Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Savona, i big scrivono in tempi di virus
Molteni: Giò come pochi sta raccontando….
Maffeo: Il dr. prof. Bassetti parlava così…
Ravera: Al di là degli eroismi quotidiani…
Santi: Un grazie a Danilo per le mascherine

Trucioli.it ogni settimana pubblica messaggi significativi che l’ ‘Università Facebook’ dispensa sul tema dominante del Covid 19. Su questo numero il prof. Ferdinando Molteni, insegnante a Loano. Il dr. Filippo Maffeo, ex magistrato. Sergio Ravera studioso di economia ligure e memoria storica di questa provincia.

L’INSEGNANTE, PUBBLICISTA, ORCHESTRALE, SCRITTORE

CONTA I GIORNI E DESCRIVE LA SUA SAVONA – FERDINANDO MOLTENI-

Il prof. Ferdinando Molteni, origini a Finale Ligure, vive a Savona, in una foto d’archivio. Ora insegnante. Ha fatto parte prima dello staff della comunicazione del sindaco Federico Berruti e poi ricoperto la carica di assessore alla Cultura. Giornalista, scrittore e musicista, si avvicina al teatro a metà degli anni ’80  come datore-luci con attori come Giulio Base (per una fortunata edizione de “L’uomo dal fiore in bocca”), Giorgio Tirabassi, Mariangela D’Abbraccio, Giorgio Albertazzi. Assorbe la lezione di Pippo Delbono e Pepe Robledo seguendo la costruzione dei loro primi spettacoli. Lavora con il Teatro Instabile di Genova alla realizzazione di rassegne di cabaret. Si dedica alla scrittura e alla musica e ritorna poi al teatro scrivendo alcuni recital musicali come “Le storie di O’Carolan”, “Italia 900”, “Suoni futuri”, “Italiani d’Argentina”. Negli ultimi anni si dedica alla figura di Luigi Tenco scrivendo e interpretando il recital “Lontano nel mondo. Storia di Luigi Tenco”. Per Massimo Ghini scrive “La strana morte di un cantautor” che va in onda su Raidue nella serie ideata da Ezio Guaitamacchi. Per Roberto Tesconi scrive “Luigi Tenco. L’ultima notte”, spettacolo che debutta nel 2013, e il cui testo è raccolto in un volume edito dal genovese De Ferrari. L’ultimo recital, che ha chiuso con successo la stagione del Teatro “Tina di Lorenzo” di Noto, s’intitola “Luigi, Faber & Genova”. Ha collaborato con il cantautore Claudio Sanfilippo nello spettacolo teatrale “Tenco & De Andrè. Lunga storia di una breve amicizia”. Come musicista suona musica antica e canzone d’autore. Ha inciso tre album. Ha tenuto concerti in Italia, Svizzera, Francia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tanzania. E’ stato anche collaboratore del Secolo XIX alla redazione di Savona.

Nel giorno undicesimo di nostra segregazione, faccio outing. Non è che abbia la fregola di scrivere tutti i giorni, ma data la situazione mantenersi in contatto con le persone che più o meno si conoscono non è male.

