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Pieve di Teco 26 anni fa: c’era una volta il Festival Alpi Marittine con Cuneo e Nizza

C’è chi porta invidia. Chi compatisce. Chi li ammira. Qualcuno ha pure l’archivio storico dei giornali liguri. Un esempio. Ecco uno dei titoli della settimana  d’agosto 1988, 26 anni fa: “A Pieve di Teco il festival delle Alpi Marittime. Concerti di musica da camera, sinfonia, corale. Con la collaborazione di Cuneo e Nizza per mettere a confronto le realtà artistiche e musicali del triangolo”.  Tra i nomi indicati negli articoli: Luchino Delmonti, Riccardo Vianello, Paolo Ceppi, il compianto Marco Lengueglia allora sindaco.  Era la prima edizione, il Comune quale ente promotore. Annunciata come un’intesa lungo le ‘vie del sale’ e che anni prima aveva ispirato il progetto ‘Alpazur’.

La manifestazione metteva a confronto le realtà artistiche e musicali del triangolo Imperia-Cuneo- Nizza con altre analoghe di tutta Europa. Uno spirito comune, una medesima matrice culturale che lega Piemonte, Ponente Ligure e una parte della Francia.   Pieve di Teco, uno dei leit motiv, ha le carte in regola per riprendere quella posizione di centro della Valle che ebbe nei secoli passati e fu di carattere essenzialmente commerciale. A Pieve  di arrivava dal Piemonte, dalla Riviera, dal Nizzardo per comprare partite di scarpe (c’erano più di cento calzolai), fino a non molto tempo fa di tenevano tre mercati in settimana. Gli stessi portici trecenteschi, ora meta preferita del passeggio e dello shopping,  sono nati come grandi magazzini dove si stipavano grano, orzo, giare d’olio e vino.

Per questa sua posizione strategica, Pieve di Teco fu ambita da genovesi e piemontesi che ingaggiarono aspre lotte per impadronirsi. “Ma la crisi dell’economia agricola – dichiarava allora il sindaco Lengueglia, la cui famiglia, papà e frate diede origini al primo servizio di pullamn dell’intera valle fino ad Albenga – con la conseguente perdita della cultura contadina, l’esodo verso la Riviera, hanno portato, qui come altrove nell’entroterra,  ad un declino dei valori culturali tradizionali. In questa ottica un progetto di riqualificazione, che sia, oltre che umano e sociale, anche intelettuale,  si propone con una certa urgenza. La nostra iniziativa del festival è una prova generale che lasciamo in eredità a chi verrà dopo di noi”.

Dopo Marco Lengueglia si sono avvicendati altri sei sindaci. Il più apprezzato gode di buona stampa, imbattibile beniamino di Imperia Tv e dei suoi giornalisti: il brillante geometra Alessandro Alessandri. Detiene ad oggi il record di interviste e dichiarazioni, riprese, della stessa tv locale. I 1.411 residenti, perlomeno i votanti, l’hanno scelto per il secondo mandato.  Un ‘piccolo’ divo televisivo che invece non suscita entusiasmi, nel suo ruolo di guida o mancata guida, da alcuni comuni del comprensorio. Trucioli.it, a questo proposito, ha già scritto, indicando fatti e addebiti.

Lengueglia nel 1990 venne sostituito da Luciano Brunengo (pure Dc), Nel 1995 è stata la volta di Lucia Casella (lista civica), dal 1998 al 2002 sindaco Renzo Brunengo  (lista civica), riconfermato nel 2007, ma sfiduciato il primo agosto 2007 con  l’elezione di Alfredo Delfino (lista civica), a settembre dello stesso anno entra in scena Piero Raimondi e nel 2008 la scettro lo conquista il più giovane primo cittadino della storia pievese Alessandri (lista civica, parentela con Claudio Scajola).  E’ l’artefice della prima Expo della Valle Arroscia, prosegue nel rilancio del Teatro Salvini, del Festival nazionale di Arte Drammatica, della sfilata di carnevale, dei mercatini di antiquariato.

 

 

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