Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La ‘ferocia’ dei vigili di Albenga non spaventa

Una persona a modo, anche per impegno e senso civico, quale è Gerry Delfino aveva raccontato la sua disavventura da automobilista con una pattuglia di vigili urbani in servizio sull’Aurelia ai Fortini (vedi a fondo pagina). Altre segnalazioni successive, in particolare sulla ferrea concezione del ‘lavoro’ ad opera dei  più rigorosi. Non è un compito facile, specie dove tutti ci si conosce. Nei paesini il vigile ormai esiste solo sulla carta. Il bollettario multe in disuso. Non è così ad Albenga nella versione comando comprensoriale. Il ‘capo’ si divide con Loano. Che ne pensano i ‘fruttivendoli’ made Campania, al lavoro con super sconti favolosi nella ‘capitale dell’agricoltura’? Che pensa la ‘capretta elemosiniere’ ?

La capretta parlante, ovvero un giovane mendicante romeno, per due giorni davanti alla cattedrale San Michele e al Comune, offerte libere, nessuna sanzione almeno fino a quando se n’è andato ?

Vogliamo raccontarvi prima il nostro episodio. E’ un venerdì mattina di inizio giugno, lasciamo l’utilitaria sul piazzale (a pagamento) della Croce Bianca, semivuoto. Meta il centro storico per acquistare pesce fresco. Facciamo la coda, è una pescheria (Barone) ‘storica’ e famigliare per albenganesi, ma anche turisti stranieri con seconda casa nella vallata. Il tempo vola, c’è chi chiede di ‘pulire’ il pesce, togliere le viscere. Chi prenota, chi paga con carta di credito e si ‘inceppa la linea’. Non possiamo tornare o interrompere, per motivi pratici ed economici. Una discorso che, manco a dirlo, può non interessare chi indossa una divisa, deve far rispettare il codice stradale, il decoro, le leggi della democrazia, di civiltà. Eppure il buon senso non dovrebbe mai finire nel cestino, optional sempre e comunque della discrezionalità. Il biglietto sosta esposto sul cruscotto. Purtroppo abbiamo sforato – non sappiamo se lo strumento sia tarato da quando (vedi vicenda autovelox) e a prova di precisione – di mezzora, 36 minuti esatti, almeno così attestano i verbalizzati. Multa da 41 ? 48 ? euro (non si legge bene), se pagata entro 5 giorni  ridotta a 28,70.

Non è un ‘avviso’ ? ma un verbale n…..? .oppure è tutti e due ? ad opera dell’Associazione della Polizia Municipale di Albenga, Loano e Finale Ligure.

Alla pattuglia di ambo i sessi facciamo presente: ad Albenga esiste la discrezionalità nel valutare casi analoghi ? Il parcheggio resta semideserto, non creiamo danno o nocumento alla circolazione, alla scelta del park da parte di altri utenti. Non solo, a Genova, per fare un esempio, ma anche a Finale Ligure (vedi associazione di polizia municipale di Albenga, Loano e Finale Ligure ) è possibile sanare lo sforamento pagando all’addetto la tariffa evasa ed un piccolo surplus, un paio di euro. Stesso discorso ad Alassio dove la società ‘concessionaria’ è assai più esosa. Sta bene tolleranza zero, verso tutti, nessuno escluso ? La pattuglia, lei in particolare, dice che il codice della strada non ammette deroghe, mai e per nessuna motivo, se non dimostrato con ricorso al prefetto o meglio al giudice di Pace. Dice, sostenuta dal collega che interloquisce, il  nostro codice di comportamento è questo e qualunque insinuazione viene perseguita. Benissimo, bravi. E da ultimo la ciliegina. Di fronte all’obiezione che la città, nel suo tessuto sociale, anche e soprattutto per vigili a quanto si legge sui giornali, ha altre priorità piuttosto che dare la caccia non a chi mette l’auto in divieto, sull’incrocio, in curva, sulle strisce pedonali, crea un pericolo all’incolumità altrui,  ma al pagamento del fio… il ‘gentelman’ risponde: “Non siamo qui di nostra iniziativa, c’è un foglio di servizio che ci assegna il controllo su questo parcheggio e dobbiamo verificare….”. Chi compila i fogli di servizio ? Il comandante che arriva dalla ‘pia Loano’ ? Un collega ingauno più alto in grado ? L’assessore alla Polizia Urbana che sicuramente, da cittadino qualunque, conosce le priorità ? Ci sono dei premi di produttività per i dirigenti ? Chi ha deciso, forse un regolamento ad hoc, che nel parcheggio a pagamento, peraltro, più contenuto rispetto ad Alassio e Finale, o Genova, non si debba tener conto della differenza oraria, tra quella pagata e quella accertata, ricorrendo invece ad una sanzione  da 41 0 48 euro (?), una giornata di lavoro per molte categorie di cittadini.

