Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pigna sia maledetta la burocrazia!
Affittasi rifugio alpino, no acqua potabile e…
come si spegne il faro imperiese del rilancio

Sul sito Alta Via dei Monti Liguri alla voce Servizi di accompagnamento si legge: Disponibilità servizio: per il 2010 (nove anni fa ?), in orario d’ufficio dal Lunedì a Venerdì, presso Provincia di Imperia – Ufficio Parchi, Piazza Roma n. 2,  Imperia…. E Centro Servizi Nava, responsabile Provincia di Imperia. Poi il sito Associazione Alta Via dei Monti Liguri (vedi…..). Il Comune di Pigna (IM) è proprietario di un Rifugio ( classificato escursionistico) nell’ex Casermetta Passo Muratone a quota 1.000 delle Alpi Liguri. Si è deciso, anche a seguito di  proteste causa chiusura, di fare un bando (gara) di legge alla ricerca di un gestore. Il bando è lo specchio fedele delle legislazione burocratica del Paese, quella che 30 anni or sono il senatore più loquace della Lega (Calderoli, oggi superato da Salvini) prometteva di bruciare se promosso dagli elettori. Obbligatorio tenere nel rifugio, bene in vista, il ‘Libro dei visitatori’. Avanti amenità e curiosità per i profani che hanno tutto da imparare. Ci sono anche aspetti che descrivono quanto sia utile visitare il ‘paradiso Pigna’, località Passo Muratone.

Il rifugio alpino Muratone nel Comune di Pigna a mille metri sul livello del mare

C’è obbligo di apertura non meno di 6 mesi l’anno (maggio-ottobre). Un affitto di 2.640,00, ridotto  del 75% alla prima annualità, 50%  alla seconda annualità, del 25 % relativamente alla terza annualità. A decorrere dalla quarta annualità il canone di locazione sarà pari al 100%. Contratto di 6 anni, obbligo di cauzione, obbligo di tutti gli adempimenti per la licenza e requisiti richiesti, obbligo di stipula polizza assicurativa per danni a terzi derivanti dalla gestione e a dipendenti con massimale non inferiore a € 250.000,00, nonché polizza incendio a garanzia del rischio locativo sul valore di ricostruzione a nuovo pari a €. 250.000,00.  E dal terzo anno l’adeguamento Istat.  Il curriculum non è obbligatorio tuttavia è motivo di valutazione. Scadenza delle offerte il 30 marzo. Si legga, chi è interessato anche solo a conoscere, parte delle 16 pagine del bando di gara, con relativi allegati. Una caratteristica merita di essere rimarcata: l’immobile risulta dotato di un’area esterna adibita a zona pic-nic nonché di struttura per ricovero cavalli. E l’acqua potabile ? C’è soltanto quella per uso igienico, al resto deve provvedere a sue spese il gestore. Ovvero viaggio andata e ritorno munito di taniche fino a Pigna ?

Il rifugio Sanremo e Gambino sulle Alpi della provincia di Imperia

Chi la una certa esperienza e memoria storica del nostro entroterra montano, almeno nel ponente ligure imperiese e savonese, ha titoli per esporre alcune riflessioni. L’unica realtà alpina (di rifugi o simili) sfociata in quello che possiamo definire  ‘faro della speranza’ e dell’ottimismo della ragione, è quella di Upega, terra cunese, ma sorella prossima in provincia di Imperia. Upega dove un rifugio alpino di proprietà del Comune di Briga Alta e condotto da una famiglia imperiese (assieme ad un’area camping) ha vissuto una lunga stagione di declino fino alla chiusura ed azioni legali per il recupero della ‘pigione’ annuale, con un accordo transazione rateale.

Tuttora in attesa, da tre anni, di una sorte migliore. Maggiore fortuna, anzi un’idea che andrebbe copiata in altre località montane, ha avuto, sempre ad Upega, l’iniziativa di un gruppo di volontari, tra residenti e proprietari di seconde case, che hanno costituito una Srl e fatto rinascere gradualmente l’antico albergo del paese. L’acquisto dei muri, l’accesso a contributi – finanziamenti, l’avvio del ristorante – bar ed attiguo ‘negozio’ di alimentari, a tappe la messa a punto delle camere. Uniti in una fattiva collaborazione come trucioli aveva documentato (vedi  ……Il Miracolo Locanda di Upega, 23 pionieri comprano, articolo con 7195 visualizzazioni).. E ancora, il servizio di trucioli (I 23 mecenati e i 5 pionieri di montagna ad Upega con 4520 lettori). Un successo reso possibile soprattutto con il coinvolgimento diretto di giovani, anche provenienti dalla Riviera savonese. Spirito di iniziativa e di sacrificio, resilienza di fronte alle inevitabili difficoltà e rodaggio. Coinvolgimento di un ‘personaggio’ della montagna e di cooperativa ad hoc. Altri rifugi montanari hanno alle spalle aperture, chiusure, obiettive difficoltà di chi accetta e decide di scommettere, mettere alla prova le sue capacità, spirito di iniziativa montanaro che però non bastano. Anzi.

