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Liguria e Basso Piemonte

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Toti: ok elezioni a giugno
In Liguria si vincono con il ‘Partito del cemento’ e la legge che premia più volumi

Il Secolo XIX, cronaca nazionale, pagina ‘La politica’ ha pubblicato  (14 aprile) due notizie. A cinque colonne: “Toti punta al voto a fine giugno. Pd- M5S: un errore decidere ora”. Una mezza colonnina dedicata a “Nuovo scontro con il governo, impugnata la legge sull’edilizia della Regione Liguria che aumenta i volumi”, ma il governo Conte (centro sinistra 5 Stelle) ha impugnato la legge (1-2020) alla Corte Costituzionale. E l’assessore all’Urbanistica, Marco Scajola (ex FI ora Cambiamo) protesta. Come già accade ai tempi dei due Claudio (Burlando & Scajola) ha lunghe antenne. In Liguria, con rarissime oasi, il ‘Partito del cemento’ resta invincibile.

Marco Scajola e Silvio berlusconi, quando correva il feeling. Ora siamo a ‘Cambiamo con Toti’, con i migliori pronostici elettorali in Liguria per il centro destra e la Lega primo partito

Il mercato immobiliare muove una vasta platea di interessi: professioni (architetti, ingegneri, geometri, geologi, geologi, avvocati, periti, commercialisti, istituti di credito), commerciali (chi produce e vende prodotti per l’edilizia, per l’arredamento, agenzie immobiliari, imprese edili ed artigianali, proprietari di immobili e area pertinenziali).

Lungo la fascia costiera incrementare i volumi in realtà già soffocate e spesso abbruttite sarà un nuovo delitto impunito, che non contribuirà ad arricchire il fascino ambiente – natura. Diverso il discorso nell’entroterra montano dove ormai la fuga di massa, iniziata verso gli anni ’70- ’80 ha provocato la desertificazione abitativa, si è azzerato il mercato immobiliare (con migliaia di ‘vendesi’) perchè nessuno compra. Qui servirebbe una legge ‘riservata’ per il recupero del patrimonio abitativo e una seconda legge (aree depresse e relativi incentivi).  Un rilancio di quel ‘mercato’ rappresenterebbe anche un toccasana ai sempre più poveri bilanci dei Comuni.  Mentre in città gli ‘oneri di urbanizzazione’ continuano ad essere un ghiotto boccone alle casse comunali che non possono certo gridare ‘miseria’ semmai inveire contro gli sprechi, la spesa improduttiva e non in conto capitale. L’assurda gestione della manifestazioni ed eventi, senza un coordinamento provinciale, dove ognuno fa da se. E l’ultimo business della Tassa di Soggiorno arrecherà benefici soprattutto agli ‘amici’ e non già a ‘guarire’ il volano turismo, ultima ed unica voce rimasta in molte città e realtà della Liguria.

La Liguria che ha già dato con la legge dei sottotetti e mansarde, la legge sul Piano Casa, la norma sui seminterrati, cantine, magazzini, garage; inoltre va ricordato che l’altezza minima consentita dei locali destinati alla permanenza persone sarà di 2 metri e 40 centimetri mentre, attualmente, è di 2 metri e 70 centimetri. Ha più di una ragione l’assessore imperiese Marco Scajola, figlio dell’on. Alessandro, ex Dc ed ex vice presidente Carige negli anni di Berneschi, ha invocare ‘meno burocrazia’ (peccato che il falò invocato a gran voce dal sen. leghista Roberto Calderoli, negli anni con loro governo, sia rimasto quasi spento) che nell’edilizia ormai è ridotta (la burocrazia) al lumicino per i piccoli e medi interventi.  Assai diverso il discorso sull’apertura di nuove attività, in qualche caso servono 40-50 autorizzazioni e ‘visti’.

Sull’opportunità  di una legge  per adeguare la disciplina urbanistico-edilizia relativi ai titoli abitativi necessari per modificare e realizzare nuovi insediamenti, dai capannoni  agli agriturismi, con l’esclusione della grandi strutture di vendita, non ha dubbi il braccio destro di Toti, Angelo Vaccarezza, già sindaco di Loano ed ex presidente della Provincia di Savona, primatista in Liguria nella chiusura e trasformazione di hotel in seconde case, di mansarde e sottotetti in ‘case al mare’. Una scelta ed una strategia elettorale vincente, anche se non è sicuramente in solitudine tra i sindaci delle riviere. Dove in rarissimi casi si sono affermati sindaci del ‘no cemento, grazie, ne abbia già abbastanza ed avanza’, tra danni al tessuto turistico (le seconde case non sposano l’industria alberghiera) e al dissesto idrogeologico, alla stagione balneare ridotta a tre mesi. Al trionfo degli week end, dei fine settimana, ingolfati sulle autostrade e sull’Aurelia. Quel turismo di massa di cui si raccolgono i frutti.

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