Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Qui Ceriale, ‘Il mio mare e le mie barche’
L’ex sindaco: ‘Senza conoscere la vela comprai da un maestro d’ascia ad Alassio’

Senza conoscere la vela, avevo visto qualche regata , compro un 4,50 S serie nazionale  (Foto n. 1), da un maestro d’ascia ad Alassio , gestiva una spiaggia di rimessaggio al borgo Coscia, la barca si chiamava Euro, costruita da Patrone Lino nel cantiere di Ceriale, lo porto in in spiaggia davanti al cantiere  lo armiamo e usciamo in mare, con gli operai di “Pepin” che ci davano i consigli “tia sciu a deriva”,”molla u fioccu” ,”tia a simma” bordeggiamo e impariamo i primi rudimenti della vela.

Foto n.1

Foto2


Foto n. 3

Foto n. 4


Foto n. 5

Andiamo a Loano a fare le regate della classe , prodiere Giorgio , vento 10 nodi , al lasco dietro di noi un dinghy di Alassio , patria di ottimi velisti , si avvicina , sentiamo una voce che urla “molla stu boma abelinau”,”molla stu boma” , al lasco molti tengono la randa cazzata , la barca non cammina, bisogna lascare il boma , cazzare finché la randa non sfileggia vicino all’albero , arriviamo dalla barca giuria , viriamo per un bordo in poppa , un marinaio che conosco mi dice ” tia sciu a deriva” , tiro la deriva in ferro nella scassa per fare meno attrito , arriviamo alla boa viriamo , non mi aveva detto di abbassarla alla virata , scarrocciamo un casino , boa di arrivo per un pelo passiamo primi di un’altra barca , alla premiazione sento il timoniere che avevo battuto , un ufficiale di marina , che diceva a delle ragazze che era arrivato primo , lo guardo con sorpresa e lui mi dice “lasciame cuntà due musse” , non bisogna mai dire la verità.

. foto n. 6


Foto n. 7

Andiamo all’isola , bordeggiamo nel golfo , nel 64 vendo il 4,50 e compro un Flyng Duchtman , “Istria 2” , costruita da Baglietto di Varazze , in compensato marino , verniciato con una era trovare un prodiere , Gian Carlo con la sua stazza faceva al caso , grecale teso , davanti a capo D’Anzio scuffiamo , ero al trapezio , finisco sott’acqua bloccato dal gancio , panico , non riesco a venire a galla , adesso annego , calma e gesso , riesco a sganciare e ci mettiamo a raddrizzare la barca , contro vento si sale sulla deriva e si tira su , scuffia dall’altra parte , alla fine ci riusciamo , Gian Carlo è tanto stanco che non riesce a salire a bordo , spossato ti viene voglia di mollare tutto , ci vede Patrone Vittorio “Patracche” mentre passa con il suo motoscafo , ci facciamo trainare .


Foto n. 8


Foto n. 9

Andiamo all’isola , bordeggi nel golfo , planate , strambate , conosco una ragazza olandese Loes, conoscevo già il fratello Rudy , paraplegica , sulla sedia a rotelle per un incidente in macchina , facciamo amicizia platonica , usciamo i mare , io con le scarpe da tennis Superga , Gian Carlo, Loes, la sua infermiera , e un’altra ragazza carina ma leggermente “abelinata” , siamo a due miglia dalla costa , tolgo il fiocco , tiro su il timone , lasco la randa, ci buttiamo in mare a fare il bagno , teoricamente la barca se parte dovrebbe girare, dovrebbe ma non gira e la barca se ne va , nuoto per prenderla ma è più veloce di me, rinuncio , naufraghi in mezzo al, mare , il problema era la bella, una crisi isterica ci porta tutti a fondo , calma un pattino a circa un miglio .

Gian Carlo, nuota bene ,va a cercare soccorso , mentre siamo a mollo un yacht sta arrivando , “aiuto , aiuto” , vede Gian Carlo e si ferma e chiede cosa sta facendo a due miglia dalla costa , abbiamo perso la barca , figura di cacca con dei torinesi , ci prendono a bordo, salgo la scaletta con Loes sulle spalle , arriviamo alla barca quasi ad Albenga , ci buttiamo in mare, saliamo a bordo e ritorniamo a Ceriale, si dice bianco come un cencio ma sdraiato sul bordo ero cadaverico , non diciamo niente a nessuno .

Nel 65 ristrutturo il bastione di Ceriale , proprietà di Pisano, lo trasformo in discoteca , con 150 posti a sedere , una figata , di giorno ho una piccola impresa edile , alla sera fino alle due faccio il cameriere al bar sul terrazzo , certe mattine non mi sveglio e dormo fino a mezzogiorno, dopo l’estate vado in Olanda ospitato in casa di Loes , tanti amici , a vela nei laghi interni , a cavallo sulle dune , a bere birra nei pub, un’esperienza molto interessante con una società più avanti di noi di dieci anni .