L’attrezzatura del Centro Servizi di trasporto bike che si trova a Nava

Solo una sinergia, sia con la messa a punto della struttura rifugio, tra il Comune di Pigna, con una una decisa sterzata della Provincia (povera in canna) e soprattutto della Regione Liguria. Abbiamo di fronte i bilanci comunali delle città costiere, la voce manifestazioni a pioggia, fuochi d’artificio e carnevale, senza un coordinamento quantomeno comprensoriale (come accade, ad esempio, nella vicina Costa Azzurra). Ogni anno centinaia di migliaia di euro, che fanno milioni messi insieme. Cosa resta, cosa produce una siffatta politica inflazionistica di attrazioni lo possiamo dedurre dallo stato del tessuto alberghiero e  in secondo luogo dalla qualità del turismo; la decadenza, la ‘borsa della spesa’ del turisti durante il soggiorno e la durata.  E’ fuori dubbio che fino ad oggi siamo andati come i gamberi e non si dia troppa importanza a qualche migliaia di presenze ed arrivi in più o in meno. Ecco la Regione Liguria, nel suo bilancio di poco superiore ai 5 miliardi, oltre la metà nella spesa sanitaria, contribuisce in modo diversi a stanziamenti per una Riviera con mezzo milione di seconde case, con un Imu che si è assestata sul quoziente massimo del 10 per mille.

Torniamo al bando di gara rifugio di Pigna. Intanto merita di essere letto il rosario di norme, lacci e laccioli, che in Italia comportano un adempimento simile. Quando basterebbe una paginetta, così come abbiamo avuto modo di leggere in un analogo bando sulle Alpi francesi, in Trentino ed Alto Adige. Non è colpa degli amministratori di Pigna che si sono pure affidati, per predisporre la pratica, ad un architetto. Lasciamo da parte la forma, quella burocrazia nemica che da sempre ascoltiamo dai governi  che vogliono ‘tagliare’  il blocca paese e sviluppo (Salvini e Di Maio che ripetono…lotta all’infernale macchina burocratica che paralizza l’Italia).

Analizziamo la sostanza. Possiamo ragionevolmente credere che un cittadino, presumibilmente un coppia di appassionati, un eremita innamorato delle nostre Alpi, oppure una cooperativa di giovani, possa avere la forza ed il ritorno economico, da un’attività sui nostri monti ? Non insegna nulla, non fa testo, la condizione in cui da anni si trovano condannati a morte i nostri paesi di montagna ? Non fa testo la chiusura a catena (con un paio di eccezioni lungo la fascia alpina) di alberghi, ristoranti, negozi, attività in genere.  Basti pensare alla triste sorte del Grand Hotel di Pigna, inaugurato in pompa magna e presenza di politici. Doveva rappresentare il rilancio.

Non dice nulla con quanta fatica sopravvivono gli ultimi arrivati, agriturismo. Non dicono nulla le difficoltà finanziarie in cui si dibattono i comuni, veri testimoni di sopravvivenza e volontariato. A parte le calamità, l’importanza di non restare isolati anche nei collegamenti stradali, nella possibilità di raggiungere mete diciamo turistiche montanare. Che dire dello sfoggio due o tre volte durante l’estate di manifestazioni, sagre, feste che attirano qualche migliaio di persone, arriva Imperia Tv, i giornali locali danno notizie. E poi quanti nuovi occupati restano ? Quante case si vendono ? Quanti ettari di terreno si sottraggono all’abbandono ? Quale incremento per le casse comunali ? Benvenute feste da richiamo, da passerelle televisive provinciali, per favore non si spacci per ‘soluzioni efficaci, capaci di incidere nel tessuto socio economico del paese’. Nel motore di sviluppo virtuoso. Nella pianificazione futura.