Merita un premio la ‘capretta elemosina’, altro che rischio allontanamento coatto alla stregua delle rumene belle di notte sull’Aurelia

Albenga dove, non da oggi, si fanno multe per eccesso di velocità in rettilineo o dove si attende il ‘piccione’ non in un tratto di strada pericoloso per numero di incidenti mortali, con feriti e danni gravi alle cose, bensì dove è più facile ‘guidare’ distratti, senza l’occhio fisso sul tachimetro, non essendo in un centro urbano attraversato da folla e pedoni.  Albenga dove in una settimana, del tutto casualmente, abbiamo assistito  al ‘vizietto’ di circolare in bicicletta sul lungomare riservato ai pedoni, ovvero sulla passeggiata, oppure in viale Martiri o nelle strette vie del centro storico. Chissà se il corpo di polizia può fornire i dati statistici sui ciclisti multati, negli spazi dove camminano anziani, mamme con bambini, con la carrozzella. Chissà se in questo primo scorcio d’estate sono stati  perseguiti i camion che ‘svendono’ (un affare per ignari acquirenti) la frutta di stagione proveniente, pare, dalla Campania. Dalla terra dei fuochi? Dalle aree contaminate ? Dopo i controlli e la certificazione Asl così come avviene ai mercati generali o dagli ambulanti dei mercati settimanali. Piccolo esempio, pesche a 5 euro la cassa, sul mercatino di piazza del Popolo, a km zero, 3,60 euro il chilo.

Non è finita. Avviciniamo i ‘venditori’ ambulanti occasionali sul lungomare. Ho paura a comprare, se arriva un vigile…. “Guaglione, qui ragionano col buon senso, vivi e lascia vivere, certo che se ci vado sotto il naso… Anche tu ti incazzeresti…gugliò qui fai un affare e mangi bene, torniamo solo la prossima settimana….”.

Albenga, a calmierare i prezzi nella capitale agricola della Liguria, qualcuno ci pensa, a prova di ‘tolleranza zero’ dei vigili urbani
Pista ciclabile sul lungomare di Albenga, un po’ di tolleranza ci vuole

LETTERA  DEL 2014 DI GERRY DELFINO EX ASSESSORE COMUNALE ALLA CULTURA CON MAURO ZUNINO SINDACO

Io sottoscritto Gerolamo Delfino detto Gerry, nato ad Albenga il 1 settembre 1946 e residente ivi …., il 6 maggio alle 9,30 circa dopo essermi fermato dal tabaccaio Fortini in regione Antognano, sulla via Aurelia, incontro Ferrando Bruno e critichiamo dove si sono messi con l’autovelox i vigili di Albenga Sciancamerli e Caso, ovvero in pieno centro dell’uscita dal parcheggio del tabaccaio e bar Pam. Salgo in macchina, allaccio le cinture e m’avvio in direzione di casa, verso Ceriale, non potendo uscire faccio segno al vigile , che poi ho saputo chiamarsi Caso, che armeggiava all’autovelox di spostarsi e con gesto intimidatorio (?ndr) mi fa segno di fare la curva verso sinistra per aggirare l’ostacolo. Io a fatica e con pericolo eseguo la manovra e poi a pochi metri accosto l’auto e vado verso i vigili per dire loro che si erano messi in un posto non idoneo  (A MIO MODESTO AVVISO ndr). Infatti gli avventori  del locale facevano, a loro volta, pesanti osservazioni del loro operato erroneo e a me dispiaceva. Per questo mi ero permesso di andare da loro per consigliarli di spostarsi e mettersi nel posto più idoneo dove spesso i loro colleghi abitualmente effettuavano i controlli.

