Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La Tui lascia l’Italia
Il colosso tedesco locomotiva del turismo alberghiero del ponente negli anni d’oro
In Liguria rappresentata da Mamberto Travel

Ha scritto la storia negli anni d’oro del turismo alberghiero del ponente ligure in particolare e della Liguria. Aveva ereditato la Touropa e Ameropa e Dr. Tigget che  arrivava in Riviera con treni speciali settimanali. Oltre al mitico giornaliero Riviera Expres che partiva dal Nord Europa e raggiungeva Ventimiglia. La Tui aveva consolidato e dato un grandissimo impulso quanto ad arrivi e presenze. Non c’era praticamente albergo a 4 e 3 stelle (inizialmente anche le pensioni) che non fosse legato da un contratto stagionale di ‘occupazione di camere’. Per gli operatori era una garanzia, perchè si lavorava anche in bassa stagione.  Mentre il mese di agosto restava per la clientela italiana. La Tui in Liguria significava un binomio con la Mamberto Viaggi, storica famiglia finalese- pietrese. Oggi  al lavoro con la terza generazione. DA TTG ITALIA – Il prossimo 15 marzo si scriverà la parola fine su un nome che ha fatto un pezzo di storia nel mondo del tour operating italiano: per quella data Tui abbandonerà l’attività di tour operator in Italia.Leggi a fondo pagina anche precisazione della Mamberto Viaggi: “Non abbiamo mai avuto a che fare con la società TUI Italia Srl…..”

La voce dell’azienda – “L’attività di tour operator tradizionale di Tui Italia Srl  – conferma in una nota Martin Wittwer, ceo di Tui Suisse e responsabile per il mercato italiano – sarà interrotta a partire dal 15 marzo 2020. Il tradizionale business dei tour operator si sta rivelando volatile per l’intero settore ed in futuro le attività di tour operator del Gruppo Tui nei diversi mercati dovranno essere ulteriormente armonizzate e standardizzate. La situazione attuale ci fa ritenere che non ci siano le premesse per uno sviluppo positivo e sostenibile di Tui Italia. Tengo comunque a ringraziare di cuore l’amministratore delegato Marco Amos e tutto il team di Tui Italia per il prezioso contributo e augurare loro ogni bene per il futuro”.

Il futuro – La decisione prevede il taglio di 50 posti di lavoro, che “sarà effettuato nella maniera più socialmente responsabile possibile”. Tutti i viaggi di Tui Italia con data di ritorno fino al 15 marzo 2020 compreso saranno effettuati senza restrizioni, mentre i viaggi successivi saranno cancellati e i pagamenti già effettuati dai clienti saranno rimborsati. “In Italia – chiude la nota – Tui continua ad essere rappresentata da varie altre società controllate come gli alberghi o il fornitore di escursioni digitali Musement. Anche lo Shoni Bay Hotel a Marsa Alam, finora offerto in esclusiva sul mercato italiano da Tui Italia, continuerà le operazioni”.

Un marchio storico – Lo scarno comunicato diffuso dall’azienda rende giustizia solo in parte a un nome che negli anni ha fatto viaggiare gli italiani alla volta di destinazioni come l’Egitto, dal 1993 cuore pulsante della programmazione. Nato nel sotto l’egida de I Viaggi del Turchese, l’operatore amplia via via l’offerta e ai viaggi in Turchia aggiunge Israele, Medio Oriente ed Egitto. E ancora, Tunisia, Spagna, fino all’ingresso nel 2001 nel gruppo First Choice e al lancio del lungo raggio. La parabola ascendente non si arresta e tocca a Grecia e Libia. Intanto però i tempi cambiano e con essi le richieste del mercato. Finché, nell’aprile 2018  Adriana Bosco, dopo oltre 30 anni di collaborazione presso I Viaggi del Turchese in qualità di a.d., lascia la filiale italiana di Tui passando il testimone a Marco Amos.

L’approccio al mercato – Il resto è storia recente: le fasi alterne vissute dal prodotto Egitto in termini generali, la spinta sul lungo raggio e la volontà di penetrare il nostro mercato con un prodotto dal taglio internazionale, facendo sinergia con gli altri marchi del gruppo. Forse è stata proprio questa la difficoltà: voler accontentare la clientela italiana con un prodotto generalista, che funziona bene sui mercati anglosassoni ma che probabilmente si dimostra talvolta poco adatto a incontrare il gusto nostrano.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO –

Leggiamo con ritardo e stupore l’articolo relativo alla chiusura della società TUI Italia s.r.l. Desideriamo precisare che l’attività della Mamberto non ha mai avuto nulla a che fare con la società TUI Italia s.r.l. che svolge principalmente attività di outgoing dall’Italia verso l’estero.
La Mamberto è rappresentante del gruppo TUI (Germania, Russia,  Belgio , Olanda etc), gruppo che è attualmente attivo in Italia ed in Liguria in particolare.  La vostra affermazione “la Tui lascia l’Italia” è quindi fuorviante.
Riteniamo che l’articolo pubblicato abbia leso l’immagine del nostro DMC e chiediamo immediata rettifica al riguardo. In allegato trasmettiamo copia della lettera di Robin Wilbertz – Heat of Product management Italy & Malta – relativa alla chiusura di Tui Italia s.r.l (vedi lettera….Tui Robin.Wilbertz) Mio figlio – Carlo Zanolla – ed io siamo a disposizione per un possibile chiarimento in merito.
Mally Mamberto
Nota di redazione: trucioli, come emerge dal testo, ha ripreso la notizia divulgata dal sito TTG Italia e che non ha ricevuto smentita alcuna. Non abbiamo scritto che chiude il Gruppo TUI, né che si interrompe l’afflusso di turisti verso l’Italia e la Liguria del relativo segmento Incoming del prestigioso gruppo stesso. Abbiamo dato conto di cosa ha rappresentato la TUI in chiave storica ed economica per la Liguria. Utile comunque rassicurare chi avesse male inteso la notizia che la TUI  Srl, come riporta l’articolo di TTG, cessa l’attività in Italia. Infine non abbiamo scritto che la TUI Italia ha rapporti di lavoro con la Mamberto Travel di cui la Liguria può andare fiera, non da oggi.

Una serata al Royal di Pietra Ligure, in primo piano l’allora direttore generale della Tui tedesca, dr. Dadomo, con autorità civili e militari e rappresentanti del mondo del turismo; gli anni ’70

 

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