Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

L’orchestra di don Enrico & I Monelli fanno un pienone di applausi a Expo Pieve di Teco

Per il sindaco di Pieve di Teco la Valle Arroscia è ‘un territorio bellissimo, ambiente integro con 11-12 Comuni, che sa creare eccellenze e per il futuro ha prospettive rosee’ come, a suo dire, documenta il successo dell’Expo 2. Trucioli.it in parte condivide, ci sono grossi ritardi da recuperare, una nuova generazione di giovani e meritocratici amministratori da insediare, nel frattempo sarebbe ingrato ed ingiusto disconoscere un grande vincitore morale (e materiale) dell’Expo di Pieve di Teco. L’orchestra non professionista, nè pagata, che per tre giorni e tre sere ha seminato entusiasmo, raccolto un mare di applausi, donando buona musica, armonia, allegria, gioia di ascoltare, di intrattenersi, fare comunità. La mente operativa è Graziano Viazzo, presidente della Pro Loco di Montegrosso P.L., sanremese, universitario, fisarmonicista e tuttofare. Il braccio destro, il provvidenziale arrivo di don Enrico Giovannini, vulcano di idee e simpatia, laurea in farmacia, vocazione adulta, ottimo parroco a Cosio d’Arroscia, da ultimo anche a Mendatica, Montegrosso, Rezzo.

Expo 2015, anno secondo, in mancanza di dati certi forse lievemente penalizzata, in quanto a visitatori ed affari, dal fatto che con fine agosto la Riviera si alleggerisce di almeno il 60 per cento di turisti. Anche se la stagione 2015 ha avuto impennate superiori al 30 per cento, merito del bel tempo, del sole, delle temperature che hanno finito per premiare, una volta tanto, anche la montagna, l’entroterra, ciò che resta tra agriturismo, trattorie, ultimi sopravvissuti di esercizi commerciali.  E’ vero che la selva di sagre e di feste finisce per creare una marcata concorrenza anche tra paesi confinanti, ma la massa è tanta. Quest’anno gli organizzatori di sagre sono euforici, oltre le previsioni più ottimistiche. E di conseguenza, a catena, incremento di vendite, incassi per i grossisti, artigiani in grado di  fornire prodotti e merce per migliaia e migliaia di persone. Diverso è il discorso sulla ricerca della qualità, sull’incentivo e la promozione di produzioni nostrane e locali, il tanto promozionato km zero. In realtà un bufala nel 90 per cento dei casi. Scelte sbagliate abbiamo già avuto modo di scrivere, in cui si vende fumo ed illusioni, alla resa dei conti non è una sagra di massa a mutare i destini di una comunità, di un territorio. Semmai è la ricerca, l’impegno, solide basi, riproponendo ciò che si è perso, ovvero alcune primizie, la buona e salutare tavola, le ricette con prodotti nostrani e non taroccati, sapersi confrontare con i risultati raggiunti e quando non ci sono chiedersi perché. Il vino e l’olio, invece, fanno parte sia della serietà del produttore, sia  dell’innovazione per ottenere risultati capaci di concorrere sul mercato italiano.

Risveglio e rilancio dell’entroterra significa servire, privilegiare, far conoscere i prodotti locali naturali (non solo alle sagre), non far uso, nella preparazione dei menù o delle confezioni  in vendita, di coloranti, stabilizzanti, insaporitori a base di chimica, tornare alle carni bovine, ovine con bestie che pascolano, gustare il vero bollito, la gallina ruspante (non allevata a mangime), il minestrone, stoccafisso che non sia servito riscaldato da ore, stesso discorso per il classico coniglio che per un susseguirsi di eventi  non può essere allevato all’aperto.  E ancora, c’è troppo olio che arriva da altre regioni o addirittura dal Marocco, Spagna, Turchia, Grecia, Libano e viene spacciato per extravergine ligure. Un’inchiesta giudiziaria ed il sequestro di un ingente quantitativo di prodotto  ha occupato solo un giorno le cronache e solo in provincia di Imperia, trattandosi di un operatore locale, mentre la vicenda – pur comprendendo il danno di immagine – avrebbe meritato ben altro, anche perchè si è dimenticato in fretta, fuori dai confini pochi hanno saputo ed il popolo dei ‘furbetti’ in Italia perde il pelo, non il vizio. Questo a danno, in particolare, dei frantoiani corretti, rispettosi dei disciplinari e del territorio.

