Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio, Giò, il cronista di razza racconta:
Albino, angelo custode di anziani impauriti,
ha chiesto a Toti la cittadinanza italiana.
‘E i dimenticati con 23 giorni in quarantena’

Un alassino vero. Giuseppe (Giò) Barbera, iscritto all’Albo dei pubblicisti dal 16 aprile ’91, poi a quello dei professionisti, è tra i cronisti di razza del ponente ligure (ha lavorato anche a Genova) che ha seguito l’esordio del ‘coronavirus’ ad Alassio.  Ha scritto sulla sua pagina Facebook una testimonianza ricca di pathos, da inviato speciale sul ‘campo di battaglia’. Mentre la consorte di uno dei dipendenti dell’hotel Bel sito scrive che “siamo al 22 esimo giorno di quarantena (normalmente 14 gg) in cui sono scarseggiate le attenzioni anche mediche (per fortuna tutti bene ); 8 giorni per un risultato di un tampone. Adesso si aspetta il secondo”. E c’è chi commenta: Uno scandalo davvero senza parole”.

Giò Barbera, giornalista da 32 anni, dal novembre 1988. Iscritto all’albo professionale dal 16 aprile 1991. Il 25 marzo compie 54 anni, sarà un mercoledì di lavoro e di auguri meritati in famiglia

Un caffè preso al volo 24 ore prima dell’inizio della quarantena in un bar del centro. Un sorriso e una pacca sulla spalla «Ciao Albi, ci rivediamo presto». Nessuno dei due sapeva che cosa sarebbe successo il giorno dopo… Poi, il buio da martedì: Albi Albino isolato in un albergo, io fuori. Lui, da volontario della Croce Bianca si è trasformato in un angelo custode di centinaia di anziani impauriti, terrorizzati che hanno iniziato un periodo difficile con notizie incerte. Un amico, non un eroe. Un giovane diventato uomo. Lucido, professionale e disponibile. Ha governato la nave insieme al suo comandante Simona e al resto dell’equipaggio.

Un uomo che ha chiesto solo di non essere dimenticato da Toti chiedendo la cittadinanza italiana. Sono sincero: mi mancheranno quelle lunghe giornate davanti all’hotel. Non erano importanti le notizie: la dentro c’era un amico e altri che lo sono diventati in pochissimi minuti. Voglio bene a ognuno di loro.

Questa storia la sento anche un po’ mia. Sono rimasto ore in piedi, seduto su un gradino, ho preso freddo, sono stato a fianco di Maurizio Cavallera che aveva bisogno di una spalla, o forse solo di essere rassicurato. Poi ci sono i volti dietro quelle mascherine di Denise Faccini , di Wolff Maria Cristina, di Eleonora, di Fridian Baca, di Karim Abaach, padre di grandissime doti umane, sposato ad una parrucchiera di Loano. (L’esordio della sua carriera in hotel al Grand Hotel

Albi Albino il cameriere ‘angelo degli anziani’

Garden Lido, quando direttore della struttura era il giovane Alessandro Corrado italo – tedesco: 54 dipendenti in estate, 34 nei rimanente mesi, due stabilimenti balneari. Karim, 4 lingue, primo Nord Africano ad essere assunto ndt). Antonia e poi c’era lei, il comandante Simona Aicardi. Pur stanca, assediata, ha saputo tenere ben saldo tra le mani il timone di una nave in un mare in tempesta. Caparbia, tenace, unica. Vi voglio bene. Grandi ragazzi !

Giò Barbera

Simona Aicardi albergatrice di Alassio

CLAUDIA DAMA, CONSORTE DI KARIM ABAACH, LO SCONFORTO: DA 23 GIORNI DIMENTICATI IN QUARANTENA

17 marzo alle ore 14:55Dimenticati li ….. dopo aver passato i primi giorni servendo ed aiutando gli ospiti dell’hotel (senza alcun tipo di protezione ) mettendo a repentaglio la propria salute…. una volta spenti i riflettori si sono dimenticati di loro. Siamo al 22 esimo giorno di quarantena (normalmente 14 gg) in cui sono scarseggiate le attenzioni anche mediche (per fortuna tutti bene ). 8 giorni per un risultato di un tampone. Adesso si aspetta il secondo ….Forza ragazzi !!

Commento – Uno scandalo davvero senza parole Alberto Accardi 

E LA DURA TESTIMONIANZA  ESPERIENZA DI ALBI ALBINO

10 marzo alle ore 15:53

25 febbraio-10 marzo, due settimane in quarantena. Un periodo di ansie, tensioni, ma anche di gioie. Un periodo che mi ha messo a dura prova, lo confesso. In queste due settimane non ho mai perso né l’entusiasmo né l’orgoglio e l’impegno di assistere persone che avevano davvero bisogno di tutto: medicine, cibo, ma soprattutto conforto. Anziani che da un minuto all’altro, dopo l’esito del tampone di una turista lombarda, si sono ritrovati in quarantena come me. Un colpo al cuore. E’ stato come vedere tutto buio all’improvviso, il mondo che crollava addosso. Ci siamo fatti forza, coraggio, tutto il personale ha capito che non potevamo restare impassibili e ci siamo adoperati per rendere comunque meno difficile quel periodo che da soggiorno al mare si è trasformato per 140 anziani in un incubo. C’era bisogno di tutto: di cibo, di medicinali. Si viveva con la paura addosso. Notizie che rimbalzavano in un secondo da una stanza all’altra. Nervi alle stelle. Ma alla fine la lucidità ha vinto su tutto. Siamo rimasti uniti. Siamo rimasti in prima linea. Come la nave che affonda i marinai sono rimasti insieme al comandante Simona. Tutti si sono dati da fare, nessuno escluso. Un gruppo coeso e vincente. Ma dobbiamo ringraziare chi, in questa esperienza insolita, ci ha dato una mano: l’Amministrazione con il vice sindaco Angelo Galtieri, gli assessori Franca Giannotta, Fabio Macheda, Patrizia Mordente, quindi la Protezione Civile, le forze dell’ordine, la polizia locale, la croce bianca,croce rossa, medici e infermieri dell ASL, medici e infermieri di Savona soccorso, gli amici che non ci hanno mai fatto mancare nulla, i commercianti, il sorriso della gente comune, i giornalisti che non hanno mai spento i riflettori su una storia più grande di noi. Abbiamo imparato molto in queste settimane. Come cicatrici sulla pelle ci porteremo nel cuore la gioia di aver visto i turisti ringraziarci quando per loro era arrivato il momento di lasciare l’albergo per tornare a casa. A noi è rimasta la speranza di rivederli al più presto ad Alassio e nel nostro hotel perché in fondo ci siamo affezionati a loro. Noi siamo qui. Non più in trincea, finalmente, ma guardiamo il sole e restiamo con il cuore aperto perché siamo uomini e abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo rispettando ruoli e regole.

 

 

 

 

 

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