Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Da Savona, sanità privata?
Compra pagine sui quotidiani
E l’ing.Cuneo propose: ‘Urge nuovo ospedale nella piana di Legino, assurda l’attuale sede’

Nicola Stella, giornalista e Savonese, ha scritto: “Una vergogna, questa pagina comprata su vari quotidiani. Ricordiamoci che non lo fanno gratis ma con le nostre tasse prima di donare anche un centesimo alla sanità privata”.

“Prima si riempiono di soldi e poi fanno pure i fenomeni, senza contare tutti gli errori che hanno causato migliaia di morti in Lombardia. Che schifo!”

LETTERE A LA STAMPA – QUANDO A SAVONA SI SCRIVEVA DI NUOVI OSPEDALI, DEL DIVARIO CON GENOVA

DEL SANTA CORONA E DI ALBENGA

E NEL 2013 L’ING. CUNEO AD UNA DOMANDA DI TRUCIOLI.IT IN MERITO ALLA LETTERA CHE SCRISSE A LA STAMPA: ” Da tempo segnalo al Sindaco la necessità che Savona cominci a pensare ad un nuovo ospedale: quello attuale è ormai di una generazione superata e la collocazione naturale è (ed era) la piana di Legino, e non l’assurda collocazione attuale. Però la Liguria è particolarmente arretrata in quanto a strutture ospedaliere (Santa Corona è di tre generazioni fa, Sampierdarena anche, come pure San Martino ed il Galliera). (E’ un vizio ligure: anche le centrali termoelettriche sono vecchissime, ultime sopravvissute in un’Italia che le ha già sostituite da tempo con tipologie più moderne).

Il Comune sta preparando una variante al PUC: sarebbe intelligente rivedere la zona di Legino e riservare la aree ad un nuovo ospedale ma ho paura che le priorità in Liguria siano per altri ospedali e quindi mi sembra difficile che la spunti Savona. Le aree però si possono riservare nel PUC solo se le probabilità di usarle sono elevate, sennò si pagano penali ai proprietari inutilmente vincolati.”

QUANDO SANDRO PERTINI FECE VISITA AL SANTA CORONA DI PIETRA LIGURE

SANDRO PERTINI IN VISITA AL SANTA CORONA:
a sn del presidente Nicolò Rabaglia, a dx Silvio Amandola, dietro a sn Nicola Durante, al centro Riccardo Borgo ex sindaco di Bergeggi, a dx Gavino Asole (è stato consigliere comunale del Psi a Loano, dietro Renzo Bailini, allora corrispondente de Il Lavoro, fu lui a scrivere l’esposto che diede avvio all’inchiesta Teardo e C.  (archivio Rabaglia)=.

PER NON DIMENTICARE LE FUGHE DEI PAZIENTI DALLA LIGURIA

VERSO ALTRE REGIONI. DA IL SECOLO XIX 2019

E ACCADEVA NEL 2018 – IL SECOLO XIX

ACCADE OGGI, LEGGI IL DOCUMENTO DEL  GRUPPO CONSILIARE DEL PD LIGURE

DOPO CHE LA CORTE DEI CONTI BACCHETTA LA SANITA’ MODELLO TOTI – VIALE

Liguria. “Alla luce dell’emergenza sanitaria Covid-19 spicca un dato chiaro: reggono meglio i modelli sanitari in cui il pubblico è più forte, il privato agisce a sua integrazione e non in sua sostituzione e i servizi territoriali sono capillari e ben strutturati. Lo ha detto recentemente anche Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e rappresentante dell’Oms. Il Coronavirus, secondo Ricciardi, ha reso palese il fallimento della sanità lombarda: un sistema dove vi è un’ospedalizzazione forte, ma una riduzione dell’attività territoriale. Regioni come Emilia Romagna, Toscana e Veneto (e quindi guidate da maggioranze di vario colore politico) hanno risposto meglio perché hanno saputo bilanciare questi due elementi: ospedale e territorio. La Liguria di Toti naturalmente ha preso a modello Lombardia, puntando su una forte privatizzazione e trascurando i servizi territoriali. Abbiamo imboccato la strada sbagliata. E prima si torna indietro – come suggerisce anche il vicesegretario nazionale del Pd Andrea Orlando – meglio è”.

