Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona l’ira satirica di Lombezzi
Il presidente: l’antimafia intralcia i lavori
I nonni nelle Rsa: quelle carezze elettorali

Il presidente Toti (‘Cambiamo) e futuro ricandidato, dato per vincente con il 58% de consensi: “E allora dico: via codice degli appalti, via gare europee, via controlli paesaggistici, via certificati Antimafia, via tutto. Almeno per due anni….Basta e avanza per attirarsi le ‘simpatie graffianti’ del giornalista e vignettista Savonese Mimmo Lombezzi.  Con gli architetti delle quattro province liguri che chiedono la sospensione di tutti i cantieri non strategici. Leggi anche notizie da Albenga cronaca coronavirus.

PRIMOCANALE dichiarazione di Giovanni Toti, presidente della regione Liguria del 7 aprile 2020: «Il governo ci pensi: puntiamo sulla generazione nata dopo il 1970 per riaccendere i motori del Paese» aggiunge. «Bisogna spazzare via, una volta per tutte, la burocrazia. Bisogna far ripartire i cantieri – sottolinea -. E allora dico: via codice degli appalti, via gare europee, via controlli paesaggistici, via certificati Antimafia, via tutto. Almeno per due anni. Ci sono gruppi affidabili e lavori da fare: io dico ‘partano subito’». Per Toti «serve un modello di ricostruzione post-bellico. Rischi? Ci sono e terremo la guardia alta, ma il coronavirus ha alzato la soglia di moralità, la gente ha capito che le cose vanno fatte bene e che le leggi vanno rispettate. Io mi fido»

GLI ARCHITETTI LIGURI: SOSPENDERE TUTTI I CANTIERI NON STRATEGICI

COMUNICATO STAMPA – Coronavirus, gli Architetti liguri chiedono la sospensione di tutti i cantieri non strategici della regione . I consigli degli Ordini degli Architetti delle province di Genova, Imperia, La Spezia e Savona e la Federazione Regionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Liguria chiedono la sospensione di tutti i cantieri edili di rilevanza non strategica, siano essi pubblici o privati, quale ulteriore misura per contribuire al contenimento del contagio da coronavirus.

È quanto proposto dai presidenti dei quattro ordini provinciali Paolo Raffetto (Genova), Andrea Borro (Imperia), Francesca Zani (La Spezia) e Giacomo Airaldi (Savona) e dal presidente della Federazione regionale Andrea Schiffini in una lettera consegnata oggi a tutti i prefetti della Regione, al governatore Giovanni Toti, al sindaco di Genova e della Città metropolitana Marco Bucci, a tutti i sindaci liguri e, per conoscenza, alle stazioni appaltanti, alle Asl territoriali e al Consiglio Nazionale degli Architetti.

«Gli Ordini e la Federazione – si legge nella lettera – pur consapevoli dell’enorme sforzo economico richiesto ai colleghi stessi, ai committenti e alle imprese, ritengono urgente e doveroso, nel rispetto dei provvedimenti adottati dal Governo, procedere alla chiusura di tutti i cantieri edili presenti sul territorio regionale, sia al fine di limitare il rischio di esposizione al virus per il personale delle imprese esecutrici, delle stazioni appaltanti e dei professionisti, sia perché il contagio pare avvenire in larga parte tramite persone infette anche asintomatiche».  «A nostro avviso – proseguono gli architetti liguri – molte imprese e molti committenti pubblici e privati stanno sottovalutando i rischi legati alla diffusione della Covid-19. Le possibilità di trasmissione all’interno di un cantiere edile sono in realtà moltissime: i carichi che superano i 40 kg devono infatti essere portati da due persone, che spesso operano a meno di un metro l’una dall’altra; il passaggio degli attrezzi e del materiale è certamente rischioso; il lavoro faticoso produce sudore e forte azione respiratoria, veicolo di diffusione del virus; molte altre lavorazioni possono, a loro volta, essere causa di trasmissione e ampliare il raggio di infezione fuori dal cantiere, in maniera incontrollata. Inoltre è oggettiva e nota, ad oggi, la mancanza sul mercato dei dispositivi di protezione individuali eventualmente necessari a ridurre il rischio di contagio e trasmissione.

«Se a ciò sommiamo il rischio che, in questo contesto emergenziale, un normale infortunio sul lavoro non possa essere prontamente ricoverato, i rischi che si corrono a continuare a lavorare non sono, a nostro giudizio, sostenibili, né giustificabili a meno di una reale urgenza quale, ad esempio, interventi in ambito sanitario, di protezione civile o di sicurezza infrastrutturale».