Non volevo che questo diario fuorilegge diventasse un appuntamento fisso ma tant’è. E poi mi piace soprattutto restare in contatto con un po’ di “tirabelini” (in ligure vuol dire coloro che prendono bonariamente in giro) che però sono anche tra le persone più brillanti (più brillanti forse non si dice) che conosca. Comunque, tra le recenti definizioni della mia persona che mi sono arrivate ho appuntato: “Sgarbi dei poveri” e “Hemingway de’ noantri”. Una mia vecchia amica, che mi ha sostenuto fin qua e voleva che facessi di questi post un libro, ha trovato il testo di ieri “torvo”, anche se parlavo delle mie creature che non vedo più a scuola.
Vabbé, oggi ho rimesso fuori il naso di casa e la situazione non è cambiata. Anzi sta peggiorando. La città è morta e sepolta e le poche anime che si aggirano per le strade deserte hanno la faccia di uno che deve chiedere scusa. I senzatetto savonesi, che se ne stavano tranquilli, e tutti insieme, in una spiaggia deserta sotto la fortezza sono stati dispersi, con un’azione-lampo degna di Erwin Rommel, in giro per la città. Siamo ai prodromi della deportazione. Speriamo in qualche albergo. E questa cosa non va bene.
Non mi avventuro nelle riflessioni di questi giorni sulla legittimità dei decreti del presidente Conte (Dio ce lo preservi). Qualche costituzionalista però ha i suoi dubbi. E pure io, che pure costituzionalista non sono e non conto niente. Ho anche letto riflessioni sul senso di colpa che, una volta instillato nei cittadini, produrrebbe consenso e adesione alle scelte dei governi. In breve: il coronavirus è qui per colpa nostra, perché facciamo footing e ci ostiniamo a fare la spesa, dunque tutto quello che ci faranno fare ce lo meritiamo.
Tiziana Cosso Olivetti nel 2013 commentava: Libro stupendo, ma in certi punti mi coinvolge un po’ troppo, deh. E Molteni: Cara ragazza, quando uno scrive s’ispira. E tu ispiri. Perché sei notevole, talentuosa, bella e… tutto il resto. Le azioni dei personaggi sono, come sempre, inventate… Se diventerà un film ce ne sarà per tutti. Un bacio e un abbraccio a Franz! E Tiziana Cosso Olivetti: Sono onorata di avere ispirato questo personaggio, in certi momenti davvero sorrido di gusto!

Dato che la mia coscienza rimorde per altro ma non per questo (avviso le camicie brune: non ho alcuna responsabilità nella diffusione del coronavirus nonostante quello che dice, tra gli altri, la filosofa Paola Turci) oggi ho pensato a Franco Battiato.

Il mio caro amico Giò Barbera, giornalista che sta raccontando come pochi, in Italia, quello che sta accadendo, stamattina mi ha chiesto un pezzo per il compleanno di Battiato. Ho dovuto così rileggermi la sua carriera, ritornare sui suoi album. E ad una canzone che, proprio in questi giorni, mi era tornata in mente più volte: “Venezia-Istanbul”.
Sinceramente, non mi era chiaro perché. Poi l’ho riascoltata ed ho capito: “D’Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista / quanta passione per gli aeroplani / e per le bande legionarie. /
Che scherzi gioca all’uomo la Natura” (Ferdinando Molteni).

L’EX MAGISTRATO E GIUDICE DEL TRIBUNALE DI SAVONA, FILIPPO MAFFEO-  20 MARZO – In questi giorni siamo inondati da informazioni e notizie sul virus. L’esperienza mi ha insegnato a non fidarmi, fino in fondo, delle informazioni ufficiali, anche se provengono da tecnici, specialmente nei momenti di crisi acuta.  La verità non la trovi nel contingente. Devi tornare indietro e cercare una situazione neutra. La regola neutra non è quella predicata oggi; è quella scritta ieri, in astratto. Nel contingente interviene il minculpop, che ti propina le lucciole come lanterne. (La mia  falsa “torre” di Pisa del post dell’ altro ieri).

Il dr. Filippo Maffeo, da studente universitario, è stato consigliere comunale di Loano nella lista Dc quale indipendente. Pratica in uno studio legale, esordio alla Procura della Repubblica di Genova negli anni del terrorismo, poi alla Procura della Repubblica di Savona, Imperia e in Toscana. Pretore capo facenti funzioni al civile e penale di Albenga, infine all’Ufficio del Gip – Gup del tribunale di Savona prima della pensione.

Tornando al virus, ci parlano di droplet e di mascherine, riusciamo a capire qualcosa, ma in realtà che cosa ci nascondono o ci dicono senza farci capire il significato vero? Ho frugato in una rivista scientifica ed ho trovato un articolo del 2016, sul droplet, DISTANZA DI SICUREZZA dal portatore infetto ( che tossisce, starnutisce o PARLA ) e l’importanza della MASCHERINA (per il sano). Face non mi consente la sottolineare  ed l’ evidenziare col grasseto (o forse non so farlo).

