Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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S. Corona, donazioni a Rianimazione. C’è Herr Lutzel (Germania), Infineum (Vado L.), Orlando (Odibì), Guglielmi (Loano), Croce Rossa di Magliolo, Coop Agricola Finalpia

Se ne parla e si legge poco della Rianimazione del Santa Corona di Pietra Ligure, che con il Dea di secondo livello, è in prima linea di fronte ai pazienti più gravi che giungono da tutto il ponente ligure e che con l’emergenza Covid – 19 sta ricoprendo un ruolo che merita tutta l’attenzione e la solidarietà. E una notizia davvero gratificante e bella: “Nessuno tra i nostri ricoverati, fortunatamente, ha perso la vita”. Da un mese è in corso una raccolta fondi che vede tra i donatori un cittadino tedesco riconoscente per le cure alla moglie di tre anni fa. Leggi anche a fondo pagina l’addio a Bruno Ravera, azienda e famiglia storica di Pietra Ligure. Bruno si è spento all’improvviso nella sua abitazione.

Si legge in comunicato stampa: “A circa un mese di distanza dall’inizio della Nostra raccolta fondi siamo oggi ad aggiornarvi su quanto è stato fatto; come avete potuto vedere dai vari aggiornamenti, grazie alla vostra generosità, abbiamo potuto donare quasi 12.000 euro di materiale alla Rianimazione di Pietra Ligure, ripartiti tra Presidi medici e DPI.”

Siamo partiti con l’acquisto di un sistema di ossigenazione ad alti flussi (Humidoflo) che ha riscosso ‘grande successo’ tra i Pazienti, per la notevole tollerabilità e tra gli Operatori per la facilità di utilizzo unita ad ottimi risultati ottenuti.

Partendo poi dall’assunto che senza Operatori è inutile avere centinaia di letti di terapia intensiva (un po’ come disporre di 100 aerei, ma di soli 5 piloti…) ci siamo concentrati sulla ricerca di DPI. Nonostante la nota carenza a livello Italiano, con perseveranza ed un po’ di fortuna, abbiamo reperito oltre 1000 mascherine FFP2 ed FFP3 (quasi introvabili) di marche note e qualità comprovata a prezzo REALE di epoca PRE-COVID (merito della grande onestà e serietà del Sig. Orlando della Odibì).

Abbiamo acquistato poi tute protettive, guanti, calzari e soprattutto 20 maschere facciali complete FFP3 e tre caschi a ventilazione positiva FFP3 in grado di offrire una protezione ASSOLUTA agli operatori durante le manovre maggiormente a rischio. Il costo di questi dispositivi non è affatto trascurabile, ma risultano essere più sicuri ed efficaci delle mascherine monouso e soprattutto utilizzabili per lunghi periodi. Inoltre, cosa non da poco, questi dispositivi hanno riscontrato un enorme successo tra il Personale per il comfort durante l’utilizzo prolungato, creando molte meno lesioni e migliorandone la tollerabilità delle lunghe ore di turno.

La Vostra generosità, è stata NOTEVOLE e giunta da ogni parte. Vogliamo ricordare tra i tanti la ditta Infineum di Vado Ligure, che su diretta richiesta di aiuto in un momento di difficoltà, ha versato nel giro di 2 giorni una cifra ragguardevole, pur avendo già dato molto all’Asl2 in precedenza; il Sig. Markus Lutzel dalla Germania che spontaneamente ha omaggiato il reparto ringraziandolo per le cure prestate alla consorte durante un ricovero di ben 3 anni fa e ancora molti (Eroi) Anonimi che hanno elargito somme consistenti; siete stati MOLTI e TUTTI SPECIALI….

La generosità di TUTTI VOI ha contribuito IN CONCRETO all’assistenza ai Pazienti del Reparto. I risultati, nonostante le difficoltà si vedono. I Pazienti sono stati dimessi nella quasi totalità ed alcuni di loro sono già rientrati presso le proprie Famiglie. Nessuno tra i ricoverati, fortunatamente, ha perso la vita. Tutto questo rappresenta non solo un successo per il nosocomio Pietrese, ma soprattutto per tutta la Comunità. Purtroppo l’emergenza NON è conclusa. Anche se in numero ridotto, i ricoveri continuano ed il futuro è quantomai incerto.

Vi chiediamo di non far mancare il Vostro prezioso contributo e di continuare ad essere al nostro fianco. Cogliamo l’occasione per ringraziare anche tutti coloro (Ristoratori, Negozianti o ‘semplici’ Cittadini) che in questo periodo hanno supportato l’attività del Reparto regalando pranzi, colazioni e spuntini notturni.

Un grazie anche a Christian Guglielmi di Loano per le sue ‘visiere artigianali’, alla Cooperativa Agricola di Finalpia per il materiale donato e la Croce Rossa Italiana sia come Comitato di Magliolo che nella Persona di Maria Luisa Anelli, per l’essenziale e continuo supporto. Grazie di cuore, insieme andrà tutto bene!”

ADDIO E ONORE, GRAZIE BRUNO PER L’ESEMPIO UMANO E CIVILE ! LA RETTITUDINE PRATICATA.

LA MORTE IMPROVVISA DI UN RAVERA, FAMIGLIA CHE HA ONORATO PIETRA LIGURE E NON SOLO, CON L’INTRAPRENDENZA E LA SERIETA’ IMPRENDITORIALE. LA DITTA DI AUTOTRASPORTI  RAVERA SORTA A PIETRA NEL 1896 E DA ULTIMO TRASFERITA A CAMPOCHIESA D’ALBENGA. UN FIORE ALL’OCHIELLO IN PROVINCIA DI SAVONA

La storia dal sito dell’azienda- Nel 1896 a Pietra Ligure ad opera di Giacomo Ravera, che inizia l’attività con carri trainati da cavalli. Per decenni raccoglie le primizie della Liguria da spedire ai mercati del nord Italia.

Da allora l’attività di famiglia viene tramandata di generazione in generazione. Qui a fianco:
– una foto degli anni ’20 mostra uno dei primi autocarri della zona, targato SV194;
– una fattura emessa nel 1945, due mesi prima della Liberazione, rivela che via XXV Aprile, a Pietra Ligure, si chiamava corso Camicie Nere. Nel 2004 l’azienda trasferisce la sua sede nei pressi del casello autostradale di Albenga , guadagnando una posizione strategica. Nel 2006 festeggia i suoi 110 anni con nuovi investimenti per la crescita.Una curiosità: proprio nel 1896 viene messo in vendita il primo autocarro, in Inghilterra, segnando la nascita dell’autotrasporto. Possiamo quindi orgogliosamente dire di avere la stessa età.

L’ARTICOLO PUBBLICATO DA IL SECOLO XIX SAVONA

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