Per tutte queste ragioni e altre ancora, bisognerebbe che chi va a presidiare per almeno sei mesi l’anno il rifugio di Pigna, non solo pagasse un affitto simbolico di un euro l’anno, semmai percepisse un stipendio di sopravvivenza. Basti pensare ai costi di spostarsi in auto per i rifornimenti. Non si può neppure auspicare che a concorrere nel bando sia un povero disperato, pur onesto, alle prese con bisogni umani basilari. Chi può ragionevolmente investire magari rivolgendosi ad una banca che non gli farà neppure mille euro di credito se non da altre garanzie diverse, dall’attività del rifugio. Sono troppi gli esempi passati, a partire dai rifugi, di quali siano i limiti e gli imprevisti. Da qui l’esigenza di cambiare strategia. A chi presidia, con la sua presenza ed attività queste strutture, l’incentivo dell’affitto a scalare non è sufficiente. Come non bastassero la mole di adempimenti burocratici da espletare e da osservare. Chi ci è passato può testimoniare a ragion veduta.

Da qui la necessità di coinvolgere la Regione, gli assessorati competenti, non per dare mance e promuovere spot più o meno clientelari, elettorali, per una svolta che dia finalmente risultati. (l.cor.)

ALCUNI STRALCI DEL CONTRATTO DI 16 PAGINE

La concessione delle strutture avrà la durata di ANNI 6 (SEI), a decorrere dalla data di sottoscrizione del contratto, con possibilità di rinnovo e/o proroga per ulteriori anni sei, qualora la normativa lo consenta alla data della scadenza della presente concessione.

Obblighi del concessionario: – utilizzare la struttura e le sue pertinenze per le finalità cui la stessa è destinata, considerandola un luogo di accoglienza e presidio della zona, organizzato per dare ospitalità, ristoro, pernottamento, primo soccorso, informazione e altri servizi connessi alla fruizione del territorio montano;
– attuare il contenuto del progetto di gestione proposto in sede di formulazione dell’offerta;
– corrispondere al Comune di PIGNA il canone di concessione determinato in sede di aggiudicazione, nei modi e nei tempi definiti dall’art. 17;
– stipulazione di polizza assicurativa per danni a terzi derivanti dalla gestione e a dipendenti con massimale non inferiore a € 250.000,00, nonché polizza incendio a garanzia del rischio locativo sul valore di ricostruzione a nuovo pari a €. 250.000,00;
– costituzione di deposito cauzionale – come da successivo art. 11 – a garanzia degli obblighi derivanti dal contratto mediante deposito in numerario ovvero titoli di stato ovvero polizza bancaria o assicurativa, per un importo equivalente a due annualità del canone di aggiudicazione. Tale cauzione, che dovrà coprire l’intero periodo di concessione senza soluzione di continuità, deve essere prodotta in copia al Comune di Pigna al momento della stipulazione del contratto;

Il Comune di Pigna, in esecuzione della deliberazione della Giunta comunale n. 54 del 24.04.2018 esecutiva ai sensi di legge, ed, in ultimo, della determinazione n. 12-LP del 02.03.2019, intende procedere nuovamente all’assegnazione, mediante procedura ad evidenza pubblica, della concessione della gestione del Rifugio (attualmente classificato escursionistico) “Ex Casermetta presso Passo Muratone”, bene nella disponibilità della stazione appaltante. Il comune di Pigna è proprietario di un Rifugio (attualmente classificato escursionistico) Ex
Casermetta Passo Muratone:
– Quota: oltre 1.000 m circa sul l.m.
– Censito a Catasto a: Foglio 9 del Comune di Pigna, mappale 19
Inserito all’interno del territorio del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Il Rifugio in oggetto è risultato destinatario di numerosi interventi di ristrutturazione ad opera del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, ultimati in data 6/7.04.2017 e 7.07.2017, la cui esecuzione è stata resa possibile grazie a finanziamento a valere sul programma PAR_FAS 2007/2013 e in parte a fondi del Parco.
Per la stessa struttura, inoltre, l’Ente Parco, in virtù di un finanziamento a valere sul PORFERS 2007/2013 – Asse 2 – Energia nei Parchi – ha provveduto alla sistemazione dell’impianto fotovoltaico, termico ed elettrico onde garantire l’attuazione delle misure energetiche mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Il Rifugio di Passo Muratone, attesa la sua localizzazione, costituisce punto strategico per i flussi turistici e la struttura è sempre stata notoriamente luogo di sosta e di incontro per i turisti e gli escursionisti i quali, soprattutto nei mesi estivi, frequentano i sentieri limitrofi.

