Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Boissano 2495 residenti, chiude l’ultimo bar
Restano solo ristorantino e macelleria
E addio a Luciano Gamba pioniere da fine anni ’60: supermercato e cani dobermann

Prima la notizia passata inosservata ai media locali, ma anche alle nuove generazioni, della morte di Giovanni Battista Luciano Gamba, 80 anni. E’ stato un pioniere. Già dalla fine degli anni 60 e ’70 aveva aperto il primo ed unico supermercato di alimentari di Boissano, sulla strada provinciale, quasi ai confini con Loano. Si era specializzato in prodotti emiliani, prosciutti crudi e Parmigiano, soprattutto. Ma aveva anche la passione e l’estro per l’allevamento di cani dobermann. Una rarità all’epoca e un successo. Boissano che dalla prossima settimana resterà senza bar. L’unico, La Piazzetta, nel centro storico del paese di 2495 residenti, chiude i battenti. Restano la macelleria ed un ristorantino.

Luciano Gamba è stato per molti anni tra i personaggi più popolari  ed ‘invidiati’ del comprensorio loanese. Ricco di spirito di iniziativa, coraggioso, determinato, competente nel mestiere, capace anche di azzardare se il caso. Aveva aperto un’importante attività commerciale ospitata al piano strada di un nuovo edificio circondato da un vasto appezzamento di terreno dove aveva avviato anche l’allevamento di dobermann, un razza che in quel periodo era una novità assoluta sul mercato locale dei cani di razza.

Luciano Gamba appartenente ad un numerosa famiglia (fratelli e sorelle) si è spento a 80 anni dopo che si era messo in pensione con la cessazione dell’attività. Pioniere, dicevamo, quando a Loano apriva ‘Il mio mercato’, con un successo strepitoso grazie ai ‘prezzi bassi’, calmierati, del risparmio per le famiglie e opera dell’albergatore (Continental, dopo la sua morte trasformato in alloggi dall’unico figlio erede) Gianangelo Panizza, vita da ‘scapolo’, coadiuvato dall’anziana mamma che ‘presidiava’ la cassa, da mattino a sera.

Luciano Gamba morto a 80 anni

Luciano Gamba che ha lasciato nel dolore la moglie e compagna di vita e di lavoro, Patrizia Paccagnella. E’ che “unitamente a tutti coloro che gli hanno voluto bene, lo piange”, lo ricorda con una frase non comune sui manifesti funebri: “Ora potrai suonare la batteria  come solo tu sai fare, la musica ti accompagnerà”.  E ancora: “Non fiori ma eventuali offerte all’associazione Afma Ponente Savonese ODV – Ass. Famiglie Malati Alzheimer”Luciano Gamba un boissanese acquisito che per almeno quattro decenni ha fatto storia a Boissano, a Loano, tra residenti e turisti delle seconde case. Italiani e stranieri (a Boissano era sorto anche il villaggio degli olandesi, preceduto da quello di Ceriale e Pietra Ligure in collina).

Boissano che perde, incredibile ma vero, mai parole così azzeccate, il suo unico bar. La Piazzetta, muri di proprietà comunale e che in passato era sede della Pro Loco. Gestito ‘da Gabri’, fratello e sorella, in realtà il titolare è lui. L’ultima mazzata, ma non certo quella finale, è stato il Coronavirus. “Avremmo chiuso lo stesso, teniamo aperto solo il mattino. Tra l’altro con le scuole chiuse incassi ancora più miseri.” Nessuna accusa, ma in paese non si fa nulla per attrarre ‘gente’, turisti, visitatori. Le uniche attrattive, parrebbe, sono quelle  organizzate proprio dall’esercente nei suoi quattro anni di resistenza.  Eppure Boissano è tra i paesi che hanno avuto un crescendo quanto a residenti, certamente le seconde case non mancano, ma in una statistica della Camera di Commercio figurava  al quinto posto  nella classifica del ‘benessere’ dopo Tovo San Giacomo, altro comune dell’hinterland del comprensorio.

Boissano con un andamento crescente di abitanti sul quale ha influito certamente il mercato immobiliare assai più contenuto rispetto alla costa.  Nel 1998 contava 1951 residenti, passati a 2347 nel 2009, e ora alla soglia dei 2500.  Un incremento, nell’arco ultra decennale, superiore al 21% e che pare si sia ora assestato.  Ma per una serie di concause il paese degli ulivi, privo di sorgenti, alle prese con i rifornimenti idrici e che nel non lontano passato ha conosciuto qualche speculazione edilizia di troppo, manna per i proprietari di aree, ha via via perso le sue poche attività commerciali. E la perdita maggiore è stata sicuramente la chiusura del complesso turistico Le Querce: ristorante, bar, piscine, annessi locali per la ricettività, riscuotendo la fedeltà di stranieri ed italiani. Il primo colpo con la morte del ‘suo ideatore’, Piero Manfrino che gestiva anche con successo il dancing Saitta sul lungomare di Loano. Le Querce erano diventate un piccolo accogliente tesoro sul mercato turistico e della ristorazione pur tra le difficoltà di trovare bravi cuochi. Boissano dove sono mancati gli investimenti in attività produttive, forse a causa di una generale incapacità della mano pubblica di sapere creare opportunità, di incentivare. Chi ha venduto in passato e realizzato profitti non ha investito sul territorio e sul mercato del lavoro. E le colpe non sono sempre degli altri, una fatalità. Inutile pensare al mal comune e mezzo gaudio.

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