«I cantieri devono essere fermati – ribadiscono i rappresentanti dei quattro Ordini provinciali e della Federazione -. Se la finalità del decreto della Presidenza del Consiglio dello scorso 11 marzo è quella di contenere la diffusione dell’epidemia, solo una manifesta e attestata strategicità dell’opera può giustificare anche la componente di rischio pubblico costituita dalla natura intrinseca del cantiere.  «I professionisti, in qualità di progettisti, direttori dei lavori e coordinatori della sicurezza, insieme ai responsabili unici dei procedimenti e ai committenti privati, non possono essere lasciati soli davanti al dilemma di scegliere tra un ritardo, speriamo il più breve possibile, e il sacrificio della salute dei lavoratori e di tutti i nostri concittadini. Gli Ordini sono disponibili al confronto su tutto il territorio regionale al fine di fornire il proprio contributo operativo».

MARCO GAVIGLIO, Ufficio Stampa Ordine degli Architetti di Genova

E «Sotto elezioni venivano ad accarezzare i nostri ospiti, “nonnini, nonnini…”

PER ALBENGA UN BENEFATTORE ITALIANO DALLA CINA –

Albenga: le mascherine donate verranno distribuite

anche ai cittadini che ne hanno bisogno

COMUNICATO STAMPA – Il consigliere  Giorgio Cangiano specifica: “Questa distribuzione non sostituisce quella che sarà effettuata dalla Regione che  raggiungerà tutti i cittadini, ma è rivolta a chi non ha avuto la possibilità di dotarsi di mascherine. Confidiamo quindi nel senso di responsabilità di chi ne è già fornito”.

Lontano fisicamente… con Voi con il cuore e la mente” questa la frase scritta sui pacchi inviati dal sig. Antonio Galati contenenti le 8.000 mascherine donate al comune di Albenga con il desiderio che la distribuzione agli operatori sanitari e a chi ne abbia necessità avvenga direttamente senza intermediari per garantirne l’effettiva consegna. Il Sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha incaricato Giorgio Cangiano di gestire questa importante donazione proprio per garantire quanto richiesto dal sig. Galati.

Dichiara Giorgio CangianoCi siamo immediatamente attivati contattando l’Ospedale di  Albenga, l’istituto Trincheri, la Clinica S. Michele, la Croce Bianca e la Croce Rossa per conoscere le loro necessità.   Una parte delle mascherine sarà consegnata ai volontari della protezione civile, alla polizia municipale e ai dipendenti comunali a contatto con il pubblico.  Provvederemo inoltre, già da domani, anche alla consegna ai cittadini che ne abbiano necessità. La distribuzione avverrà grazie all’aiuto delle associazioni di volontariato che già fin d’ora ringrazio. Questa distribuzione ovviamente non sostituisce quella che sarà effettuata dalla Regione che  raggiungerà tutti i cittadini, ma costituisce la possibilità di dare una risposta immediata a chi non ha avuto la possibilità di dotarsi di questi importanti dispositivi di protezione.  Confidiamo quindi nel senso di responsabilità di chi ne è già fornito.  Daremo, a inizio della prossima settimana un resoconto dettagliato delle consegne effettuate”.

Eventuali specifiche richieste o suggerimenti potranno essere rivolti alla consigliera comunale Martina Isoleri, delegata alle associazioni di volontariato (alla mail m.isoleri@gmail.com o telefonando al 3332840536 dalle ore 15 alle 17) che coordinerà la distribuzione.  Specifica Martina Isoleri: Per evitare che i cittadini che hanno necessità delle mascherine debbano appositamente uscire abbiamo  pensato di procedere con la distribuzione nei pressi di  molte attività commerciali di generi alimentari sia  del centro che delle frazioni, dove le persone già si recano per fare la spesa. Se ci sono specifiche necessità, esigenze o richieste di chiarimenti contattatemi direttamente.”

La Comunità Islamica dona 9.770 euro all’Ospedale di Albenga

COMUNICATO STAMPA – Il sindaco Tomatis: “Un gesto che ci rimarrà sempre nel cuore e ci unirà per sempre”

Il sindaco Tomatis ed il rappresentante della comunità islamica di Albenga

Nella mattinata di oggi il sindaco Riccardo Tomatis, il vicesindaco Alberto Passino, l’Assessore Silvia Pelosi e il consigliere Giorgio Cangiano hanno ricevuto due rappresentanti della Comunità Islamica che hanno consegnato 9.770 euro da devolvere all’Ospedale di Albenga per l’emergenza Covid 19. Afferma il sindaco Tomatis: “In momenti difficili come questo ci sono dei gesti che fanno pensare che c’è ancora tanto di buono nella nostra società. I rappresentanti della Comunità Islamica ci hanno appena fatto avere un contributo di quasi 10 mila euro chiedendoci di devolverli all’Ospedale di Albenga. Quando ci si trova in momenti difficili il vero spirito e il vero cuore delle persone emerge.  Ringrazio infinitamente tutta la comunità islamica per questo gesto tanto inaspettato quanto concreto e importante. Mi farò personalmente carico di contattare il direttore generale dell’Asl e il direttore sanitario dell’Ospedale di Albenga attualmente destinato alla cura dei malati Covid-19 per sapere a cosa verrà destinato questo contributo che contribuirà a salvare delle vite. Questo momento ci rimarrà sempre nel cuore e il suo ricordo credo che ci unirà per sempre”.

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