Nel mentre facendo le regate entro nel Circolo Nautico di Loano, do una mano in giuria e nel 65 faccio l’istruttore di vela al Circolo con dei Flyng Junior arancioni forniti dalla FIV , non mi ritengo un esperto di vela ma la passione è tanta , ai ragazzi faccio conoscere il mare , li faccio divertire , nel mentre imparano ad andare a vela , se la passione viene , verranno buoni velisti , altrimenti si sono divertiti e hanno imparato la legge del mare , alcuni sono diventati dei campioni. Foto n.19 -11

F

Foto n. 10 e 11

Nel 66 mi chiedo perché non fare un Circolo Nautico a Ceriale, chiedo a Patrone, ai pescatori , avere una spiaggia è roba da mafiosi , mi consigliamo di fare una Lega Navale , istituzione supportata dalla Marina Militare , sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica , ero consigliere dell’Azienda Autonoma per il Turismo di Ceriale, segretaria la Marilli, scriviamo a Roma allegando la mia esperienza velica, per fare una delegazione occorrono cento soci a 500 lire cadauno, mi porto la macchina da scrivere a “Il Bastione” ,la discoteca , e a quelli che entrano mi faccio dare 500 lire fino a raggiungere i 100 soci , vado a Savona dal presidente della LNI , Nobile , andiamo in capitaneria e riesco ad avere una spiaggia vicino ai bagni Martini, con gli operai facciamo il cemento, mettiamo una baracca di lamiera  un argano e portiamo le nostre barche. Foto n. 11 mio padre “Stevanin


Foto n. 12

La Delegazione si attrezza , barche a vela , motoscafi , gozzi , passa il 67 , nel 68 da Delegazione diventiamo Sezione; a Loano , sul piazzale una vecchia scialuppa di salvataggio, lunga 9 metri , con motore Perkins da 50 cv. , cabinata , con 4 letti e locale servizi , “Lo Squalo” di proprietà di Carlo, Osvaldo  e Franco, la chiedo in uso, la mettiamo a posto , la variamo , con un piccolo problema , avendo il fasciame all’inglese l’acqua entra tra le tavole del fasciame, la gru la tiene sollevata ed io butto segatura tra i comenti per saldarli , gite all’isola di Bergeggi , all’isola Gallinara, a pescare, partiamo con Pino, Augusto e andiamo a Santa Margherita, Portofino, la rotta la traccia il comandante Italo, giornate piacevoli, incontriamo la Michelangelo . gite all’isola e nel golfo. Foto n.13 – 14-15-16 .

Foto n. 13


Foto n. 14

Foto 16

Foto n. 15

Il mare ci sta portando via la spiaggia della LNI , il Comune chiude parte del campeggio nella Pineta , si libera una bella spiaggia davanti a Baffo, faccio la domanda e ci spostiamo , compriamo un boungalow dal campeggio di Ravina, come sede, una tempesta di vento la scoppia e lo porta sulla passeggiata, due baracche, argani  un posto magnifico, tettoia dove il ristorante “Il Gaucho” ci porta da mangiare , chiediamo aiuto alla presidenza , viene Luigi Durand de La Penne, l’eroe dei maiali, andiamo a mangiare dal Miramare, gli parlo, ma lui non sente, poi se ne accorge e mi dice che ha perso l’uso dall’orecchio destro quando è andato a salvare i sommergibilisti dello “Scirè” affondato dagli inglesi  riceviamo un aiuto economico e risistemiamo la sede .
Foto n. 17

Nel mentre mi innamoro di Esa e ci sposiamo , vendo la barca e vela , e Carlo e c. vendono “Lo Squalo” , cerco un piccolo cabinato , ne trovo uno di plastica con fuoribordo , purtroppo non lo compro , trovo un gozzo di legno di 9 metri a Savona con un motore Mercedes 190.

Lo porto da Sciallino e insieme ” au Baun”, lo pontiamo, lo cabiniamo , quattro posti letto , un servizio, ci mettiamo una vela di Dinky , mio moglie a momenti chiede il divorzio , faccio un carrello con quattro ruote di macchina, lo porto alla Lega e lo varo , crociere a Varazze , gite all’isola, nel golfo , partiamo per Villefranche, con Gian Carlo e la moglie Manuela , in rada una corazzata americana la “ Springfield” , carnevale d’estate , barche allegoriche , marinai americani bevuti, un bel casino, catamarano di Sciallino, progettato da Harrauer , mare grosso , usciamo per ritornare, non avevo riparate ” e scue” entra acqua  Gian Carlo dorme con un braccio in basso, quando l’acqua sale accende la pompa di sentina, arriviamo davanti alla lega e sbarchiamo le donne , a Loano , aliamo la barca per ripararla. Foto 18-19 – 20

Foto n. 18

Foto n. 19


Foto n. 20


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Giovanni Cerruti

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