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Varazze due libri di Angelo Verrando
Pigna c’è: Giallo Nervia e Altre Vite

Angelo Verrando è nato a Pigna, nell’imperiese, il giorno di Natale del 1951, ma è tra gli illustri cittadini di Varazze. Da redattore del Secolo XIX, a pensionato, alla vena di scrittore. Il libro ‘Altre Vite’ è la storia di una famiglia di contadini,  tra terra avara e lavori stagionali in Riviera; contiene i disegni di Roby Ciarlo. “Giallo Nervia” è invece illustrato dalle foto di Mirko Saturno e racconta il virus dell’improvvisa ricchezza – come la vincita di una lotteria – viene introdotto artificialmente in una piccola comunità rurale ligure. Una curiosità: Ciarlo non è mai stato nè a Pigna, nè in altri paesi della campagna sanremese. Leggi anche… il Gruppo Gedi, su un totale di 38 dipendenti a livello regionale, tra amministrativi e poligrafici del Secolo XIX, ha annunciato l’esubero di 24 lavoratori su Genova e 3 nelle province, su un totale di 38 dipendenti a livello regionale.

Angelo Verrando, 68 anni il prossimo Natale, è iscritto al’albo dei giornalisti dal 1991, natali a Pigna vive a Varazze ed ha trascorso la sua vita professionale nella redazione del Secolo XIX di Savona

Da Pigna il mare dista solo 17 km, ma qui siamo ai piedi del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, dove le vette raggiungono i 2.000 m. Pigna è a due passi dal confine con la Francia e il Piemonte. Risalendo la strada provinciale le Terme di Pigna. Fino a qualche anno fa era descritta sui depliant la stazione termale più famosa della Liguria, dove potete rilassarvi e pernottare nel Grand Hotel ( ora chiuso ed abbandonato).

La tradizione qui è legata alla coltivazione delle olive e alla pastorizia, di cui rimane traccia nella cucina tradizionale. Prodotto tipico è il fagiolo bianco di Pigna, che, assieme a quelli di Badalucco e Conio, contraddistingue qui un altro Presidio Slow Food.

Pigna, un borgo che merita di essere visitato;  è aggrappato alla collina, con stradine strette in pietra viva sormontate da giochi d’archi tra una casa e l’altra; salite da percorrere a piedi e scale che guidano all’apice del borgo: la Loggia della Piazza Vecchia (XV sec.), un balcone panoramico sulla vallata verdissima. Un po’ fuori dal centro è la chiesa di San Michele, che custodisce l’eccezionale polittico rinascimentale di Giovanni Canavesio. I piatti del territorio sono la capra e fagioli e il gran pistau (“grano pestato”) e fra i formaggi il bruss. Tra gli eventi a fine settembre c’è la Sagra del Fungo, con degustazione, musica, esposizione di funghi porcini e premio al miglior piatto e ogni anno il 10 ottobre la Raviolata di San Tiberio.

I LIBRI DI ANGELO VERRANDO

“Altre Vite”. E’ la storia minima – e reale – di una famiglia di contadini che negli Anni ’50 vive a Pigna nell’entroterra ligure. Tra terra avara e lavori stagionali sulla costa. Stenti affrontati con dignità ma soprattutto con forza dalla protagonista donna, che ha già mostrato tutta la propria determinazione nel periodo precedente, quello della Seconda guerra mondiale. In una continua lotta per la sopravvivenza, ma anche su precise scelte di campo. Nel racconto viene svelato, tra l’altro, come assieme al parroco del paese fu nascosto nel fienile il Polittico del Canavesio per sottrarlo alle razzìe naziste. E ancora, dello stesso periodo bellico, si narra di antifascisti ed ebrei in cerca di guide per espatriare nella vicina Francia. E su tutto, per la donna, a differenza del marito, non c’è mai la disperazione e la rassegnazione. Lei non smette mai di sognare e di pensare al futuro per i propri figli. E alla fine vorrà inseguire l’onda migratoria che alla fine degli Anni ’50 si sviluppa proprio in quel territorio.