Trascrivo di seguito il testo. Il tempo perso per la lettura non è mal speso. Trasmissione attraverso goccioline di saliva (droplet).
Il droplet è prodotto quando una persona infetta tossisce, starnutisce o parla, o durante procedure come l’aspirazione o l’intubazione endotracheale, l’induzione della tosse per manovre fisioterapiche, e la rianimazione cardiopolmonare. Tradizionalmente il droplet è riferito a particelle di grandezza superiore a 5 mm. Studi hanno dimostrato che la mucosa nasale, congiuntivale, e meno frequentemente quella del cavo orale, sono porte suscettibili per l’ingresso dei i virus respiratori (questo è il motivo per cui per la prevenzione della trasmissione con questa modalità è raccomandata la mascherina). La distanza massima per la trasmissione attraverso droplet è tuttora sconosciuta. Storicamente l’area definita “di rischio”, comprendeva una distanza uguale o inferiore a circa 90 cm. attorno al paziente. Tuttavia, è possibile che la distanza raggiunta dal droplet sia superiore a tale soglia e dipenda dalla velocità e dal meccanismo respiratorio con il quale gli agenti fuoriescono dalla sorgente, dalla densità delle secrezioni respiratorie, da fattori ambientali, come temperatura e umidità, e dalla capacità dell’agente patogeno di mantenersi infettante a certe distanze. La distanza uguale o inferiore a circa 90 cm dal paziente è quindi considerata come un esempio di cosa si intenda per “breve distanza dal paziente” e non dovrebbe essere considerata l’unico criterio sul quale basarsi per decidere sull’utilizzo della mascherina. E’ prudente indossare la mascherina quando si è a circa 180-300 cm. di distanza dal paziente, o quando si entra nella stanza di degenza, specialmente quando è probabile l’esposizione ad un’alta virulenza. I microrganismi trasmessi attraverso droplet non conservano la capacità di infettare a lunga distanza e quindi non richiedono speciali sistemi di aerazione e ventilazione.
Chi  conosce il dr. Bassetti da vicino mi dice, seriamente, che è un medico, stimato e competente. In corsia un bravo medico.
Ha fatto una valutazione fondata su due casi da lui trattati (pochini per trarre conclusioni) e su notizie che altri, di cui evidentemente si fidava, gli avevano dato.  Probabile che lo abbiano usato, sfruttando la sua buona fede.  I marpioni, romani, marciano con passi felpati e rimangono in sella in tutte le stagioni (leggi ispiratori dello spot Mirabella, “il contagio non è affatto facile”). Sono ancora al loro posto e pontificano ancora in televisione. Tra qualche giorno diranno il contrario di quello che dicevano nei mesi scorsi. Ovviamente nelle segrete stanze e non davanti ad un obbiettivo microfonato. Quando Bassetti parlava correva il giorno 28 febbraio 2020 ed a Milano politici di rango lanciavano il motto ” Milano non si ferma”.

IL 24 MARZO- Bertoldo se n’è andato. Fu grato al Re, morì con aspri duoli. Per non poter mangiar rape e fagiuoli. Bertoldino è fuori sede. Sono rimasto disperatamente solo a combattere contro il virus e a sputar sentenze.

Ho appena sentito il megacommissario Arcuri dire: “imploriamo a tutti gli italiani di restare in casa”. Speriamo che non lavori come parla. C’è di peggio. Il fine dicitore avvocato del popolo, in divisa seriosa senza pochette (troppo frivola, in questo momento), spiegare che la Costituzione non prevede questa situazione (???? che cosa significa?????) e che con decreto legge ha previsto che venissero emanati DCPM “che tutti abbiamo imparato a conoscere” (quindi anche lui), contenenti le disposizioni via via emesse per adeguarsi agli eventi in divenire. Una legge a monte e a valle gli atti amministrativi derivati. Peccato che la delega sia sostanzialmente in bianco e che con i DCPM vengano limitati  diritti fondamentali del cittadino (circolazione, impresa etc), che per espressa previsione costituzionale, devono essere in modo specifico disciplinati con legge. Con un cappello formale senza contenuto si è attribuito il potere assoluto. I famigerati e temuti “pieni poteri” in materia economica e sanitaria. Decide, con DCPM quali settori dell’ economia devono essere chiusi, riaperti o limitati ed il Parlamento non può interloquire.
Nel nome del Papa, Re , Cesare e Conte.
Rape e fagiuoli, gratis, a tutti, per non morir tra aspri duoli.
SERGIO RAVERA, PUBBLICISTA, STUDIOSO DI ECONOMIA LOCALE – Covid 19, una società che vuole certezze
Sergio Ravera, classe 1938, iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti.E’ stato Capo Ufficio Studi e Promozione e di Capo della Segreteria di Presidenza; all ‘Autorità Portuale di Savona come responsabile del Servizio Programmazione e Marketing. Esperto in pianificazione territoriale, ha ampia conoscenza della realtà socio-economica savonese e ligure. Dopo aver diretto una serie di pubblicazioni marittimo-portuali (Ligurian Ports, il Porto di Savona e Savona Vado il porto in cifre), e Savona Provincia (serie di volumi monografici dell’Amministrazione Provinciale). E’ stato anche vice direttore della pubblicazione “Savona Economica” (tiratura 30.000 copie) e ha diretto due collane della stessa Camera di Commercio: Strumenti (15 volumi negli ultimi 5 anni) e Intermezzo. Collabora a giornali e riviste. Da ultimo in Camera di Commercio assisteva il Presidente, Luciano Pasquale, nelle sue funzioni di vertice dell’Amministrazione occupandosi di informazione e di progettualità.