Destinazione d’uso degli spazi del RIFUGIO: Piano terra:
– alloggio del custode, costituito da:
 n. 1 camera
 n. 1 cucina – soggiorno
 n. 1 disimpegno
 n. 1 locale w.c. con antibagno
– n. 4 camere (per una capacità ricettiva complessiva di n. 21 posti letto);
– n. 3 locali wc con antibagno a servizio comune;
– n. 1 cucinino;
– n. 1 locale ristorazione/soggiorno;
– n. 1 dispensa;
– n. 1 disimpegno di accesso alle camere e aree comuni;
– n. 1 centrale termica (con accesso esterno)
L’immobile risulta dotato di un’area esterna adibita a zona pic-nic nonché di struttura per ricovero cavalli.

Il rifugio in oggetto, in una logica di ammodernamento della struttura e di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, è stato oggetto di un intervento di installazione di un impianto fotovoltaico a isola in grado di far fronte al fabbisogno elettrico delle utenze del rifugio stesso e di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria. L’approvvigionamento idrico del rifugio, per finalità meramente igienico sanitarie, è garantito dalla nuova rete acquedottistica, realizzata dal Comune di Pigna con i fondi dell’Ente Parco.
L’acqua ad uso potabile dovrà essere oggetto di approvvigionamento a cura e spese del concessionario. La struttura risulta altresì dotata di Fossa IMHOFF 8000R.L. – Settica con n. 2 pozzi perdenti e linea acque nere. Il riscaldamento è garantito dalla presenza di impianto centralizzato alimentato da stufa a pellet.

Gli obiettivi che il Comune di PIGNA, intende perseguire con l’apertura al pubblico del rifugio Ex Casermetta Passo Muratone sono essenzialmente i seguenti:
1. offrire un buon servizio di accoglienza e primo ristoro agli escursionisti impegnati in gite di una sola giornata;
2. offrire una struttura di appoggio agli escursionisti impegnati in trekking di più giorni;
3. informare e responsabilizzare gli escursionisti in merito alle opportunità di fruizione della montagna, agli eventuali rischi connessi e alle condizioni di allenamento richieste;
4. promuovere l’attività escursionistica nell’area e nelle zone contigue, quale occasione di ricreazione e di conoscenza dell’ambiente naturale e delle sue risorse, della storia e della cultura del territorio, del patrimonio rurale;
5. favorire e promuovere, con visite e soggiorni, la frequentazione del rifugio a fini didattici da parte di gruppi organizzati a vario livello (scuole, università, scout, centri estivi, gruppi giovanili del CAI, CRAL ecc.), in ambito sia regionale che extra regionale;
6. favorire e promuovere, con incontri, visite e soggiorni presso il rifugio, attività di educazione ambientale e attività di studio e ricerca e/o campi lavoro sui temi della montagna e sugli aspetti naturalistici, storici e culturali dell’area protetta e del territorio contiguo.

