Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Il libro di Triora / La stazione dei carabinieri
tra le più antiche d’Italia, voluta dal conte Thaon. Lapide e storia dei militi del paese


Dal libro La Grande Podesteria di Triora di Sandro Oddo: La stazione Carabinieri di Triora fu una delle prime ad essere fondata dopo la costituzione ufficiale dell’Arma, avvenuta il 13 luglio 1814. Sorse per diretto volere del primo comandante generale, conte Thaon de Revel, conscio della straordinaria importanza strategica del territorio triorese, avendo combattuto a fianco del padre sui monti dell’alta valle Argentina nel 1794.

di Sandro Oddo

1824 – LA BENEMERITA – Nel calendario ufficiale dei regi Stati risulta come già nel 1826 fosse pienamente operativa e diretta da un brigadiere a piedi, con giurisdizione da Montalto Ligure a Verdeggia; per tale motivo, trattandosi di un dato fornito da un calendario, la situazione riportata faceva riferimento ad una situazione già in essere, per cui è probabile che già nel 1824, cioè soltanto dieci anni dopo la costituzione dell’Arma, i Carabinieri fossero già presenti a Triora.

Da un registro ottocentesco[1], nel riferire alcuni disordini nel corso della recitazione di una commedia di Goldoni, con lancio di sassi da una finestra verso alcuni attori, risulta che il 10 febbraio 1839 un giovinastro di diciotto anni fu arrestato e condotto nell’antica caserma dei Carabinieri reali, che aveva allora sede in via Cima. Da un’antica guida turistica[2] si apprende che nel 1901 un manipolo di tali militari era presente, sotto la guida del brigadiere Cavallero Pasquale.

Non va dimenticato tuttavia che, dopo la seconda guerra mondiale, un gruppo di militi soggiornò anche nella stazione temporanea di Realdo, trasformata poi sul finire del 1955 in posto di pernottamento, prima di essere definitivamente soppressa. Con il passar degli anni, i Carabinieri costituirono sempre più un preciso punto di riferimento per le popolazioni, aiutando gli abitanti dei paesi ad affrontare le avversità quotidiane, formando gli stessi famiglie unendosi sovente con giovani delle varie località.

Esemplare fu il loro comportamento il 4 luglio 1944, quando Triora e Molini furono bruciati e fatti saltare in aria con il tritolo per rappresaglia nazista. Quel giorno anche il municipio di Molini e la stazione dei Carabinieri di Triora, posta in via Cima, furono rasi al suolo. Ciononostante anche allora emerse il coraggio e l’alto senso del dovere dei militi, che non esitarono ad unirsi al commissario prefettizio ed alla popolazione civile per evitare che le proporzioni del luttuoso evento fossero maggiori.

Fortunatamente fu costruita una nuova caserma in corso Italia, dove i Carabinieri poterono continuare la loro missione.

Da ricordare e da tramandare ai posteri la massiccia presenza nel cosiddetto casermone Tamagni di molti militi nel novembre 1963, quando vennero incendiati alcuni baraccamenti, danneggiati impianti, interrotti i collegamenti allo scopo di ottenere la sospensione dei lavori della diga di Glori. Chi era presente nella notte di Natale di quell’anno ricorda la collegiata triorese gremitissima, per la presenza di un folto gruppo di carabinieri, guidati dal tenente Bernesi. Memorabile e commovente la marcia dei militi sotto la neve, lungo le Spianate, fra un’ala di folla che batteva le mani, cantando anche qualche inno natalizio. Al di là della retorica, in quell’occasione i Carabinieri furono veramente decisivi ed impedirono ulteriori gesti sconsiderati.

In segno imperituro di riconoscenza, il Comune di Molini di Triora, su iniziativa dell’assessore ai servizi sociali dott. Gianluca Ozenda, con deliberazione consiliare del 23 giugno 2012, compì un gesto veramente encomiabile, concedendo all’Arma dei Carabinieri la cittadinanza onoraria. Alla presenza di numerose autorità, fra le quali il prefetto di Imperia, dott.ssa Fiamma Spena, dei sindaci della vallata con le loro fasce tricolori, dei rappresentanti dei Carabinieri e degli Alpini in congedo, il sindaco di Molini Marcello Moraldo il 1 ottobre di quello stesso anno scoprì una lapide marmorea, affissa sulla facciata dell’edificio municipale[3].

Una magnifica iniziativa è stata effettuata a Creppo sabato 11 settembre 2004, quando è stato dedicato al carabiniere un monumento in località Poggio Soprano. Dopo lo scoprimento della targa indicante la “memoria al carabiniere”, posta sulla provinciale per Realdo e Verdeggia, da parte di monsignor Giacomo Barabino, già vescovo emerito della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, non appena giunti di fronte all’edicola sacra appena restaurata, il prelato stesso, coadiuvato da don Alvise Lanteri, parroco di San Siro in Sanremo, ha celebrato la Santa Messa. All’inizio Davide Tepasso ha suonato con la pianola, accompagnato dalla tromba del sanremese Massimo Cascio, un inno da lui stesso suonato, l’ormai famoso “Tu sole senza tramonto”. E’ toccato a monsignor Barabino, tra la commozione del numeroso pubblico presente, ricordare l’importanza dell’iniziativa dedicata al carabiniere, nostro fedele compagno in ogni momento.