Così il gruppo Pd in Regione Liguria sulla situazione sanitaria in Liguria. “La Regione Liguria interrompa le procedure in corso di privatizzazione delle strutture sanitarie” ha scritto in un tweet il vicesegretario nazionale del Partito Democratico Andrea Orlando. “Presidente Toti – prosegue rivolgendosi al governatore – su questo non può dare la colpa a Roma n[ a ‘quelli che c’erano prima. Attendiamo parole chiare”.

“Che l’attuale gestione della sanità ligure sia del tutto inadeguata lo sostiene anche la Corte dei Conti. Ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore regionale Claudio Mori, nella sua relazione annuale, ha ribadito le criticità espresse nel 2019 sulle politiche sanitarie della Giunta Toti. La Liguria, ha detto Mori, è all’ultimo posto fra le Regioni del Nord Italia ed eroga un servizio sanitario a costi elevati e con un livello di qualità medio-bassa. Inoltre la mobilità sanitaria extraregionale, che è un problema atavico, negli ultimi 5 anni è aumentata drasticamente e oggi ci costa 50 milioni di euro l’anno. Anche la spesa farmaceutica, che con la passata amministrazione di centrosinistra era stata contenuta molto, diventando un modello virtuoso, oggi, con la cura Toti-Viale che ha introdotto l’obbligatorietà dalla distribuzione in farmacia dei medicinali salvavita, è finita fuori controllo, sfondando del 14%” concludono i consiglieri Dem.

“L’analisi della Corte dei Conti regionale pubblicata oggi ha finalmente chiarito a quali responsabilità va ricondotta la difficoltà del servizio sanitario regionale e negli ospedali liguri” dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva. “In particolare – continua – vengono evidenziati una serie di aspetti gravissimi. 1) ‘Sforamento della spesa farmaceutica, superiore del 14,5%’. È esattamente quanto denunciamo da tempo, a partire dalla decisione di abbandonare la distribuzione diretta e di passare a quella in nome e per conto da parte delle farmacie; 2) L’aumento delle fughe (‘dal 2017 al 2018 i costi sono aumentati da 34 a 53 milioni’), come chiara conseguenza di una drammatica incapacità di garantire i servizi nella nostra Regione; 3) I dati complessivi collocano la Liguria nella parte bassa della classifica delle regioni del Nord e per il saldo della mobilità extra regionale addirittura tra gli ultimi posti tra le Regioni a statuto ordinario; 4) La nostra Regione è all’ultimo posto per i livelli essenziali di assistenza tra le regioni del Nord; 5) I cittadini liguri sono chiamati a concorrere alla spesa sanitaria (ticket) almeno per il 9% in più rispetto alle altre regioni. Cioè pagano di più. Questo desolante quadro porta a chiarire per quali motivi, nonostante le grandi capacità dei nostri medici, operatori e infermieri, la nostra sanità non riesca a stare in piedi. Tutto ciò è reso visibile dalla gestione dell’emergenza Covid che ha visto strutture impreparate all’accoglienza, scarsi controlli, tamponi persi, test sierologici in ritardo, persone abbandonate a casa”.

“Come si può vedere, qui non c’è alcun giudizio politico: siamo di fronte a un elenco impietoso di cifre e fatti. Un’evidenza di cui, prima o poi, Toti e Viale dovranno rispondere ai liguri. Un’evidenza che, forse, a un certo punto, deve essere stata chiara anche a loro, tant’è che da Erzelli a Bordighera, da Albenga a Cairo, hanno cominciato a pronunciare ossessivamente sempre la stessa parola: ‘privati’. Ma dopo cinque anni anche questa è rimasta appunto una vuota parola”, conclude.

 

 

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