Garantire un’apertura della struttura più ampia e continuativa possibile, di durata minima pari ad almeno mesi sei, da maggio ad ottobre inclusi;
– garantire una apertura di durata ulteriore a mesi sei, durante il periodo invernale, su richiesta di n. di persone determinato in sede di formulazione dell’offerta, qualora il rifugio risulti accessibile. Tale disponibilità dovrà costituire oggetto di dichiarazione da
formulare in sede di offerta (progetto gestione);
– garantire l’apertura del rifugio su richiesta del Comune di Pigna, formulata con preavviso di almeno 30 giorni, per lo svolgimento di attività connesse alle finalità istituzionali dell’Ente (attività di educazione ambientale, ricerca, ecc…) per almeno 12 giornate nell’arco di ciascun anno della concessione. Tale disponibilità dovrà costituire oggetto di dichiarazione da formulare in sede di offerta (progetto gestione);
– garantire l’apertura del rifugio, al di fuori del periodo stagionale minimo di mesi sei.
Tale disponibilità dovrà costituire oggetto di dichiarazione da formulare in sede di offerta (progetto gestione);
– segnalare l’apertura del rifugio, mediante apposizione della bandiera italiana;
– custodire il materiale sanitario e di primo soccorso;
– assicurare la possibilità di un pernottamento di fortuna, o almeno di un ricovero, agli escursionisti che ne facessero richiesta dopo il tramonto, facendo conto sul loro spirito di adattamento. In caso di raggiunta capienza del rifugio, è fatto salvo il diritto di precedenza per gli infortunati, per il personale di soccorso e per le maestranze impegnate in lavori al rifugio;
– praticare, nel periodo di apertura stagionale, i prezzi indicati nel tariffario affisso all’interno del rifugio, in posizione di immediata e chiara visione e consultazione;
– praticare prezzi agevolati nei confronti dei residenti nel comune di Pigna, nei termini di cui al progetto di gestione formulato in sede di offerta;
– attuare il programma di promozione dei servizi offerti e le forme di collaborazione che si intendono attivare con altri soggetti (associazioni e organizzazioni, operatori turistici, agenzie, scuole, oratori, ecc.), nei termini di cui al progetto di gestione formulato in
sede di offerta;
– praticare particolari agevolazioni per gruppi organizzati, associazioni o altri soggetti che promuovono l’escursionismo, turismo equestre, l’educazione ambientale, periodi di vacanza in aree protette, ecc…, ricercatori nonché per i residenti in Pigna, nei termini di cui al progetto di gestione formulato in sede di offerta;
– attuare il programma delle attività di animazione che s’intende sviluppare, che – a titolo puramente esemplificativo – potranno consistere in iniziative di valorizzazione dei prodotti agricoli e gastronomici tipici, intrattenimenti musicali, iniziative educative, attività ricreative e sportive consone al contesto, ecc…, nei termini di cui al progetto di gestione formulato in sede di offerta;
– attuare eventuali servizi aggiuntivi che, a titolo esemplificativo, potranno riguardare l’escursionismo, l’equiturismo, il cicloturismo, ecc., nei termini di cui al progetto di gestione formulato in sede di offerta;
– attuare il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e pulizia interna ed esterna del rifugio, atta a valorizzare la struttura, nei termini di cui al progetto di gestione formulato in sede di offerta;
– dare adeguate informazioni a turisti ed escursionisti in merito alle opportunità di fruizione del territorio contiguo e sulla sentieristica locale, responsabilizzandoli, nel contempo, in merito ad eventuali rischi e alle condizioni di allenamento richieste;
– allestire presso il rifugio uno spazio per la consultazione di libri, riviste e materiale promozionale, informativo e divulgativo del Comune di Pigna, del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, dell’Unione dei Comuni delle Valli Nervia e Roja, ecc. e del territorio limitrofo;
– esporre e distribuire il materiale promozionale e informativo concesso a titolo gratuito e il materiale promozionale e informativo del rifugio;
– comunicare preventivamente al Comune di Pigna tutte le iniziative, promozionali o meno, da realizzare nell’ambito della struttura (manifestazioni, raduni, convegni, corsi, ecc…), alle quali il Comune di Pigna potrà negare lo svolgimento solo in caso di incompatibilità con le finalità proprie e della struttura e per gravi motivi (sicurezza delle persone e delle cose, ecc..);
– durante la chiusura stagionale del rifugio, provvedere al riordino e alla pulizia dei locali, nonché alla disattivazione degli impianti o di ogni altra apparecchiatura sensibile alle condizioni atmosferiche invernali;
– durante il periodo di chiusura invernale, provvedere a visite periodiche della struttura, onde garantirne la custodia dell’immobile;
– consentire le verifiche congiunte sulla gestione del rifugio di cui all’art. 25, nell’ottica di un reciproco rapporto di buona fede, al personale del Comune di Pigna;
– presentare annualmente agli uffici del Comune di Pigna una relazione sull’andamento delle attività svolte, comprensiva dei dati di afflusso al rifugio e del numero dei pernottamenti effettuati;
– provvedere a proprie cure e spese, al rinnovo delle licenze, autorizzazioni, permessi, canoni, ecc… a scadenza periodica, necessarie per la prosecuzione dell’attività.

I periodi di maggior apertura continuativa della struttura proposti dal gestore, oltre a quelli obbligatori pari a mesi sei, dal mese di maggio al mese di ottobre inclusi, con l’indicazione del n. minimo di persone su richiesta delle quali il concessionario si impegna a garantire l’apertura del rifugio durante il periodo invernale, a condizione che lo stesso risulti accessibile;
2. dichiarare la disponibilità a garantire l’apertura del rifugio su richiesta del Comune di PIGNA, formulata con preavviso di almeno 30 giorni, per lo svolgimento di attività connesse alle finalità istituzionali dell’Ente (attività di educazione ambientale, ricerca, ecc…) per almeno 12 giornate nell’arco di ciascun anno della concessione;
3. dichiarare la disponibilità all’apertura del rifugio, al di fuori del periodo stagionale minimo di mesi sei;
4. i prezzi agevolati che il concessionario è disponibile ad applicare nei confronti dei residenti nel comune di Pigna;
5. il programma di promozione dei servizi offerti e le forme di collaborazione che si intendono attivare con altri soggetti (associazioni e organizzazioni, operatori turistici, agenzie, scuole, oratori, ecc.);
6. la previsione di particolari agevolazioni per gruppi organizzati, associazioni o altri soggetti che promuovono l’escursionismo, turismo equestre, l’educazione ambientale, periodi di vacanza in aree protette, ecc…, ricercatori nonché per i residenti in Pigna;
7. il programma delle attività di animazione che s’intende sviluppare, che – a titolo puramente esemplificativo – potranno consistere in iniziative di valorizzazione dei prodotti agricoli e gastronomici tipici, intrattenimenti musicali, iniziative educative, attività ricreative e sportive consone al contesto, ecc…;
8. piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e pulizia interna ed esterna del rifugio, atta a valorizzare la struttura.
Il progetto di gestione potrà prevedere la collaborazione con altri soggetti a vario titolo interessati alla promozione del territorio, nonché con i gestori delle altre strutture ricettive presenti nell’area (uffici informazione, centri visita, musei).
Al piano di gestione dovrà essere altresì allegato il curriculum del concessionario.
Nel curriculum dovranno essere elencate:

