbire almeno metà dei quaranta partecipanti al corso di formazione per operatori di terminal portuali, organizzato da Is.for.coop e che fa parte del programma di iniziative avviate dalla Regione Liguria nell’ambito del programma “Blue economy“, le cui iscrizioni sono ancora aperte fino al prossimo 12 gennaio 2021. Il corso, gratuito e della durata di 600 ore, è rivolto a 40 disoccupati, giovani e adulti, in possesso di qualifica triennale, diploma di scuola secondaria superiore o laurea, conseguita sia con il vecchio che col nuovo ordinamento universitario”

La Liguria e le sue imprese, per la ripartenza delle attività economiche prevista dal 18 maggio, non può essere esclusa dal piano di implementazione dei collegamenti ferroviari, che, dalla prossima settimana, riguarderanno invece quasi tutte le altre regioni, anche quelle che sono state più interessate dai contagi, verso le regioni del Centro Sud”.

Queste “dimenticanze” del governo centrale sono quelle di Perino e dei No Tav i quali prediligono il trasporto su gomma e le emissioni degli idrocarburi di circa di 70 camion al giorno e permettere che i teu e relativi “trattori”, provenienti dalla Baviera, Svizzera, Austria e Francia, arrivino a Vado, intasando l’Aurelia bis e “vomitare” fumi di idrocarburi dai tubi di scappamento dei vari mezzi di trasporto quali monossido di Carbonio (CO), idrocarburi non combusti (HC), Ossidi di azoto (NOx), Ossidi di Zolfo (SOx) e di Particolato carbonioso (PMx).

Questi idrocarburi inseriti nell’aria fanno si che questa diventi irrespirabile; l’esposizione, anche per soli per 15 minuti, a concentrazioni di NOx maggiori di 5 ppm determina tosse persistente e irritazione delle mucose delle vie aeree. – un’esposizione prolungata a concentrazioni anche minime può comportare faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell’apparato sensoriale. – infine il particolato le cui particelle più pericolose per la salute umana sono quelle comprese fra 0.5 e 10 μm di diametro (corrispondenti alla cosiddetta frazione respirabile del PM10), che determinano patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, allergia, tumori) e cardio-circolatorio (aggravamento dei sintomi cardiaci nei soggetti predisposti).

È anche una concausa alla pandemia di Covid-19 che sta mietendo contagi e morti a livello mondiale. Cadibona, A10, Piana Crixia, Albissola, Pietra Ligure, etc… i cui percorsi sono un susseguirsi di brevi rettilinei e innumerevoli tornanti, strettoie e strapiombi, per non parlare degli attraversamenti di Frazioni e Paesi, non tutti meglio da “piangere”, ed intanto i fumi di idrocarburi dei tubi di scappamento dei vari mezzi di trasporto, regalano “salute” a turisti e valligiani.

Vietato sostare sulla spiaggia” recitano alcune ordinanze comunali, e si perché ogni granello di sabbia può infettare il singolo cittadino e per effetto domino anche gli altri granelli infettano tutti quelli che vi sostano sopra ? “Mantenere le distanze” è più facile che dire il virus è anche nell’aria, e se è nell’aria le distanze sono aleatorie.

Poi c’è l’ordinanza di Albissola che consente di fare il bagno ma non di sostare sulla spiaggia; l’unica alternativa è di affittare un gozzo ed a turno tuffarsi in acqua. A Mondello, una delle spiagge più alla moda della penisola italica, i locali sono ben felici di avere a disposizione tutta la spiaggia per se, in Liguria, mugugnano e piangono perché non ci sono i turisti lombardi.

Alesben B.


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