Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano solo disdette, non solo Alassio…
Gervasi: ‘Tutta la provincia diventi Zes’
E quando Ai Pozzi 5 mila persone a serata
Da Varazze: ‘basta proclami, troppe criticità’

Il capogruppo di opposizione consiliare a Loano, dr. Paolo Gervasi, commercialista, ha scritto un commento ‘sagace’ su Alassio alle prese con il coronavirus di una comitiva di turisti italiani. Il ‘dibattito-confronto’ dopo che SavonaNews ha pubblicato ” Dalla protesta alla proposta, il consigliere regionale Vaccarezza: Perché non chiedere una Zes (Zona economica speciale) per Alassio”. La misura potrebbe riconoscere semplificazioni sul piano burocratico, agevolazioni imprenditoriali ed il taglio di alcune tasse. E’ il turismo che ha subito il contagio più grave e la ‘grande paura da psicosi’ non guarda in faccia nessuno. La crisi è immediata.

Non è neppure utile rinvangare il passato, se non per non ignorare e calpestare la storia. Una città che vive di turismo è più precaria di un paese che vive anche di industria manifatturiera. Proprio di recente trucioli.it ha pubblicato alcuni dati inoppugnabili. Il presidente di Italia Nostra, sezione di Savona, ing. Roberto Cuneo, ha ricordato che “questa provincia ha investito 20 miliardi in seconde case, senza copiare l’esempio virtuoso di Nizza dove sono oggi attive 2 mila imprese ….”.  Le sirene e gli interessi del cemento, per anni, hanno avuto la meglio. Solo una piccola minoranza (si riveda la rassegna stampa) si batteva affinchè si diversificasse quantomeno sviluppo e crescita. Una mono-economia non era la scelta lungimirante del futuro, delle giovani generazioni a venire. Il turismo appariva un perfetta macchina perpetua capace di espansione continua. Con il falso miracolo delle ‘seconde case’ che ha portato alla distruzione del tessuto alberghiero. Con tre istituti scolastici alberghieri (Alassio, Finale, Varazze), centinaia di giovani in attesa di sbocco occupazionale per le materie che hanno studiato.

Ancora Vaccarezza da SavonaNews: “La situazione sul Covid-19, il Coronavirus, è tenuta costantemente sotto controllo dagli addetti ai lavori, che non finirò di ringraziare per quanto fanno e faranno. Come tutti ben sapete, da diverse ore il Governatore della regione Giovanni Toti è al lavoro per cercare di ottenere nella provincia di Savona un applicazione del Dpcm più rispettosa possibile della situazione del territorio“. Annuncia così una sua iniziativa a sostegno del territorio alassino il consigliere regionale del gruppo “Cambiamo!” Angelo Vaccarezza.

La scoperta di alcuni casi di contagio del virus nella città del Muretto rischia infatti di avere alcune ricadute sul turismo in tutta la provincia, in alcune località nello specifico. “In questa situazione estremamente delicata – afferma Vaccarezza – ieri pomeriggio ho riflettuto molto ed ho ritenuto doveroso confrontarmi con alcuni rappresentanti della città di Alassio. Alassio è la comunità che più di tutti sta vivendo momenti decisamente critici, mentre la situazione sanitaria si sta risolvendo quella legata all’immagine e al futuro economico della città del Muretto rischia di creare danni incalcolabili“. Da qui l’iniziativa del consigliere: “Ho così contattato Lucia Leone, presidente di ‘Viviamo Alassio’ per pensare a quali azioni concrete mettere in atto. Una possibile soluzione potrebbe essere proprio la creazione di una ZES, ossia la creazione di una Zona Economica Speciale in cui, per motivi specifici legati al territorio, lo Stato riconosca alcune semplificazioni sul piano burocratico, alcune agevolazioni imprenditoriali e qualche taglio di tasse“.