Sono molte le ragioni per esportare dalla Valle Arroscia un profilo culturale dove trovino sempre più spazio, affermazione, aiuto da enti, istituzioni, banche, i capaci, i professionisti del mestiere, i galantuomini, le giovani leve, il gentil sesso. L’economia non deve brillare unicamente in alcuni periodi dell’anno, semmai proiettarsi su basi solide per un avvenire migliore dei giovani, delle future generazioni. Mettendo definitivamente nell’angolino parolai e illusionisti di turno o di lunga data.

Il sindaco Alessandro Alessandri all’Expo 2015 nei panni di cicerone per conoscenti ed amici

Graziano Viazzo, presidente Pro Loco di Montegrosso, ammirevole ed encomiabile animatore volontario di feste e tradizioni non solo al paese

Tre dei 9 componenti l’improvvisata orchestra: al centro don Enrico Giovannini. Gli altri sono Alberto Lavagna, Enrico e Germano Bonello, Pier Luca Toscano, Lino Fontebassa

Due dei tre infaticabili fisaremonicisti – voce de I Monelli che hanno riscosso un lusinghiero successo

Le canzoni popolari de I Monelli coinvolgono nel canto dame e cavalieri

 Il distintivo del complesso musicale: maglietta de I Monelli Montegrosso Pian Latte

Sette dei 9 componenti I Monelli, sono quasi le 23 di sabato 5 settembre ed hanno iniziato a suonare in strada al mattino

L’ora tarda non allontana gli spettatori entusiasti della buona musica

La platea mai è avara di applausi e euforia

C’è chi resiste fino a tardi sempre in piedi

Tra i graditi visitatori dell’Expo l’imprenditore finalese Pier Santo Ghigliazza e consorte

E tra gli ospiti non mancava il mitico imperiese Sergio Lanteri presidente dell’Accademia dello stoccafisso, prossimo evento dalla Sicilia a Imperia con la Sagra dello Stocco

Gran lavoro per l’esercente sotto i portici dove I Monelli hanno fatto una lunga sosta notturna

L’arte della creazione dei tradizionali cesti dell’Associazione Pro Moano

Ha riscosso successo il ‘pan de Moa’ ma impastato con la farina doppio zero, non è proprio  quello dei nonni e delle tradizioni montanare

 

Alessandra Garra esercente di Ponti di Pornassio ha proposto con mamma  Lina Zanazzo l”Arrosciana, piatto novità 2015: il giornalista Andrea Pomati l’ha consigliato come piatto di battaglia

 

L’artigiana maestra nella manifattura di canestri, nella foto guarda male ma è simpaticissima

Gianni Massa della prestigiosa Cantina Cascin (vino e olio extravergine): sguardo severo, eppure è un buono e beniamino assoluto di Imperia Tv e del patron cav. Francesco Zunino

Ancora spettatori divertiti e attenti

Il brigadiere e l’ammiratrice uniti  daun’utile presenza all’Expo, lui in servizio, lei attenta osservatrice

Chi si diverte e chi studia, legge, lavora come al Parco Alpi Liguri

A Pieve di Teco nei fine settimana apre la piccola e nascosta frigittoria dove uno chef di talento del paese prepara digeribilissime fritture di pescato misto, provare per credere all’eccellenza

E per concludere il giornalista più popolare della provincia di Imperia, Andrea Pomati, caporedattore di Imperia Tv, collaboratore de La Stampa – Il Secolo XIX. Dopo tanto lavoro all’Expo si accontenta di un panino imbottito. Sotto lo sguardo tenero dell’editore (di spalle) e direttore responsabile Lorella Zunino

Avatar

Trucioli

Torna in alto