Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano che legge? Chiuse quattro edicole
Loano e il ballo? Manhattan Inn chiuso
Il giudice del tribunale accoglie ricorso di agente immobiliare che abita nello stabile

Ci sono tante notizie che la cronaca di Loano tiene gelosamente riservate ? Da non destinare ai lettori e dunque meglio non sapere ? Oppure non dare l’importanza che meritano ? Non c’entra la qualità dell’informazione. Qui siamo di fronte non a strategie di oscurantismo, ma al successo del mondo social e all’impoverimento del cittadino informato. E spesso disinformato. I giornali on line, la palestra di Facebook che fanno faville. Brava gente, manco a dirlo, qualcuno forse con qualche mira alle future elezioni comunali. Farsi leggere da innocui e mansueti. Immagini e commenti mielosi, adesioni a necrologi esclusi. Mentre chiudono quattro edicole.  E sul fronte divertimento da due mesi è bloccato il dancing – disco club Manhattan Inn, tra i locali ‘storici’ del ponente ligure. Con serate canore trasmesse a Imperia Tv e televisioni del Basso Piemonte.

Massimo Alessi da 26 anni edicolante sull’Aurelia di levante a Borghetto S. Spirito; ogni mattina sveglia alle 5. Alle spalle della sua vita ben 18 mestieri. Ma il sacrificio e l’abnegazione restano al primo posto come risorsa umana ed economica per la famiglia

Capita così che nessuno si accorga, neppure nella ‘Loano che legge’, di una notiziola almeno, una riflessione, di una città impoverita di quattro edicole: quella della stazione ferroviaria (in passato gestita dai coniugi Rabaglia) dove da mesi ha pure chiuso il bar ristoro con una vecchia e gloriosa tradizione ai tempi della famiglia Scrivano, origini a Balestrino; del supermercato Conad, sulla strada per Verzi, con la popolosa frazione (ricca di ville, villette e seconde case) che per comprare il giornale deve ora percorrere quattro chilometri, raggiungere i Gazzi alti o l’Aurelia in centro. E ancora, la rivendita che era davanti al Kursaal sul lungomare e quella, solo di giornali, in piazza Massena, centro città e zona di passaggio. Una quinta edicola in Piazza Assereto si è trasferita di 300 metri sull’Aurelia all’interno del centro Vodafone.

E’ vero, la crisi che colpisce le  vendite in edicola e la diffusione dei quotidiani (vedi altro servizio approfondimento su questo numero) è drammatica e rappresenta un’altra  grave anomalia di questo paese. Perchè non accade, nelle stesse dimensioni, in Francia, Germania, Svizzera, Austria. Eppure l’informazione on line è ormai mondiale nei paesi più civili ed industrializzati, non c’entrano il numero delle industrie. Altrettanto vero che nell’intera provincia di Savona,  in dieci anni,  sono sparite almeno una settantina di edicole e in molti paesi dell’entroterra i quotidiani non arrivano più.

La Liguria, ad esempio, che aveva nelle edizioni provinciali, nelle pagine locali, un formidabile richiamo di lettori. E la vendita in questa o quella città si trasformava in una classifica da prendere a modello. Loano che in passato poteva brillare quanto a copie vendute in edicola; gareggiavano Il Secolo XIX e La Stampa (ora di un unico editore), quest’ultima che finiva prima in classifica durante la stagione estiva e quella turistica dei tre mesi invernali per la presenza di piemontesi.

Loano del gran consumo di manifestazioni ed eventi (assorbono oltre 700 mila euro del bilancio comunale), dello sforzo nel promuovere biblioteca civica e ‘Loano che legge in ogni dove‘, ma si ritrova in coda quanto a lettori di quotidiani e settimanali d’informazione socio economica. Loano che apre un piccolo bar dopo l’altro, sulla Via Aurelia, dove pochi tavolini esterni servono per respirare aria salubre dal traffico e micidiali polveri sottili da gas di scarico delle auto; dove è abituale che una panetteria crei un dehor, sempre sulla trafficatissima Aurelia, con self- service, seduti ai tavoli a consumare la colazione del mattino o lo spuntino a pranzo. Difficile immaginare da dove scaturisca questa ‘educazione alla salute’. Dai social che fanno informazione educativa ? Dalla più generale carenza di cultura sociale in una città ricca di confraternite (in un caso si sono superati i 200 confratelli e vale la pena occuparsene con un servizio dedicato), associazioni di volontariato e sportive, canore, alcune fiore all’occhiello nell’intera provincia. Si pensi solo al Cai con la sua unicità organizzativa e partecipativa di ‘Non solo mare’, attraverso gite ed escursioni tematiche, valorizzazione storica ed ambientale.