DOPO L’INCONTRO –Al Caffé Balzola di Alassio, ho incontrato i rappresentanti delle categorie economiche cittadine, per fare il punto della situazione e confrontarci al fine di approfondire la mia proposta di attivare una ZES (Zona Economica Speciale). Questa formula, già applicata con successo in altre regioni italiane, prevede tutta una serie di agevolazioni burocratiche e fiscali per aree in difficoltà”, ha affermato Vaccarezza. A seguito del forte danno di immagine causato dal Coronavirus, è necessario fare fronte comune affinché vengano messi in campo tutti gli strumenti possibili per far fronte alle ricadute negative di questa situazione. La nostra terra deve tornare alla normalità quanto prima, per far si che questa situazione diventi, al più presto, il passato”, ha concluso

DA LOANO …..PAOLO GERVASI

IMPEGNATO IN ‘PARTE IL TRENO DESTINAZIONE 2021’

Proposta dettata dall’emotività e drammaticità del momento, da considerazioni di natura economica o da mere valutazioni di tipo elettorale in un territorio dove non più tardi di due anni fa il suo candidato sindaco fu sconfitto da Marco Melgrati? Lasciando ai posteri l’ardua sentenza vorrei far notare a) che a prescindere dal corona virus tutta la provincia di Savona da tempo non gode di ottima salute ( ve lo dice uno che con le aziende ci lavora e si confronta con colleghi che a loro volta lavorano e collaborano con aziende).

Mi riferisco al comparto turistico ricettivo e a tutto ciò che ad esso è poi collegato b) il corona virus non sta lasciando conseguenze nefaste solo ad Alassio. Le decisioni ( giuste o sbagliate che siano) adottate nei confronti della provincia di Savona stanno creando allarme ovunque. E le disdette fioccano. Non solo ad Alassio. Tutto questo per dire che forse qualsiasi iniziativa andrebbe affrontata con buonsenso e ponderazione degli eventi, delle conseguenze e del territorio colpito. Che non è solo Alassio. Non voglio creare nessun dissidio di tipo campanilistico con gli amici alassini ma invitare semplicemente chi di dovere ad avere una visione ampia e lungimirante dei problemi e non limitata. L’idea potrebbe essere apprezzabile ma a mio parere andrebbe estesa a tutta la provincia perché le interrelazioni economiche fra i soggetti economici sono ampie e diffuse e non circoscrivibili ad un solo comune. Il danno è per tutta la provincia. (Paolo Gervasi)

DA LOANO…..GERVASI 2
Io capisco che le visualizzazioni vogliono dire ” fatturato”, ma dirette fb sotto gli alberghi di Alassio e Laigueglia mi sembrano eccessive e fuori luogo. Volete fare informazione? Rapportatevi con le asl e con il dipartimento della protezione civile. Questa ” gogna mediatica ” sta facendo più danni della grandine oltre che creare un clima di odio e intolleranza che creerà non pochi problemi in termini turistici anche dopo la fine dell’emergenza”.
E ALESSANDRO SACCU COMMENTA: “Sapete che non vogliono più la verdura di Albenga o che le attività turistiche stanno ricevendo disdette per Pasqua? Lo volete capire che se gli sponsor che vi pagano le dirette o gli articoli terroristici, domani non hanno più i soldi chiudete anche Voi? ”

LOANO, QUANDO LA MAXI DISCOTECA AI POZZI,  CON TRE PISTE DA BALLO

(OGGI MODERNA STRUTTURA  ALBERGHIERA)

ERA UN PALCOSCENICO IN LIGURIA, DA 5 MILA PERSONE, CON CANTANTI, ARTISTI, PERSONAGGI DI GRIDO.  CON BEPPE GRILLO DA TUTTO ESAURITO. LOANO CHE  NEGLI ANNI ’60 CONTAVA 115 ‘ATTREZZATURE RICETTIVE’ TRA ALBERGHI, PENSIONI E LOCANDE. E NEL 1968 AVEVA INAUGURATO IL PRIMO CINQUE STELLE (G.H. GARDEN LIDO) DELLA PROVINCIA DI SAVONA. OGGI GLI HOTEL SONO 17. AD ALASSIO ERANO 191. A FINALE LIGURE 37.

