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Loano, se tacere premia. La sentenza Vaccarezza – Fondazione Stella, il retroscena

Il silenzio accompagna la sentenza del tribunale di Savona pubblicata lo scorso numero da trucioli.it. Ha sancito la comproprietà di un terrazzo fronte mare, nel centro storico di Loano. Accolte la tesi dell’ex consiglio di amministrazione della Fondazione Stella, condannato Angelo Vaccarezza, ex sindaco, ex presidente della Provincia, neo consigliere regionale e leader di preferenze. La vicenda non è ‘guerra tra bande’ della politica. C’è un retroscena inedito e manco a dirlo taciuto. Due avvocati, già difensori civici del Comune – l’ex sindaco Dc, Mario Rembado e l’ex vice sindaco, parlamentare per una candidatura (anni ’70), Stefano Carrara – si erano espressi nel 2009 con parere pro veritate (gratuito), richiesto dalla Fondazione. Vaccarezza ritenne di avere ragioni per non tenerne conto e proseguire la causa ?

Ho letto con legittima soddisfazione, la decisione, chiara ed inequivocabile, del tribunale di Savona. Penso che anche il collega Rembado, che aveva con me steso il noto parere, ne sarà assai lieto. Ma la soddisfazione più grande dovrebbe essere riconosciuta pubblicamente al Consiglio di amministrazione per l’ottima gestione dell’Istituto sotto la presidenza del cav. Stefano Ferrari”. E’ lo stringato commento dell’avvocato Stefano Carrara Sutour.

Sulla vertenza, pur coinvolgendo il più autorevole e battagliero esponente politico di Loano, della Riviera (Vaccarezza fu eletto alla presidenza della Provincia con il 57 %, contro il 52 % dell’avversario Boffa, bassa adesione al voto del 45, 8%), venne praticata una corretta riservatezza, che spesso non trova imitazione nelle beghe e negli scontri della corrida politica. Dove la lotta, senza esclusioni di colpi, magari emerge da vicende giudiziarie ai loro albori, tutte da definire. Fa onore alla Fondazione Stella che pure è espressione della maggioranza e della minoranza consiliare (oltre alla presenza, per statuto, del parroco), di non essersi fatta tentare da facili strumentalizzazioni. Ovvio, inoltre, fossero informati i rappresentanti consiliari di maggioranza e minoranza.

Ciò non toglie che ad epilogo raggiunto, siano chiariti gli aspetti del contenzioso su un bene destinato a rimanere proprietà della comunità loanese (a meno che Angelo Vaccarezza non ricorrera in appello). La sentenza è tuttavia esecutiva dopo la trascrizione presso l’Ufficio del Territorio e per recuperare le spese liquidate dal giudice.

La Fondazione Simone Stella aveva posto un quesito a due legali, diciamo di opposte ‘ideologie ‘ e schieramenti, veterani nella professione e nella vita pubblica dalla quale si sono ritirati da parecchi anni: Carrara senior e Rembado senior, entrambi hanno figli (Silvio e Giuseppe) che esercitano la professione forense a Loano. “Valutare giuridicamente, con parere pro veritate, a chi spetti al titolarità della terrazza accessibile e di parziale copertura delle entità immobiliari ubicate in Loano, piazza Rocca 7, derivanti dal lasciato di Giovan Battista Briasco alla Fondazione stessa, come da testamento olografo, pubblicato dal notaio Burastero il 14 maggio 1974.– era stato il quesito.” Conclusione: ” Visti gli atti e le allegate relazioni i sottoscritti avvocati ritengono che la terrazza in oggetto (28 mq. c.a ndr) sia bene in proprietà comune , al 50%, della Fondazione e del rag. Angelo Vaccarezza“,

La documentazione ufficiale, agli atti del contenzioso civile, indica nell’atto del notaio Pietro Accame (1949)  l’acquisto di Alba Bosio in Vaccarezza da Annunziata Geri, Maria Claudia Genta, Renza Lavagna,  di una porzione di casa in piazza Rocca e via Cavour, composta di pian terreno, secondo piano a ponente, e secondo piano con la soffitta, casa iscritta al catasto urbano  del Comune di Loano….”. Il bene, citano i legali nel loro parere,  è pervenuto per successione all’attuale proprietario rag. Angelo Vaccarezza da Alba Bosio in Vaccarezza al figlio Lino, da Lino a di lui figlio Angelo.