1. le eventuali esperienze di gestione di rifugi alpini, di rifugi escursionistici, alberghi, ostelli della gioventù, case per ferie, residence, campeggi, bed and breakfast o altre strutture ricettive;
2. le eventuali esperienze di gestione di strutture di ristorazione e/o di somministrazione di alimenti e bevande;
3. gli eventuali altri servizi prestati nel settore turistico-ricettivo.
4. conoscenza dei luoghi attestata da titoli (guida alpina, accompagnatore
naturalistico, attestazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, ecc.).
17. CANONE DI CONCESSIONE
La presente concessione è a titolo oneroso. Il canone annuo posto a base di gara è fissato in €. 2.640,00 (diconsi duemilaseicentoquaranta/00). L’adeguamento annuale ISTAT decorre dal terzo anno di validità del contratto e sarà applicato sulla somma di aggiudicazione (somma derivante dal €. 2.640,00 rilancio offerto). Il canone sarà corrisposto mensilmente alla Tesoreria Comunale.
In caso di ritardato pagamento oltre 90 giorni dalla data di scadenza della rata mensile, l’Amministrazione Comunale avrà la facoltà di addivenire all’immediata rescissione del contratto, fatta salva la riscossione delle rate o porzioni di esse maturate fino a quel momento e dei relativi interessi.

La chiusura della struttura, da qualsiasi causa determinata, compresi lavori di manutenzione straordinaria, durante il periodo di validità della concessione, non comporterà alcuna riduzione del canone annuo dovuto. Relativamente al canone, si precisa, che, al fine di agevolare l’avviamento della struttura ormai chiusa da anni, nell’ottica di favorire un’adeguata promozione turistica del rifugio e del luogo, l’importo offerto in sede di gara, determinato in relazione al canone annuo posto a base d’asta di €. 2.640,00, sarà ridotto del:
 del 75% (settantacinquepercento/00) relativamente alla prima annualità;
 del 50% (cinquantapercento/00) relativamente alla seconda annualità;
 del 25 % (venticinquepercento/00) relativamente alla terza annualità;
A decorrere dalla quarta annualità il canone di locazione sarà pari al 100%
(centopercento/00) dell’importo offerto in sede di gara.
18. VISITA DEL RIFUGIO
I soggetti interessati alla concessione del rifugio dovranno, preliminarmente alla presentazione dell’offerta, prendere visione dei luoghi e visitare la struttura, il giorno 30. MARZO 2019 dalle ore 8.30 alle ore 12.30 previo appuntamento telefonico. La presa visione dei luoghi, dello stato del rifugio e delle condizioni di accesso alla struttura sarà certificata dal rilascio dell’attestato di presa visione dei luoghi, rilasciata dal Comune di Pigna in fase di sopralluogo.

10. LIBRO DEI VISITATORI
All’interno del rifugio, in posizione evidente, dovrà essere tenuto il “libro dei visitatori”, che, comunque, non sostituisce le scritture di registrazione e segnalazione, che il gestore dovrà tenere a norma delle leggi tributarie e di pubblica sicurezza. Per facilitare eventuali operazioni di soccorso, il gestore dovrà invitare i frequentatori del rifugio ad indicare sul libro dei visitatori mete e/o itinerario dell’escursione da essi programmate.

27. RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Il responsabile del procedimento è l’arch. Gianni UGHETTO, ufficio LL.PP. e patrimonio del Comune di Pigna. Pigna lì 2 marzo 2019 IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Arch. Gianni UGHETTO

ARTICOLO DEL SECOLO XIX DEL 13 ottobre 2013

di Patrizia Mazzarello

Pigna – Per anni sono stati punto di riferimento importante per generazioni di residenti, che da qui passavano per i loro commerci e anche per i loro traffici. E, più di recente, amatissimi luoghi di ritrovo per gli amanti della montagna, delle passeggiate, per i cercatori di funghi ed i cacciatori. Ma più in generale per chiunque volesse, percorse poche decine di chilometri dal mare, immergersi in una natura incontaminata.

