Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano: ciao papà! da migrante dalla Sicilia
ci hai donato un grande esempio di vita

Giovanni non lo troveremo più, in piedi, cappellino in testa, sguardo espressivo e attento, davanti alla sua bancarella sul mercatino di Loano, povera nella scelta di prodotti, ma ricca del suo lavoro e di genuinità. Modi garbati, mai ossequioso di troppo, paziente e gentile, austero ed educato, la sapienza di chi ha costruito con le sue mani una meta radiosa.

Non criticava i concorrenti, teneva per se o per gli amici, le considerazioni.  Giovanni Orlando che non incontreremo perlopiù sul fare della sera, in via Pollupice, con l’inseparabile Ape, di ritorno dall’orto. A volte si fermava per due chiacchiere, pochi convenevoli, tanta educazione, affabile e sincero. Giovanni migrante siciliano diventato loanese benemerito (tra i fondatori e i componenti della Banda musicale cittadina) e che lascia una sempre più rara eredità di valori e ormai spesso in disuso. Dove l’apparire e mettersi in mostra dilaga e si propaga grazie a internet. La povertà culturale, non necessariamente quella del sapere, ha preso il sopravvento tra il serio ed il faceto. Giovanni faceva parte di una Loano dove sacrificio e rettitudine erano il curriculum da esibire piuttosto che la ricchezza conquistata. Trucioli.it con il suo vecchio cronista, sempre più d’altri tempi, ha chiesto al figlio Mauro un ricordo, meritatissimo, del padre che se n’è andato.

 

di Mauro Orlando

Giovanni Orlando e i limoni del suo orto

Mio papà era nato il 28 febbraio del 1936 a San Michele di Ganzaria, piccolo paese in provincia di Catania da famiglia umile e contadina. A volte  mi raccontava della dura vita nei campi, iniziata fin da ragazzino subito dopo la guerra, al fianco di mio nonno Salvatore ed di alcuni zii. Da loro aveva appreso l’arte ed il mestiere di coltivare la terra, cosa che ha continuato a fare con passione, dedizione e sacrificio fino a pochi mesi fa.

Un’altra sua passione era la musica. Fece sì che durane il sevizio militare, dopo il CAR ad Albenga, alla Turinetto, venisse trasferito alla scuola allievi della banda musicale militare di Ascoli Piceno dove imparò a suonare gli strumenti a fiato, in particolare il basso.

Una volta terminato il servizio militare, dato che in Sicilia il lavoro scarseggiava, nel 1958, si trasferisce a Loano dove abitano già dei compaesani; gli trovano lavoro da bracciante agricolo nel terreno che conduceva la famiglia dei miei nonni: i Consavella – Isetta (Villa Rocca situata dove ora c’è il parco giochi in via Manzoni, ai tempi c’era una cascina, con un gran pollaio, il pozzo ed un ampio terreno coltivato e frutteto).

A Loano conosce mia mamma, Ornella Consavella, ultima di 5 figli, con la quale si fidanza. Nel frattempo veniva a mancare mio nonno Alessandro ferito in guerra, così i miei zii avviano altre attività. Mia nonna lascia  il podere che aveva in affitto e papà, nei primi anni 60, apre una latteria sulla Via Aurelia dove si trova ora la banca Unicredit, vicino alla Esso. In quei locali c’è pure la rivendita di giornali (alle edicole del comprensorio) di mio zio Oreste a levante, il bar Genova a ponente.

Papa si sposa, nel 1965 nasco io, ma nel 1964 la straziante perdita di 2 gemellini nati prematuri. Una sorte che segna profondamente la vita di papà e soprattutto quella di mia madre che alterna frequenti crisi depressive.

Ma sono gli anni del boom per il commercio e per il turismo, l’edilizia. Si lavora sodo ed a causa della cessione per motivi di salute dei confinanti gestori del bar Genova, mio padre prende in gestione l’attività. Così si ingrandisce. A fine anni 60 apre il Bar Trattoria Catania. Lui è super tifoso del Catania Calcio; ricordo i festeggiamenti per la promozione in seria A. Quando si chiudeva per ferie e si andava in Sicilia dai parenti, mi portava sempre a vedere una partita all’ex stadio Cibali.

Giovanni Orlando mostra orgoglioso i pregiati pomodorini siciliani

Papà esercente familiare fino al 1987, anno in cui io vado a militare e la salute di mamma si fa sempre più cagionevole, per cui decide di cedere l’attività. Con i risparmi, nel frattempo,  aveva acquistato un terreno agricolo semi abbandonato in via dei Fei (ex via Birago) che coltiva con passione nel tempo libero, malgrado il lavoro della ristorazione fosse molto pesante ed impegnativo, ma lui in campagna non sentiva fatica, anzi lo rilassava.

Riusciva ad occuparsi di tutto senza trascurare nulla, la famiglia in primis: il ristorante, il bar, la campagna e persino suonare per parecchi anni nella banda S. Maria Immacolata di Loano della quale era stato uno dei fondatori.

Lasciata la ristorazione si è iscritto ai coltivatori diretti, iniziando l’attività anche al mercatino giornaliero. Ebbene, ho percepito come quella fosse la sua maggiore gratificazione…appagava la sua indole contadina,  coltivare la terra con passione  e competenza. Stare tra la gente, poter proporre con orgoglio i frutti di tanto sudore e fatica lo rendevano felice, rilassato.

Passione e competenza che io purtroppo non ho, nonostante nei periodi estivi e di maggior lavoro lo aiutassi spesso, compatibilmente con i miei impegni in ufficio e in famiglia. Ora cercherò di onorare i suoi insegnamenti tenendo in ordine il terreno e coltivandolo a sufficienza almeno per uso familiare.

Papà era una persona forgiata del passato e che purtroppo da diversi anni

Giovanni orlando nel suo grande orto che gli permetteva di vendere al mercatino di Loano

combatteva con una fibrosi polmonare, una brutta bestia (era anche in ossigenoterapia), ma lui era tenace, non mollava mai, piuttosto si portava la bomboletta dell’ossigeno. Il mercatino era la sua seconda vita………; perdendo i primi colpi quando si è reso conto che la malattia avanzava e alla bancarella avrebbe dovuto rinunciare. Due due mesi a casa, in emergenza sanitaria che stiamo  tuttora attraversando e fino a quando il suo cuore si è fermato. Ha chiuso gli occhi sempre colmi di bontà. Capace di una parola buona e di conforto.

Carissimo papà, forse è ancora presto, forse non riesco a focalizzare bene tutti i bei ricordi che ho di te e che assieme a Pina e Ornella porteremo nel cuore………Sei stato una persona umile e generosa, ma soprattutto onesta, dedita al lavoro, alla famiglia…… amavi condurre una vita semplice, dignitosa, senza far rumore e facendo tesoro del tuo luminoso passato. Così come hai vissuto te ne sei andato….in punta di piedi…Buon viaggio papà, ci marcherai tanto…Ora sei ritornato con mamma, abbracciala forte anche per noi. Ci avete onorato e i nostri grazie non saranno mai abbastanza. Vostro figlio Mauro !

 

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