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Savona, il primario: ‘Ci voleva la pandemia
La sanità pubblica va finanziata e non massacrata’. L’ex Pm: ‘Tre responsabili ci sono eccome, gravi carenze nelle strutture’

L’ex Pm e giudice Filippo Maffeo che da quando è esplosa la pandemia martella, con le sue argomentazioni di giurista e cittadino, denunciando le responsabilità del Dipartimento della Protezione Civile, Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute. C’è stato l’esposto-denuncia-querela del presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Savona, Luca Corti. Recente la dura presa di posizione dell’ex primario di Reumatologia del San Paolo, Francesco Versace.

FILIPPO MAFFEO (è stato magistrato inquirente e giudice) il 2 maggio ha postato sulla sua pagina Facebook: ” E di quanto accaduto nel

Filippo Maffeo magistrato in pensione

corso di queste settimane anche all’interno delle strutture della provincia di Savona a causa della carenza di DPI da distribuire ai sanitari, il Dipartimento della Protezione Civile e con esso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero della salute, senza dubbi, sono da ritenersi i principali responsabili”.

Presidenza del Consiglio, Ministro salute e Protezione civile. Quelli che dicevano che erano pronti e che potevamo stare tranquilli. Conte all’inizio aveva dato la colpa ai medici di Codogno ed oggi ripete che rifarebbe tutto. Un vivo apprezzamento per il coraggio la dignità’ e la coerenza dei medici savonesi!
LA LETTERA DEL DR. VERSACE PUBBLICATA DA IVG.IT
Il dr. Francesco Versace già primario di Reumatologia allospedale San Paolo di Savona

Ci voleva una pandemia da Coronavirus per far capire, a chi ci amministra, che la sanità pubblica va finanziata e non massacrata con continui tagli come avvenuto negli ultimi anni. Si scopre adesso che bisogna assumere medici, infermieri, personale sanitario specializzato, e potenziare le strutture per l’urgenza per far fronte a queste emergenze sanitarie?

Finalmente i politici hanno scomodato gli scienziati e i medici specializzati (nel caso virologi, infettivologi, epidemiologi, pneumologi) per decidere quali misure prendere per arginare e circoscrivere questa epidemia che non può essere etichettata come più di una influenza, perché non si conoscono totalmente le caratteristiche cliniche del virus.

Sono stati presi dei provvedimenti rigidi (chiusure delle scuole, blocco delle manifestazioni di qualsiasi genere, calcio a porte chiuse, provvedimenti igienico sanitari) ispirati e dettati dall’evidenza scientifica che in medicina è la fonte a cui attingere per operare correttamente, provvedimenti quasi niente contestati perché non sono stato frutto di confronto politico.

Mi chiedo allora perché in altri momenti meno drammatici per la salute della nostra nazione la programmazione sanitaria non si affida cosi massicciamente al parere dei tecnici e invece decide a tutti i livelli decisionali apportando tagli, chiudendo reparti, non sostituendo medici e personale che va in pensione, non sostituendo le apparecchiature obsolete, gravando sempre e solo sulla abnegazione del personale sanitario rimasto in servizio. In questo momento mi chiedo, quale sarebbe stato l’apporto degli ospedali liguri venduti ai privati, in una epidemia da Coronavirus.

Francesco Versace
Medico e Capogruppo Vince Savona

VERSACE NEL COMUNICATO STAMPA A SAVONANEWS

“Oggi medici, operatori Sanitari della Asl 2 vengono chiamati eroi, angeli, che con abnegazione, senso del dovere e incondizionata passione ottemperano ai propri compiti professionali, applauditi dai nostri balconi. Operatori sanitari di diverse specialità che si sono visti travolgere dallo tsunami del Coronavirus e si son dovuti riadattare ad esperienze professionali diverse e totalmente nuove in ambito ospedaliero” commenta Francesco Versace, capogruppo Vince Savona, già Primario Reumatologia dell’ospedale San Paolo.

“Ospedale San Paolo, Santa Corona e Albenga che in questa particolare occasione si sono dimostrati vivi, capaci di reagire alle difficoltà con il cervello, muscoli e cuore. Energia esplosa che forse nemmeno si pensava di avere e che improvvisamente tutti hanno manifestato. Gli stessi medici e operatori che comunque già dagli anni passati si sono dovuti confrontare con tante difficoltà di altra natura: stipendi inferiori alla media europea, episodi violenti ai pronto soccorsi, contenziosi giuridici, talvolta privi di significato, che hanno reso difficile la professione sanitaria”.

“Operatori dell’Asl 2 Savonese già fiaccati, da una precedente sciagurata amministrazione che ha portato ad una progressiva riduzione di personale medico e paramedico, conseguente a pensionamenti (oltre venti primari pensionati e non sostituiti) servizi ospedalieri e territoriali chiusi o ridimensionati, apparecchiature solo in tempi recenti parzialmente sostituite, con in sospeso angiografo e centro ictus per l’ospedale San Paolo tanto agognati da questa amministrazione comunale, al fine di garantire alcuni interventi urgenti e indispensabili per la salute dei savonesi” prosegue.

“E ancora una privatizzazione di alcuni ospedali incombente che va a discapito della medicina pubblica. Ma non dimentico la scarsa stima e considerazione che sempre la precedente amministrazione, gestita da un Direttore Generale lombardo, nutriva per i dipendenti della Asl 2 – continua – Erano stati istituiti (2017-2018) dei gruppi, definiti allora ispettivi, formati da dirigenti dei distretti, della direzione infermieristica, medicina di base e dirigenti amministrati, che si recavano con dei blitz nei reparti ospedalieri o Servizi territoriali e con fare poliziesco controllavano la presenza degli operatori timbrati e presenti in reparto. Se qualcuno timbrato, si trovava fuori sede, veniva raggiunto al cellulare, e doveva ritelefonare da un telefono fisso per attestare la propria presenza in  altro reparto per esigenze mediche. Il personale in servizio, si poneva allora il problema se era consentito andare a prendere un caffè al bar interno all’ospedale, durante un faticoso turno di lavoro, intimorito dai possibili blitz in atto in quel periodo negli ospedali e Servizi territoriali della Asl 2″.

“L’Agenzia Sanitaria Ligure ALISA era consapevole del clima in cui viveva il personale della Asl 2 e se si perché non ha modificato questo stato di cose? Concludo che oggi l’atmosfera è cambiata, se l’ospedale San Paolo e gli ospedali della Asl 2 hanno retto e reggeranno ai carichi di lavoro conseguenti al Covid-19 è grande merito dell’impegno e professionalità del personale sanitario tutto, della nuova amministrazione Asl 2, impegnata a gestire l’emergenza sanitaria del Coronavirus, cercando di correggere, ritengo, i danni fatti da chi li ha preceduti” conclude Versace.

E IL 14 OTTOBRE 2018, ALTRA LETTERA – DENUNCIA:
Sanità, le riflessioni di Francesco Versace: “Da due anni in corso ridimensionamento del San Paolo”

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