Oggi, però, purtroppo, tanti sentieri sono diventati impercorribili. E alcuni noti rifugi, ricchezza dell’entroterra, sono inesorabilmente chiusi. Il tutto, come accade ad esempio per il rifugio “Muratone” o il noto ristorante “Gola di Gouta”, senza che ne sia cenno nelle guide. Così capita che molti escursionisti si trovino davanti a porte chiuse. Con grave danno per un tipo di turismo che potrebbe portare grande giovamento all’entroterra.

Dopo tanti malumori e mugugni, ad occuparsene, ora, è stato anche il consigliere regionale del Pd Sergio Scibilia. Il quale ha portato la questione generale all’attenzione del consiglio regionale ed in particolare la situazione del rifugio “Muratone” e del ristorante “Gola di Gouta”, due strutture ricettive situate nel Comune di Pigna, sulla tratte turistico escursionistiche dell’“Alta via dei Monti Liguri “e della “Via del sale “, non fruibili da troppi anni.

«Prendendo spunto da questa vicenda, – spiega Scibilia – ho invitato l’assessore regionale all’ambiente Renata Briano a dedicare un impegno particolare alla rete escursionistica e alla ricettività montana, attraverso un programma specifico di recupero, finalizzato a riaprire i punti ristoro ed i rifugi che caratterizzano la nostra montagna, e sono una risorsa ambientale e turistica molto rilevante per la Liguria sia per chi vuole fare delle escursioni a piedi o in bicicletta. Un’offerta che deve essere valorizzata turisticamente anche in previsione dell’Expo 2015».

Il disagio, come detto, è doppio. In quanto molte guide indicano queste strutture come aperte: «Siccome sulle mappe queste due strutture, nello specifico, risultano ancora in funzione continua il consigliere – si crea un disservizio per chi le raggiunge, oltre che lo spreco di un’opportunità turistica che il nostro territorio non può sfruttare, anche in termini di posti di lavoro che non vengono occupati per troppo lassismo. Sempre sul caso specifico ho chiesto di effettuare una verifica in loco sui pannelli solari e l’impianto fotovoltaico recentemente installati grazie ad un finanziamento regionale, affinché non rischino il deterioramento ancor prima di essere utilizzati, essendo al momento tutto chiuso. Ho chiesto verifiche sulla idoneità e la qualità delle opere eseguite con fondi pubblici che se non completate i rischiano di essere delle cattedrali nel deserto».

L’ASSOCIAZIONE ALTA VIA DEI MONTI LIGURI

Associazione Alta Via dei Monti Liguri
c/o Camera di Commercio di Genova
Via Garibaldi 4, Stanza 8
16124 Genova

L’ Associazione Alta Via dei Monti Liguri nasce nel 1994 , i suoi soci fondatori e attuali sono: C.A.I (Club Alpino Italiano) , F.I.E. (Federazione Italiana Escursionisti) e Union Camere Liguria.
L’idea della costituzione dell’ Associazione nasce dall’ esigenza della Regione Liguria di creare uno strumento operativo alla L.R. 25 gennaio 1993, legge che si propone la promozione e la fruizione dei sentieri che percorrono l’ Alta Via dei Monti Liguri.
L’ Associazione, senza fine di lucro, ha sede legale e materiale presso l’ Unione delle Camere di Commercio Liguri sita in Genova.
Scopo dell’ Associazione è la promozione, manutenzione e sviluppo del percorso che attraversa l’ Appennino Ligure denominato “Alta Via dei Monti Liguri”, oltre alla tutela dell’ applicazione e corretto adempimento delle normative indicate nella legge regionale .

Il Progetto d’iniziativa regionale Alta Via dei Monti Liguri testimonia la volontà della regione Liguria di rilanciare le aree rurali e montane, attraverso il proprio braccio operativo: l’Associazione Alta Via dei Monti Liguri. L’obiettivo è conciliare la tutela e la salvaguardia di un ambiente straordinario attraverso soluzioni di sviluppo territoriale e rurale di qualità, senza impatto sul territorio, bensì attraverso l’integrazione con le risorse esistenti. Da ciò deriva l’intenzione di puntare su un turismo ambientale di eccellenza, recuperando la notorietà e l’immagine del percorso. Gestione integrata del percorso (che attraversa il territorio di quasi tutti i Comuni dell’entroterra e delle quattro Province), individuazione di itinerari tematici e miglioramento del servizio di mobilità sono alcune delle iniziative previste.