Poco o nulla radicato invece  l’associazionismo culturale, i tentativi fatti sono via via naufragati. Il passaparola dell’informazione  snella e notarile è affidato a IVG.it, ricchissimo di copia e incolla, e ai due social loanesi (Gente de Loa e Dinturni, Quelli du carugiu de Loa) che si affidano ad un gruppetto affiatato di ‘amici al bar o di via Garibaldi’. Meglio loro che niente, un significativo piccolo collante sociale di cui si sente il bisogno in una società sempre più disgregata. Dove non ci si conosce neppure se si abita nello stesso palazzo. Non parliamo di strade. Per fortuna che almeno i giovani possono trovare punti di riferimento. Anche se poco o nulla si fa quanto a educazione civica, conoscenza della storia cittadina anche recente, l’evoluzione negli ultimi decenni. Provatelo a chiedere se non è così a dieci ragazzi scelti a caso sulla strada. Abbiamo voluto sperimentarlo ed è davvero disarmante. (l.cor.)

LA SORTE DEL MANHATTAN INN GIA’ STORICO CABANA INAUGURATO

DALLA FAMIGLIA ODAZZI E DI PROPRIETA’ DEI CASANOVA DI FINALE LIGURE

TRA LE FAMIGLIE PIU’ FACOLTOSE DELLA PROVINCIA

Corso Europa dove si trova il Manhattan Inn Disco Club, i bidoni dell’immondizia danno il benvenuto

Non è notizia di ieri e di una settimana fa, quando l’abbiamo appresa, il mese scorso, si è finito per rinviare perchè il blog cerca di coprire alcuni territori di tre, quattro province e gli impegni da volontari non mancano. Ci sono delle ‘precedenze’ e copertura nei confronti delle zone dove il nostro piccolo blog è più seguito. Sono oltre due mesi che il giudice, a seguito di un ricorso d’urgenza, ha messo non solo la sordina, di fatto il gestore del Manhattan Inn di corso Europa ha dovuto chiudere i battenti. Un locale decisamente storico per Loano, la Riviera e l’entroterra. Aperto a metà degli anni ’60 dalla famiglia di Franco Odazzi che abitava a Loano e successivamente si era trasferita nell’albenganese. Un locale con capienza di alcune centinaia di persone che ha sempre cercato di superare le crisi e le mode. Serate e pomeriggi danzanti, orchestre importanti e quelle più a buon mercato. Una clientela abbastanza affezionata e la necessità di far comunque fronte alla concorrenza. All’attrazione delle discoteche. Da qui un impegno deciso verso una clientela non proprio giovanile.  Sta di fatto che tra alti e bassi, tra sfide e qualche successo importante l’attuale gestore (Gard Srl) ha resistito. Dopo Odazzi si erano alternati soci e società.  L’attuale gestione dunque resta la più longeva e meritevole di incoraggiamento.

Purtroppo non è la prima volta che le sale da ballo debbano far fronte alle problematiche del ‘disturbo’, dei decibel, dei vicini. Basti pensare alla Maxi Discoteca Ai Pozzi (oggi complesso alberghiero) bombardata da esposti, denunce, decreti penali proprio per via del ‘disturbo alla quiete pubblica’.

Il caso del Manhattan per quanto se ne sa è sorto perchè il titolare di un’agenzia immobiliare di Loano della via Aurelia, abita in un alloggio sovrastante la sala da ballo. Mentre in passato le varie ‘minacce’ e proteste, interventi di vigili urbani e carabinieri, non avevano avuto un seguito pesante (lo stesso titolare dell’hotel Concordia aveva rinunciato ad un’azione legale), questa volta c’è chi ha ‘fatto sul serio’. Poco importa sia uno degli inquilini e proprietari dei 100 alloggi del palazzo a sette piani sorto nell’era del costruttore Prato- Strumia. La peggiore speculazione e disastro urbanistico che ha sfigurato ed abbruttito la città. Il fallimento si è chiuso dopo oltre 30 anni.