Alchè il vigile Caso si risente subito, e non ne ho capito il motivo, non conoscendolo e incontrandolo per la prima volta, mi risponde che sa lui quello che è giusto e quello no. Sbagliando, ho chiesto i loro numeri di matricola dando del tu, spontaneamente alla Sciancamerli perchè conoscendola da quando era ragazzina, e ripeto sbagliando al vigile Caso che non conoscevo. Subito, gia prepotentemente si inalbera dicendomi che devo dargli del LEI e che , mi ripete, che quello che sta facendo è giusto così, dicendomi che lui le cose le sa. Allora adirato, ero sceso dall’auto , per non far fare loro delle figuracce in buona fede, chiedo con forza il suo numero di matricola che a fatica mi viene dato. Gli faccio notare che lo sto facendo, perchè sono stato nel passato assessore e conosco le problematiche . Lui mi dice che millanto di essere assessore e allora la mia rabbia scoppia dicendo che se uno deve far rispettare le leggi, le deve anche sapere e di leggersi il manuale della Maggioli sulla circolazione stradale che ha lì a portata di mano. Alchè ritorno alla mia macchina, sto per accendere il motore e non mi ero ancora allacciato le cinture, quando mi rincorre la Sciancamerli e in modo secco mi chiede patente e libretto che consegno. A tutto ciò assiste, testimone, dall’auto una coppia fermata dagli stessi vigili e a cui la multa precede sicuramente la mia emessa alle 9,35 . Attendo sull’auto ferma, poi scendo e vado a vedere cosa fanno. Mentre la Sciancamerli scrive, attendendo risposte alle mie domande, appoggio una mano all’auto per sorreggermi perchè il nervoso mi ha fatto andare la pressione alle stelle, da pochissimo mi è stato messo il settimo stent, dopo due infarti. Lo so che non mi devo arrabbiare, ma quando il vigile Caso mi dice che non devo toccare l’auto, non ci vedo più, urlo e strepito, odiando da sempre il malo modo e l’ABUSO DI POTERE. Pensare che ero sceso, senza essere stato fermato, per dare un consiglio ai vigili che erano di impaccio all’entrata e all’uscita delle auto dal parcheggio privato e non un luogo pubblico!!!!!

Se ognuno stesse zitto e dovesse subire la prepotenza degli altri addio DEMOCRAZIA.

Morale, mi hanno multato per l’articolo 172 comma 1 e 10, mi hanno decurtato 5 punti sulla patente e quando la Sciancamerli mi ha detto cosa dichiaro, ho fatto scrivere queste mie parole. “Non è vero, è stata una ritorsione perchè mi sono permesso di dire che lo strumento usato dai vigili 31 e 77 in un posto non idoneo e non permetteva lo spostamento delle auto da un’area privata. Avendo io contestato il fatto, l’incomprensione è salita di molto dimostrando da parte dei vigili una forte e drammatica sensazione di vendetta”.

Nel frattempo, sapendo di essere in ragione, ho telefonato, istintivamente, al Sindaco che non mi ha risposto e all’assessore Carlo Parodi che è venuto prontamente ed ha cercato di calmare gli animi. A quel punto ho ritirato i miei documenti, ho firmato il verbale e me ne sono andato, lasciandoli tra di loro a parlare. Ho avuto subito un forte malore per la rabbia,  per il mio sdegno, la prepotenza, l’ignoranza elementare del codice della strada (? ndr) nella persona del vigile Caso e aggiungo ABUSO DI POTERE e SPREGEVOLE VENDETTA. (presunti ndr)

La vigile Sciancamerli, A PARTE LA FIGURACCIA DI AVER CONSENTITO LE MALEDUCAZIONI DI CASO, è stata abbastanza in silenzio, A PARTE L’ESSER STATA LEI A VENIRE A DARMI UNA MULTA INESISTENTE ( credo, così mi è stato detto dai suoi colleghi che la contestazione del non allacciamento delle cinture, doveva essere contestata in essere e questo così non è stato!!!!) e con un comportamento alquanto rispettoso, tirando solo una battuta sulla rispettabilità sua e della sua famiglia che poco c’entrava nel contesto.

Chiedo pertanto che si faccia luce sul caso e che il vigile Caso, di cui altra identità ignoro, abbia piena conoscenza dei suoi doveri e non solo dei suoi diritti e che si comporti nel suo lavoro senza ,…, cosa purtroppo troppo spesso adoperata da chi veste una divisa e che dovrebbe usare giustizia e democrazia.

Da parte mia mi scuso per i toni sanguigni usati,  ma mai offensivi o vituperevoli, ne bestemmie, ne parole fuori posto.

In fede Gerolamo Delfino detto Gerry

Nota di redazione: abbiamo aggiunto l’ndr, punti interrogativi in assenza di una sentenza che confermi l’accaduto. Gerolamo Delfino si era rivolto al giudice di Pace per l’annullamento della sanzione, istanza respinta per errore di procedura, Non sappiamo se il destinatario – i della missiva abbiamo trasmesso quanto di competenza. C’è un’ altra versione dei fatti ? Non ne siamo a conoscenza, ben venga un chiarimento a tutela della verità.

 

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