LA REGIONE HA UN MILIONE NON SPESO, LO DESTINI AI RIFUGI ALPINI SENZA INDUGI

IMPIANTISTICA SPORTIVA, REGIONE LIGURIA, ASSESSORI CAVO E BENVEDUTI: “PROROGATO DI ULTERIORI 6 MESI IL BANDO PER ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE. GIA’ FINANZIATI 14 INTERVENTI, ANCORA 1 MILIONE DI EURO A DISPOSIZIONE”. 

GENOVA. Regione Liguria ha prorogato di altri 6 mesi il bando “Fondo di Garanzia” a favore delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche per finanziamenti destinati alla riqualificazione dell’impiantistica sportiva. Il Bando, che doveva chiudere il 15 marzo prossimo, è stato prorogato al 30 settembre 2019 per consentire la realizzazione di ulteriori interventi di carattere impiantistico sportivo.

Con l’attuazione del patto per lo sport, firmato il 9 maggio 2017 tra Regione Liguria, Comitato Regionale Liguria CONI e Comitato Italiano Paralimpico della Liguria, la Regione ha destinato, per la prima volta, un Fondo di Garanzia, attivando 1,5 milioni di euro derivanti dalla programmazione POR-FESR a supporto di finanziamenti concessi alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche da Banche Convenzionate con Filse, con un moltiplicatore 2 (la disponibilità di finanziamento ammontava, di fatto, a 3 milioni di euro). L’obiettivo di Regione Liguria era quello di aiutare le società sportive a realizzare interventi di riqualificazione degli impianti facendosi da garante presso le banche convenzionate per l’accensione dei mutui.

Ad oggi sono stati ammessi e garantiti interventi per 14 soggetti richiedenti, su tutto il territorio regionale, per oltre 1.262.000 euro e rilasciate garanzie da FILSE, la Finanziaria della Regione Liguria, pari all’80% degli investimenti ammessi per oltre 1.100.000 euro. Sono ancora disponibili, quindi, calcolando il moltiplicatore 2 riconosciuto dalle banche, fondi per circa 2 milioni di euro.

“Abbiamo già finanziato 14 interventi con un meccanismo che si è dimostrato, come avevamo previsto, vitale e virtuoso per le società – afferma Ilaria cavo, assessore allo Sport di Regione Liguria – Regione, istituendo un fondo di garanzia, si è fatta garante per mutui che le Società Sportive non avrebbero potuto accendere da sole. Abbiamo evitato che presidenti di società dovessero impegnarsi in ipoteche su beni personali o in fideiussioni. Il fondo ha ancora una capienza di quasi un milione di euro: abbiamo ritenuto fosse importante, proprio perché ha funzionato, continuare a destinare queste risorse per l’impiantistica perché crediamo nello sport e nei valori che rappresenta”.

Gli investimenti devono essere realizzati nell’ambito di una o più sedi, dove i beneficiari svolgono regolarmente l’attività sportiva, localizzate nel territorio della Regione Liguria. La soglia minima dell’investimento ammesso è di 40.000 euro, mentre la soglia massima del valore dei beni ammessi ad agevolazione è fissata in 400.000 euro per ciascun beneficiario.

“È la risposta che attendeva da noi il mondo sportivo – aggiunge l’assessore allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti – era importante proseguire nella direzione intrapresa, per continuare a dare ossigeno alle società che vogliono fare investimenti sul nostro territorio. Analogamente alle piccole imprese queste realtà riscontrano spesso difficoltà nell’accedere al credito. Oltre a svolgere un ruolo fondamentale di socialità e aggregazione nei nostri quartieri e nei piccoli centri, sono anche fonte di occupazione, soprattutto per i nostri giovani. Investire sulle strutture significa investire anche sui risultati sportivi della nostra regione”.

Sono ammissibili ad agevolazione le seguenti tipologie di spesa (funzionali all’attività sportiva svolta e alla sede nella quale si svolge l’attività sportiva): le spese per acquisto di macchinari ed attrezzature sportive, non oggetto di assegnazione esclusiva a singolo atleta; arredi, mezzi mobili a servizio esclusivo dell’attività sportiva, attrezzature accessorie al funzionamento della sede nella quale si svolge l’attività sportiva e alla relativa sicurezza, (anche sotto il profilo sanitario); dotazioni necessarie a garantire la sicurezza e la salute degli utenti; le opere murarie ed assimilate, con particolare riguardo per gli interventi volti al superamento delle barriere architettoniche delle strutture sportive nelle quali si esercita l’attività.

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