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Loano, l’addio all’ultimo erede maschio della dinastia Garrassini Garbarino, famiglia nobile, nipote della Medaglia d’oro

A Milano si è spento, a 96 anni, Francesco Garrassini Garbarino, nel manifesto funebre l’annuncio delle figlie Valeria e Luisa, i generi, i nipoti, i parenti. A Loano la cerimonia  religiosa, poi la tumulazione nella cappella degli antenati Garrassini – Garbarino. L’ing. Francesco un personaggio, non solo perchè nipote della figura mitica e storica per la città, Giuseppe Garrassini Garbarino (1885 – 1917), tenente di vascello, Medaglia d’Oro al valore militare; a lui è dedicato il lungomare. Il papà è stato sindaco di Loano, la mamma cugina di Edmondo de Amicis (autore del libro Cuore).

L’arrivo a Loano del feretro sulla piazza del Comune e della chiesa parrocchiale

Francesco Garrassini, pur lontano dalla città che gli ha dato i natali, ha mantenuto un legame affettivo, umano, morale, nostalgico . Ha scritto articoli ed inviava lettera alla Gazzetta di Loano. In estate trascorreva due, tre mesi al mare, frequentando con assiduità gli angoli che più amava e ricchi di ricordi, come la pineta sul lungomare di levante e che lui ricordava, come era una volta, con nostalgia. E che non figurava tra gli ammiratori per i cambiamenti che ha subito con la passeggiata rialzata di quasi un metro, qualcosa in più persino del progetto originario. Forse bisognava accontentare gli interessi di qualche dirimpettaio ben introdotto a Palazzo Doria. Con quella discrezione e signorilità che lo distingueva teneva per se le ‘magagne’ di ‘Loano ‘moderna’ e sviluppata in lungo e in largo, preferiva dare voce all’ottimismo e al va bene cosi, che si leggeva sul ‘notiziario loanese‘ a cui era da sempre abbonato. La Gazzetta con il suo patrimonio di notizie, articoli  di storia, cultura, arte e costumi, tradizioni, poesie, tenuta in vita grazie ai volontari dell’Associazione Vecchia Loano e dal contributo annuale dell’Amministrazione comunale e della giunta di turno.

L’ing. Francesco  che da dirigente della multinazionale Esso ha dimorato e operato nelle sedi di Genova, Roma,

La partecipazione alle esequie funebri di una ventina di persone, tra parenti e conoscenti, peraltro senza che si sia letto la notizia sui media e social locali

Londra, Milano. Tornava ogni anno nella sua dimora loanese di famiglia e dove vivono ancora parenti, cugini primi, ad iniziare da Fanny Garrassini Garbarino vedova Panozzo che gestisce, con il figlio e la figlia, due hotel e uno stabilimento balneare. Ci sono le parentele con i Cibrario (il conte ha casa sul lungomare e trascorre lunghi periodi a Loano), De Giovanni, Schiapparelli.  Con l’ingegnere, 96 enne, si spegne la dinastia maschile dei Garrassini Garbarino, nulla da spartire con i Garassini di Loano e Toirano, il cognome porta una ‘r’ sola e non è  accompagnato dal secondo cognome, Garbarino.

LA STORIA GLORIOSA DEL CASATO GARRASSINI GARBARINO –   Giuseppe, nacque a Loano l’8 gennaio 1895, da famiglia di nobile di antiche tradizioni, suo padre l’ingegnere Francesco fu Sindaco della città e sua madre, Fanny De Amicis, era cugina di Edmondo De Amicis autore del libro Cuore e di

La benedizione del vicario parrocchiale Penda Tjahè Sac. Paul Jean – Jacques

monsignor Giacomo De Amicis, vescovo ausiliario di Genova. Terminati gli studi di Liceo, a partire dal 17 agosto 1902 iniziò a frequentare la Regia Accademia Navale di Livorno da cui uscì con il grado di guardiamarina il 1 dicembre 1905. Prestato giuramento, il 16 dicembre viene imbarcato sulla nave da battaglia Benedetto Brin, passando poi sull’incrociatore protetto Vesuvio con cui compì un lungo ciclo di navigazione verso l’estremo oriente. Imbarcatosi in successione sulle Regie Navi Amalfi, Volturno, San Marco ed Elba, da 4 maggio 1907 andò in missione a Chin-Kinag, Cina, venendo promosso sottotenente di vascello il 24 maggio 1908, e rientrando in Italia nel giugno 1909. Appassionatosi al mondo dell’aviazione, entrò in forza al Battaglione aviatori il 28 agosto 1910, e conseguì il brevetto di pilota sul campo d’aviazione di Centocelle il 22 dicembre dello stesso anno, e quello di pilota militare il 1 maggio 1912.

L’AMICIZIA CON D’ANNUNZIO – Garrassini e D’Annunzio, forti di una reciproca e indistruttibile fiducia, condivisero una amicizia profonda e duratura. In una lettera al Garrassini il poeta chiedeva un appuntamento “per sottoporre alla sua approvazione il volo al di là che vorrà dire redenzione”: era la realizzazione e la preparazione del Volo su Vienna, purtroppo la lettera, scritta in data 11 febbraio 1917,[1] rimase senza risposta, infatti lo stesso giorno, a seguito di uno scontro aereo nei cieli di Parenzo in rientro da Pola, il Garrassini veniva colpito ed ucciso da una raffica di mitragliatrice nemica, mentre volava con l’osservatore guardiamarina Agostino Brunetta.[1] L’amicizia fra D’Annunzio e Garrassini fu profonda e duratura, resa più vibrante e vitale da reciproca ed indistruttibile fiducia.

La città di Loano ha intitolato a suo nome il lungomare della cittadina, mentre quella di Genova una piazza. Nel primo dopoguerra gli fu intitolata la Stazione Idrovolanti della Regia Marina di Pola.

Anche l’enciclopedia universale Wikipedia dedica ampia narrazione e documentazione storica all’esemio loanese.

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