La sala da ballo pur sempre un qualificante punto di riferimento (è rimasto il Saitta altro locale storico, con più anni di attività ancora e sorto dopo le serate danzanti al mitico Kursaal di proprietà demaniale e ora comunale), un luogo di svago per residenti e per turisti. Dove non è frequente, non si sono mai verificati

L’edificio a 7 piani e 100 appartamenti che a livello strada ospita il dancing inaugurato all’inizio degli anni 60. In città si ballava all’Alpino, Barcabar, Bri Bri, Cabana Ninght,  Dancing Conchiglia night club in corso Europa,  Dark Club in via Aurelia, Marinella, Paradiso,  Saitta (ancora in attività), Sirena, Tropical, Al Frantosio Whisky a Gogo tuttora aperto.  Poi Cinea Giardino, Loanese, Perla e Stella.

episodi di sangue. I balordi non trovavano terreno facile. E’ stato invece un provvedimento del giudice ad imporre lo stop, in attesa di ‘eventi’, ovvero che il ricorrente agente immobiliare trovi risolutiva una soluzione ‘antirumore’ del gestore del locale.  Una proposta quella di ballare, nel frattempo, solo il pomeriggio, ma pare non convenga all’esercente conduttore. Si dovrà provvedere con interventi e lavori molto costosi, parrebbe. Chi li deve affrontare ? Il proprietario dei muri ? Ha interesse in base alla spesa e all’affitto che percepisce ?

Loano che ha già perso, questa volta col0posamente, il cinema Loanese. L’amministrazione comunale del sindaco Pignocca e forse già con Vaccarezza non hanno ritenuto di accettare la proposta offerta del titolare, come abbiamo già avuto modo di scrivere in occasione dell’apertura del supermecrato che tra l’altro rende il doppio dell’affitto dei muri rispetto a quanto era stato richiesto al Comune. Loano che, in questo caso opportunamente, aveva rinunciato al finanziamento della Regione per costruire un cinema teatro alle Caselle. Sarebbe stato un pesante debito garantito, si veda cosa succede nelle vicine Borgio Verezzi e Pietra Ligure. Semmai la struttura va inserita in ambito comprensoriale, non come si è fatto nelle due cittadine. La rinuncia al cinema teatro avrebbe dovuto far convergere gli sforzi nel tenere in vita il Loanese (450 mq) così come proponeva Tommasino Delbalzo che al Secolo XIX nel 2014 ricordava:” Ora, dopo 104 anni di onorato servizio, per il cinema “Loanese” di via Garibaldi è arrivato purtroppo il momento di calare definitivamente il sipario. Troppo alti i costi di gestione e troppo forte la crisi del settore. Mi dispiace, mi piange il cuore – confessa senza mezzi termini e con una certa commozione il titolare Tommaso Delbalzo – Per la mia famiglia il “Loanese” ha un valore affettivo enorme. Del resto, lo abbiamo in gestione dal 1924». La storia dell’ultimo cinema della cittadina rivierasca comincia nel 1910, quando viene costruito. «La mia famiglia lo ha rilevato dagli Accame nel 1924. Ad acquistarlo erano stati mia nonna e suo zio. Poi nel 1990 io ho rilevato le quote degli eredi dei miei parenti e così ho iniziato a gestirlo in modo più diretto».

Delbalzo, garbato e grande amore per la sua città, aveva evitato di rivelare ciò che poi è emerso. Ovvero prima di gettare la spugna aveva avanzato e chiesto all’amministrazione comunale di valutare l’ipotesi di prenderlo in affitto, con un canone ragionevole. Non a caso il Gruppo Arimondo paga il doppio e si è accollato spese ingenti per la trasformazione.

E’ utile alla comunità tutta che la controversia Mahattan Inn possa trovare uno sbocco positivo, l’ente

Comune non può mettersi in mezzo. Certamente non è saggio neppure alzare le spallucce. C’è modo e modo per non lasciare solo il  gestore. Loano ha perso il suo patrimonio alberghiero ridotto al lumicino e non sembra ancora finita la lunga stagione di ‘crisi’. Loano, come altre località, ha creato le condizioni per il turismo delle seconde case, l’esplosione delle agenzie immobiliari, il montiplicarsi di panetterie e piccoli bar, l’assalto di bazar (fatta eccezione per una paio di solidissimi commercianti cinesi che si accingono ad acquisire pure una storica tabaccheria nel salotto della città). Loano con il gioiello porto che non è sbocciato nel ‘miracolo’ annunciato  negli anni dell’inaugurazione e dei Ligresti e per fortuna che è arrivata Unipol Sai.  Loano che da 30 anni ha la nuova zona alberghiera al palo. Loano che ai giovani laureati e diplomati non può che auspicare fortuna da migranti oltre i suoi confini. Non è il massimo per una società modello.

(l.cor.)

 

L.Corrado

L.Corrado

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