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Liguria e Basso Piemonte

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Oneglia il guanto di Padre Pio, modello di marketing e il clericalismo in Liguria
‘Uominicchi senza dignità’ tuona don Paolo

Alla viglia dello scorso Natale i media imperiesi hanno dato notizia che dal 3 al 6 gennaio nella Basilica di Oneglia è esposta all’adorazione la “santa reliquia del guanto delle stimmate di Padre Pio” ed sono previsti migliaia di devoti e pellegrini. Il promotore  è il parroco mons. Ennio Bezzone. Domenica un commento di don Paolo Farinella sulle colonne di la Repubblica. “Come può una mente sana  – scrive – pensare di portare a spasso un ‘guanto’  di un pover’uomo  usato, suo malgrado,  come modello di marketing per contrastare il mondo perduto ?”

E aggiunge: “Ciò accade perchè la Chiesa è governata da spiriti piccini, subacculturati, che rantolano rasoterra e si accontentano di favolette pur di autogiustificarsi, rinunciando alla loro missione di profeti della coscienza che esige autonomia, libertà e sapienza. La gerarchia cattolica si allea con la feccia religiosa perchè non ha il coraggio di essere fedele al Vangelo, progetto rivoluzionario per eccellenza e per questo sono quasi tutti contro Papa Francesco. Lunga vita a Papa Francesco !”

Il prof. Vittorio Coletti (neo designo nel consiglio della Fondazione Carige ndr), ricorda il sacerdote genovese nel suo commento giornalistico,  ha ricordato ancora una volta  le “esperienze di nostalgici ponentini che, dicendo messa in latino ( sono sicuro che non la comprendono nemmeno), o venerando  una guanto del Pio, santo per ogni tempo,  pensano di essere  migliori di tutti gli altri giudicati reprobi e peccatori”.

E altro riferimento ad un articolo del 2 gennaio di Marco Ansaldo sui dati del  clericalismo in Liguria (Di preti compiaciuti del Salvini col rosario, invece, ce ne sono così tanti che non fanno neppure notizia  ha scritto Coletti) curato con scrupolo da parte di poltici locali che dovrebbero essere  gelosi custodi della laicità come garanzia della universalità della democrazia. E invece ? Per don Farinella: “Quando, però, al governo regionale e comunale sono ‘uominicchi’ senza il conforto della dignità di un pensiero minimale, la religione d’accatto diventa strumento di potere puro”.

Non è finita.  Don Farinella  scrive di una riflessione che ha ascoltato in una comunità di  tossicodipendenti:  “Molti cattolici hanno il vizio di andare a Messa”.  “Una frase lapidaria e programmatica illuminante – per don Paolo – . E’ vero, la maggior parte dei cattolici ha il ‘vizio di andare a Messa’, come fumare, drogarsi, bere. Come altro definire questa religiose dei ‘miracoli’ e madonnara, da mercato in liquidazione con super sconti ?”

Una nota aggiuntiva pare opportuna. Negli articoli in questione di don Farinella e del prof. Coletti non viene mai citato il nome di monsignor Bessone. Ci sarà pure una motivazione.

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