 “Giallo Nervia”. Il virus dell’improvvisa ricchezza – come la vincita di una lotteria – viene introdotto artificialmente in una piccola comunità rurale ligure. E tutto improvvisamente cambia, tra benessere generale, benefit tecnologici e un clima da paese del bengodi. Il giallo è il colore dell’oro apparso d’incanto nel torrente che scorre a fondovalle. Ma quanto durerà? Quante situazioni si è lasciata dietro questa vita impensabile e dalle grandi trasformazioni mai viste così? E se tutto ciò venisse a mancare così come è apparso, si troveranno gli anticorpi per continuare dignitosamente anche senza quel fiume di denaro generato dal metallo prezioso? Un romanzo di costume che tira in ballo la cattiva coscienza di ciascuno, ma anche il luccichìo effimero di qualcosa che va a stravolgere la vita lenta ma accettabile di un intero paese. E a richiamare a un riscatto sociale sembra arrivare – a sorpresa – proprio dagli ultimi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SE NE E’ ANDATO UGOLINI: E’ STATO A CAPO DELLE REDAZIONI

DEL SECOLO XIX DI SAVONA E LA SPEZIA

UN PASSATO ALL’ORA DI PALERMO E A PAESE SERA DI ROMA

Nella foto d’archivio di trucioli di Salvatore Gallo, da sinistra il comm. Clelio Speranza, presidente provinciale del Coni, vice presidente nazionale FIVL e l’allora capo della redazione di Savona Ugo Ugolini, con Cesare Brivio a Palazzo Nervi, alla presentazione della nuova edizione del Secolo XIX Savona: più pagine, più cronaca, approfondimenti ed inchieste. Se ne sono andati tutti e tre, ma anche la sorte del giornale  non ha avuto molta fortuna

Morto A 86 anni per un improvviso malore nella sua casa a La Spezia, Ugo Ugolini, ex Capo Redattore de IL SECOLO XIX di Savona e La Spezia. Esperienze professionali all’Ora di Palermo e a Paese Sera di Roma-

‘A Ugo – ricorda la moglie Paola – è sempre rimasto nel cuore il periodo trascorso a Savona e ogni tanto telefonava ai colleghi per salutarli’. Dopo la pensione, con Paola hga trascorso un periodo di 4 anni in Spagna. Ultimamente, dopo un soggiorno a Roma per cure, si era ritirato definitivamente nella casa di La Spezia dove è spirato tra le braccia della consorte. Oltre alla moglie Paola, lascia i figli Roberto, Massimo e Alessandro con nipoti e pronipoti.

GRUPPO GEDI ANNUNCIA ESUBERI NEI POLIGRAFICI:
ALLARME OCCUPAZIONE AL SECOLO XIX
 Nella giornata di mercoledì 13 novembre il gruppo editoriale Gedi ha proclamato a livello nazionale l’esubero di 121 poligrafici. Il Gruppo giustifica questa decisione a causa del calo di pubblicità e vendite. E’ una situazione molto pesante che a Genova coinvolge tra amministrativi e poligrafici del Decimonono 24 lavoratori su Genova e 3 nelle altre province su un totale di 38 dipendenti a livello regionale. I poligrafici del Decimonono hanno già pagato un prezzo altissimo alla riorganizzazione: nel 2014 la San Biagio Stampa ha comunicato al sindacato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 49 dipendenti dello stabilimento genovese provocando la chiusura del centro stampa. In tutti questi anni i poligrafici del Secolo hanno dovuto subire anche la cassa integrazione e successivamente la solidarietà, tutte operazioni tutt’altro che indolore.
I fatti hanno dimostrato che, a partire dalla sciagurata perdita del Corriere Mercantile, le dinamiche aziendali non tengono in considerazione il valore sociale d’impresa. Occorre fare l’impossibile affinchè il Gruppo riveda la propria decisione non solo per scongiurare il problema occupazionale, ma anche per non ledere il prestigio del Secolo XIX testata nazionale.
Ieri alle ore 17 presso gli uffici del Secolo si è svolta una assemblea sindacale per illustrare ai lavoratori il piano industriale presentato alle organizzazioni sindacali nazionali. E’ stato deciso lo sciopero immediato e oggi il giornale non è in edicola. Nel contempo l’assemblea ha deciso di chiedere un incontro urgente al Sindaco di Genova e al Presidente della Regione per porre un veto all’ennesimo scippo di professionalità al nostro territorio e un altro grave danno all’occupazione e all’informazione.
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