Ascolta attentamente e sentirai non troppo lontani profumi  e suoni di tensioni sociali. Lo percepisci dalle parole che accompagnano la letalità da Covid 19, dalle valutazioni su quel solo 1,1% dell’età dei deceduti con meno di 60 anni assicurato ufficialmente dall’Istituto Superiore di Sanità; lo cogli dal timore di ingresso dell’Esercito italiano con compiti di controllo sui movimenti degli italiani da usare con cautela – si legge da più parti –  temendo che, alle pene del virus, si accompagnino atteggiamenti meno accondiscendenti da un popolo colpito da restrizioni.

Vincoli  oggi particolarmente male accetti da menefreghisti e da confusi, affatto intimiditi (come afferma lo stesso Capo della Polizia) da banali multe e dalla quasi sicurezza di prescrizioni delle denunce alla Magistratura ; domani, non più da frange, bensì da schiere numerose ed urlanti di cittadini gli uni contro gli altri in lotta al canto di bandiera rossa o di faccetta nera. E mentre, oltre ai ritardi decisionali accumulatisi nei primi due mesi dell’anno nell’affrontare una pandemia apertamente sottovalutata ancora a metà febbraio, il Governo centrale si trova dinanzi all’impossibilità di superare  i dettati costituzionali di una moderna democrazia, noi  andiamo tronfi, impettiti nel vedere gente festante sui balconi sventolare bandiere, accendere luci, al suono di strumenti musicali inneggiare allo spirito italico. Persone cui forse sfuggono le cifre fredde del bollettino di guerra sui casi giornalieri di contagio, sulla serie quotidiana di decessi. Su quali effettive forze, su quale impegno morale può, dunque, contare questa Italia incapace, al di là degli eroismi quotidianamente manifestati dal sistema sanitario nel suo complesso, di salvarci dallo spalancarsi di un precipizio che va delineandosi sotto gli occhi? (21.03.2020)
18 marzo alle ore 14:24Omicida potenziale. Ancora una volta voglio essere franco verso chi non sottostà alle regole di una comunità. Due le vie da seguire in periodi di pandemia: stare a casa ovvero vivere da eremita, anche se in questo secondo caso occorre meditazione e sensibilità verso il prossimo. Solo snobismo può portare chi, ingiustificato, passeggia lungo vie e contrade, imprudente per sé, pericoloso per altri che, in questi giorni, dal coronavirus possono contrarre sofferenze e morte. Assassino inconsapevole? Omicida potenziale?

PIERO SANTI ASSESSORE AL COMUNE DI SAVONA E LE  MASCHERINE – 19 marzo  – Un grazie a Danilo il mio vecchio compagno di scuola,  il tappezziere di Corso Vittorio Veneto 60/R  che a sue spese prepara mascherine e le dona a chi ne ha necessità .Eventuali offerte saranno devolute al nostro Ospedale San Paolo. Mai come in questo momento è necessaria la solidarietà e l’ impegno di tutti a rispettare le disposizioni impartite dalle Autorità.

Avatar

Trucioli

Torna in alto