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Liguria e Basso Piemonte

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Alassio: Colombi, avvocato, presidente Gesco
plaude a Giletti: ‘Burocrazia, magistratura e leggi, funghi infestanti della democrazia’

Caro Giletti,  intanto grazie per la chiarezza di linguaggio (vedi……) con la quale Lei si è espresso. Nelle Sue forti e sagge quanto inascoltate parole, ha riassunto in pochi attimi una triste e incontrovertibile realtà, ovvero che il nostro povero Paese è da decenni stretto dentro la morsa della burocrazia ma soprattutto dei burocrati che se ne servono per esercitare il proprio potere sui cittadini, e (ciò che più interessa) nei confronti di amministratori pubblici e politici ad ogni livello, dal più piccolo comune al più imponente Ministero.

Igor Colombi, classe 1975, Avvocato e socio fondatore della MDM-Milano, socio fondatore di Motorbike Brasil Ltds; titolare Studio Legale Igor Colombi in Alassio; Simona Ivaldi, classe 1969, architetto specializzato in bioarchitettura, consulente tecnico e tecnico informatico nel settore territorio e ambiente per numerosi enti locali tra cui il Comune e la Provincia di Alessandria.

Tale esercito è composto da due vere e proprie legioni, invisibili quanto poderose nella loro capacità di aggressione, che si difendono ed alimentano a vicenda a seconda delle rispettive necessità. Una delle legioni è il cosiddetto apparato burocratico, l’altra la magistratura nelle sue infinite declinazioni. Esse si nutrono e si abbeverano di un mostruoso agglomerato di leggi per larga parte incomprensibili, risalenti spesso e volentieri ad epoche remote e ormai dimenticate.

Le “premesse”, anche nel più elementare atto amministrativo, costituiscono sempre la parte più  ignota. Chiunque abbia avuto a che fare con tali atti, sa bene che spesso iniziano con periodi  come “visto il R.D. n… art… commi ….cosi come modificato dalla Legge ecc… ecc… per pagine e pagine, ove “RD” sta per Regio Decreto (parliamo quindi di periodi storici pre-repubblicani, antecedenti non solo ad Internet ma addirittura all’invenzione del televisore…).
Questo confuso e disordinato coacervo di elementi di varia natura costituisce l’inestricabile matassa che fa da terreno fertile al proliferare di questi veri e propri funghi infestanti della nostra democrazia, alimentandone il potere  nutrito dall’impossibile comprensione delle norme alla stragrande maggioranza dei  politici, anche i più esperti e preparati, che per necessità e autotutela personale si trovano costretti a rivolgersi alle cosiddette “commissioni di esperti”.
Le potrà sembrare strano, ma questa materia tossica non appartiene pienamente nemmeno alla burocrazia stessa, nè alla magistratura.
Le posso assicurare (se vorrà, faccia una prova) che ponendo il medesimo quesito a dieci diversi esperti otterrà dieci opinioni divergenti l’una dall’altra.
Nelle più recenti epoche storiche abbiamo tutti potuto osservare come il minimo tentativo di porre limite a tale potere sia stato prontamente e violentemente contrastato dall’azione giudiziaria, vero e proprio avamposto armato a difesa della burocrazia e del suo ambiente vitale col quale, di necessità, condivide la propria stessa ragione di esistere.
E’ comprensibile autodifesa.
Chi non si fidasse potrà ben rivolgersi tanto a destra quanto a sinistra e chiedere a quei politici (in verità, pochi) che intemeratamente hanno commesso l’azzardo di incamminarsi in quella giungla impervia e inospitale della semplificazione burocratica e della responsabilizzazione sull’operato di pubblici funzionari e magistrati  (resistere, resistere, resistere…).
La soluzione, semplicemente, non esiste, e comunque non è da ricercare nei meandri  della nostra democrazia stropicciata, ma in una auspicabile ribellione di massa. Il decreto contro cui Lei ha giustamente inveito, con tutta probabilità non è stato scritto da inerte politica (verso la quale possiamo solo provare un sentimento di umana compassione) ma da qualche alto funzionario di ministero.
Quanto ho detto appartiene ovviamente ad un discorso sistemico, fondato su grandi numeri, e nulla toglie a molti, moltissimi valorosi servitori dello Stato o del loro stesso Comune  (io personalmente posso testimoniare di averne conosciuti parecchi) che a loro volta ne sono consapevoli ma inermi vittime. La ringrazio comunque per il Suo mirabile sfogo.
Igor Colombi condivide con Simona Ivaldi
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