Al termine della funzione religiosa, il maresciallo Antonio Fastella, comandante della stazione di Triora, ha letto, con un pizzico d’emozione, la preghiera del carabiniere; in seguito è stata scoperta la lapide del Comitato Pro Saccarello, in memoria del suo primo presidente Antoine Astini; questo gradito compito è stato eseguito da Giacumin Lanteri, attuale guida dell’ormai venticinquennale associazione che si richiama alla più alta vetta ligure. Quindi, mentre veniva diffusa la musica dell’inno del carabiniere, una seconda lapide, con i nomi dei militi nati nel comune di Triora, sormontati dal simbolo ufficiale dell’Arma, è stata scoperta dai rappresentanti delle associazioni dei Carabinieri di Imperia e Sanremo, assieme al sindaco di Triora, dottor Lorenzo Lanteri. Un’ultima targa, addossata alla croce missionaria, anch’essa restaurata, è stata privata della bandiera che la ricopriva dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Bellini, e dal colonnello Vincenzo Costantini, comandante provinciale dell’Arma; su di essa, nel ricordo di Salvo D’Acquisto, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e dei caduti di Nassirya, è stato inciso il motto “Usi obbedir tacendo e tacendo morir”.

Al termine Armando Astini, con la sua inconfondibile voce, ha intonato il canto del carabiniere, seguito da Luciano Breviario, figlio di un ex carabiniere, che ha letto una testimonianza inviata dal direttore dell’Unicredit Private Banking di Genova, dottor Piero Ricasso, riguardante Enzo Fregasi, uno dei caduti di Nassirya. Dopo il “silenzio”, suonato dalla tromba di Massimo Cascio, si sono susseguiti i discorsi del sindaco, del presidente del Consiglio provinciale, del colonnello Costantini e del vescovo monsignor Barabino. Il canto dell’inno di Mamel, da parte di molti dei presenti ha chiuso degnamente la manifestazione religiosa.

Fra i presenti da ricordare, oltre ai sopra nominati, il sindaco di Molini di Triora, Luciano Capponi, quello di Badalucco, Giovanni Boeri, il vicesindaco di Taggia, Gianni Cozzitorto, l’assessore provinciale Francesco Castagnino, il tenente Azzolini del comando Carabinieri di Sanremo, oltre a molti carabinieri in congedo di Triora, Imperia e Sanremo.

ELENCO DEI CARABINIERI, IL CUI NOME E’ SCOLPITO SULLA LAPIDE: Allaria Emilio Paolo, Bregalla (1916-1967), Allaria Giovanni (Ernesto), Bregalla (1912-1991), Arnaldi Emanuele, Triora (1908-1975), Asplanato Adolfo, Bregalla (1920-1988), Asplanato Alberto, Bregalla (1911-1994), Astini Antonio, Creppo (1910-1979), Borelli Enrico (Ramarru), Triora (1912-1990), Bronda Tito, Triora (1895-1975), Lanteri Aldo, Creppo (1926-1998), Lanteri Mario (Cuccu), Gerbonte (1924-1996), Lanteri Pietro, Goina (1921-1994), Lanteri Pietro, Goina (1852-1912), Lanteri Pietro, Verdeggia (1904-1925), Lanteri Valentino, Triora (1936-1999), Moraldo Agostino (Pin), Creppo (1910-1990), Moraldo Alfredo (Babutin), Triora (1909-1970), Moraldo Giovanni, Bregalla (1909-1998), Oddo Gio Batta Antonio (Nolu), Triora (1886-1968), Saldo Gio Batta (Saé), Triora (1904-1962). 

Commovente e curioso è il fatto che nella cappelletta sia collocata una statua di sant’Antonio, acquistata sessant’anni fa dalla signora Littardi Severina, zia materna di Astini Antonio, come voto di ringraziamento al santo, dopo che il marito Zirio Giovanni e tanti altri uomini di Creppo erano tornati sani e salvi dalla Tana della Ciapella, dove le truppe tedesche li avevano fatti andare per recuperare i corpi di alcuni loro commilitoni[4].

[1]Corrispondenza amministrativa di polizia, 1837-1839.

[2] Guida pratica della Provincia di Portomaurizio, V. Orlich, 1903, pagina 52.

[3] Le stagioni di Triora, anno XX, n. 1, Inverno 2012. Pro Triora Editore. Parte delle notizie furono fornite dal dott. Gianluca Ozenda.

[4] La notizia dell’edificazione del monumento è tratta da Le stagioni di Triora, anno XII, n. 4, pagine 8-9.

IL LIBRO ALPI AZZURRE

Alpi Azzurre – Dal colle di Tenda all’entroterra di Bordighera
di Corrado Ramella e Diego Rossi ( Fusta editore )

Alla scoperta di una terra di confine. È la terra delle Alpi Azzurre, che si snoda tra l’interno dell’estremo Ponente ligure e gli arrière pays della vicina Francia provenzale tra val Bevera, val Roia, val Nervia, val Verbone, Bajardo, la valle del Rio Borghetto e il vallone del Sasso. Il viaggiatore vi troverà piacevoli sorprese, sia che essi cerchino luoghi di interesse storico, architettonico e artistico, sia che preferiscano cimentarsi nel trekking o in avvincenti pedalate in bicicletta.


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