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Bravo don Ravera ! Non tutti tifiamo Charlie, la satira rispetti le religioni e la fede

Peccato, una curiosa ed insolita notizia da Cairo Montenotte non ha fatto scalpore. Il parroco don Roberto Ravera – rettore del Santuario di Nostra Signora di Grazie –  ha affisso un vistoso cartello alla porta della chiesa: “Io non sono Charlie !…..” Un riferimento al lucido, ma folle attentato- strage al giornale satirico di Parigi ‘ Charlie Hehdo’. Don Ravera che 4 anni fa avevamo intervistato dopo aver scoperto che figurava tra i 62 iscritti ufficiali al Pdl- Forza Italia di Cairo (“Me l’ha chiesto un amico, non è il caso di divulgarlo, verrei etichettato per…) esprieme un concetto largamente diffuso, ma controcorrente. Perché la satira deve colpire anche le religioni ? Perchè deridere Maometto, il Papa, Cristo, gli induisti ? La fede è conforto, ultima spiaggia magari solo nel momento dell’addio terreno.

Don Ravera,  nel suo manifesto manuale, scrive tra l’altro: ” D’accordo con la libertà di stampa (beati i pochi paesi del mondo dove esiste davvero e non è condizionata dai poteri o dal governi ndr),  ma il diritto di satira finisce dove inizia  il diritto di una cultura e di un popolo di essere rispettato nei suoi fondamentali valori di civiltà e nella libertà che si confonde con la licenza  di empietà e di pornografia religiosa, come con vignette scandalose sulla Madonna, Gesù Bambino, la Trinità…Il mio Dio d’amore  mi dice che la vita è sacra, che non si uccidono i bambini nel grembo materno, le persone malate in stato terminale e neppure chi si rende responsabile  del più atroce dei crimini”. Su questi ultimi tre aspetti c’è una grande discussione soprattutto nel mondo laico. Forse esiste una via di mezzo, ovvero rispettare la volontà della persona, delle mamme…. Ancora don Ravera alla giornalista – corrispondente del Secolo XIX Luisa Barberis:Non condanno nessuno, ma non si può prendere in giro il Signore nostro, né quello degli altri.”

Una considerazione: se il caso fosse esploso in una grande città, dove i riflettori televisivi ed informativi sono più ‘potenti’, immediati, la notizia avrebbe fatto il giro del Paese, dell’Europa e del mondo. Nell’immenso pianeta internet, si troveranno preti e persone che la pensano  come don Ravera, non pare però che altri abbiano affrontato il dibattutissimo tema con un cartello alla porta della chiesa. E da ministro del culto su un tema scottante ed attualissimo.

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