Premessa, “con atto del notaio Burastero del 1958 , G.B. Briasco e la sorella Serafina divisero tra di loro i beni immobili pervenuti per successione dal padre. A Giovan Battista fu assegnata una casa in pessimo stato di conservazione in piazza Rocca, via Cavour, Largo Roma, composta da magazzino a piano terra, tre vani al primo piano, tre vani al secondo piano, un vano nel sottotetto…. esiste una planimetria nella quale la terrazza (contesa ndr) risulta divisa con una metà , lato est,  intestata a Bosio – Vaccarezza.…risulterebbe così divisa in parti uguali il che in effetti sarebbe avvenuto per molto tempo. Da una fotografia agli atti, scattata nel 1993 dal geometra Chiola, si ha ulteriore conferma che la terrazza oggetto del contendere era in allora divisa in due parti mediante la messa in opera di una rete metallica sostenuta da due paletti di legno. Senonchè detta divisioni in oggi non esiste più e l’uso della terrazza non è contestato da parte di Vaccarezza alla Fondazione Stella come risulta anche da un procedimento possessorio conclusosi con sentenza. Vaccarezza contesta la comproprietà da parte della Fondazione ma non l’uso”.

In pratica sostiene che l’immobile – terrazza è di sua esclusiva proprietà, ma si fa notare nel parere pro veritate, nonostante risulti  un’istanza della signora Alba Bosio dell’ottobre 1993 che attraverso il proprio legale  chiedeva di effettuare lavori per il rifacimento della terrazza, in comproprietà del 50 % con rimborso della rispettiva somma. Il consiglio di amministrazione della Fondazione (allora civico orfanotrofio Don Leone Grossi)  deliberava di autorizzare la richiedente, Alba Bosio in Vaccarezza, ad effettuare i lavori, imputando la spesa necessario a bilancio 1994, poco più di 10 milioni.

Noticina finale. L’opinione pubblica si forma e si informa con una corretta informazione. Che la disinformazione dei cittadini, anche a livello locale, sia tra le malattie del nostro tempo, è cosa risaputa.  Basterebbe fare un confronto tra quanti seguono i consigli comunali, si tengono aggiornati sulle delibere di giunta, sulle determinazioni dirigenziali, sulle concessioni edilizie, il bilancio comunale, la relazione dei revisori dei conti. Non più di un 10 per cento dei residenti a Loano forse conosce la realtà, nel bene e nel male. O perlomeno l’ufficio stampa del Comune (definitelo come volete, visto che giuridicamente non è tale) non ha colpa se diffonde via internet, ai mass media accreditati, le notizie positive della giunta, eventi, manifestazioni, meritoria attività della biblioteca. E se lo strumento più diffuso sia Ivg.it, il cui editore, da sempre, da accorto imprenditore, beneficia di contratti e dunque finanziamenti pubblici del Comune stesso, oltre ad essere il vincente nella pubblicità elettorale (Regionali, provinciali, comunali). Non è un caso se è capitato che una notizia ‘sgradita’ sia stata rimossa, oppure dolcificata. Vedi il caso ‘scomodo’ dei danni causati alla Balisica di piazza Italia durante i lavori di costruzione di box interrati autorizzati dal Comune, nonostante l’opposizione della Diocesi, del parroco di allora don Pino Zunino, compianto, temendo appunto per la stabilità dell’antica chiesa, simbolo della cristianità e della città tutta. Nonostante la sentenza pubblica del tribunale civile e nonostante gli eloquenti articoli stampa (archivio) che richiamavano le prese di posizione del sindaco Vaccarezza, non è più stata scritta una riga sulla condanna e relative reazioni. Come è andata a finire. Poi si domandano perché si sono più che dimezzate le vendite in edicola. Ci sara una concausa ? Oppure chi sono i proprietari dei box sotto Piazza Italia.  Consiglieri comunali, dirigenti dell’ente, famigliari, avvocati, commercialisti, tecnici, congiunti di società municipalizzate ?

Manco a dirlo è difficile dimenticare l’enfasi – tutta tra le notizie allegre – con cui l’Agenzia di promozione pubblicitaria Eccoci di Alassio –  assegnava il titolo di ‘Ambasciatore del Sorriso‘ al sindaco Vaccarezza per aver raccolto 46.418 voti (era il 2009) alla prima edizione del Festival della Barzelletta di Loano, con la partecipazione di numerosi personaggi pubblici della provincia, sindaci, assessori, amministratori di società partecipate. Visto il successo è stato un errore troncarla? Faceva ridere troppo? Eppure il sorriso dovrebbe rappresentare un traguardo gioioso. Statistiche scientifiche svedesi sostengono che ridere fa bene alla salute, ovvero allunga la vita. Torniamo, per favore, a raccontare barzellette. Anche su questo fronte Angiolone ha ‘la vista lunga’ ?

 

 

 

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