“Alla fine di maggio 2002 se ne è andato uno dei più grandi cantautori italiani le cui melodie furono presenti per anni, nelle sale da ballo, i cui dischi risultarono fra i più gettonati nei juke-box e le cui canzoni furono riprese dai maggiori interpreti degli ultimi decenni sia per radio che in televisione.
Parliamo di Umberto Bindi, che faceva parte della schiera dei cantautori genovesi Fabrizio De Andrè, Gino Paoli, Luigi Tenco e Bruno Lauzi.
Umberto Bindi, autore di “Arrivederci”, “Il nostro concerto”, “La musica è finita” e di tanti altri brani di successo, viveva da tempo, malinconicamente, in una povera decadenza. Fra le ultime prestazioni di Umberto Bindi, quando ancora tutti ricordavano le sue melodie ma non la sua persona fisica, figurano quelle dei Pozzi di Loano. Era stato scritturato quando anno fa per dare vita ad un particolare settore della grande struttura di svago, precisamente al piano-bar, in una zona tranquilla dove ogni sera, con molta umiltà ma con una professionalità mai venuta meno, si esibiva per un pubblico “amico”, non già per i giovani che animavano le diverse piste della maxi-discoteca ma per chi prediligeva, con l’animo rivolto al passato, il “lento” e la melodia. Ma non erano in molti.
Su Bindi nel frattempo si erano ancora una volta accesi i riflettori del palcoscenico nazionale quando fu invitato da Pippo Baudo al Festival di Sanremo del 1996. Ma era stata una fugace apparizione.
Ai Pozzi arrivava da solo, su una vecchia Renault 5. Finito di suonare, tornava di notte nella sua Genova. Da qui un giorno si è staccato per andar a vivere a Viterbo. Ha finito i suoi giorni in un anonimo ospedale romano, appena dopo aver ottenuto l’assistenza prevista dalla Legge Bacchelli per gli artisti anziani.
Ai Pozzi gli chiedevano sempre di suonare “Il nostro concerto”, “Arrivederci”, “La musica è finita”: con questi brani era entrato nella storia della musica moderna.
(Dalla Gazzetta di Loano del 15 giugno 2002).
DA VARAZZE – Comunicato stampa – Associazione Albergatori – Commercianti – Bagni Marini

Le Associazioni Albergatori, Commercianti e Bagni Marini di Varazze, in questi giorni di particolare apprensione per tutto il paese, a seguito del rischio contagio del Coronavirus, invitano tutte le forze di maggioranza e minoranza al governo della città, insieme a tutte le Associazioni professionali e di volontariato presenti sul territorio, ad un’attenta riflessione sull’attuale grave crisi che Varazze sta vivendo e sulle prospettive per la stagione turistica imminente.

Le criticità sono molte e sotto gli occhi di tutti:

  • Ogni mese nuove chiusure di esercizi commerciali, esercizi pubblici, turistici, ristorativi ed alberghieri vanno ad indebolire sempre più un tessuto cittadino ormai allo stremo.
  • La mancanza di luoghi d’aggregazione e di divertimento rende la città poco usufruibile dai nostri giovani e poco appetibile ai turisti.
  • L’estrema criticità delle vie di comunicazione, con le autostrade in continua manutenzione e i collegamenti ferroviari sempre più precari, si va a sommare al posizionamento errato del mercato del sabato, da noi segnalato ormai da un quinquennio, che di fatto impedisce un accesso accettabile alla città nel fine settimana.
  • La presenza in pieno centro cittadino di strutture in rovina e fatiscenti, come il Bar ex Invidia, gli ex Cantieri Baglietto, l’ex Stazione Elettrica, fanno si che l’aspetto e l’accoglienza della città siano sempre più compromessi.
  • Il mancato completamento dei lavori di ripristino e la scarsa valorizzazione del Lungomare Europa ci privano di una delle nostre principali risorse di accoglienza e promozione.

Queste sono solo alcune delle evidenti criticità del nostro territorio, che mettono seriamente a rischio sviluppo e occupazione, e la stessa sopravvivenza dell’economia turistica cittadina. La nostra non vuole essere una critica politica, bensì un richiamo all’attenzione di tutti su una situazione MOLTO grave e risolvibile SOLTANTO con l’apporto di ogni energia da parte di tutte le forze in campo. Non ci aspettiamo pertanto i soliti proclami ottimistici e poco realistici, o le solite accuse incrociate da parte delle varie aggregazioni politiche cittadine, ma iniziative concrete per riunire le forze e lavorare insieme per trovare un’uscita da questa difficile situazione.

Le nostre Associazioni, come sempre, sono pronte e disponibili ad ogni tipo di collaborazione, perché la vita della città è la nostra vita.

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