Un solitario e nostalgico ing. dr. Roberto Borri denuncia una tragedia vera e sociale. Mentre politici e candidati dovrebbero impegnarsi a restituire il servizio di trasporto ferroviario che i nostri saggi avi avevano realizzato per le comunità, i rapporti commerciali tra province, regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia). Il federalismo ha dimostrato che, anche dove gli ‘autonomisti’ hanno amministrato, l’organizzazione dei servizi pubblici, compresi quelli a rilevanza sociale, è un disastro. Borri ricorda che a Cantalupo la ferrovia risale al 1858, che il tronco di Acqui Terme e verso San Giuseppe di Cairo fu aperto nel 1874. Rimarca la devastante (per le conseguenze socio economiche e turistiche) soppressione delle linee per la Valle del Belbo, cancellazione dell’Espresso Savona – Acqui – Alessandria – Valenza – Casale Monferrato – Vercelli. A Cantalupo resta un enorme piazzale abbandonato. La politica, sorda e cieca, ha privilegiato l’autotrasporto su gomma, il business delle autostrade, la chiusura di scali merci. E la libera stampa, la Tv, con partigianeria, hanno ignorato le deleterie conseguenze, i risultati disastrosi.