Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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I miei sindaci, veraci ? Canti, balli, corna a Pietra, Noli, Finale, Cisano, Villanova, Vendone, Ortovero

Ero convinto di perdere la scommessa, invece rischio di vincere alla grande. La mia corte di diavolini non aveva dubbi. In provincia di Savona la politica si rinnova, nomi nuovi, a riposo le vecchie volpi.  La ‘vox populi vox dei‘ clamorosamente smentita, arrivano i rottamatori, faranno piazza pulita (o quasi). Dalle città, alla Valbormida, ai paesi dell’entroterra. Nessuno dovrà più inchinarsi al potere dominante dei signori della politica-affari-massoneria formaggiara-lobby. Invece ecco la clamorosa sorpresa e io sto preparando grandiosi festeggiamenti. Ritornano i nostri, anzi sono più forti di prima. Qui i ‘grilli 5 parlanti‘ non fanno paura, non hanno ancora messo le radici, per fortuna. Parola di Belfagor, il diavolo e signorotto che domina incontrastato dalla dolce collina di Alassio. LEGGI DI NOLI: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DI MARIO LORENZO PAGGI. IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA.

Che belle scene, che belle letture ci offrono i quotidiani. Mi sono arrabbiato soltanto quando quel volpone di giornalista affermato di Luca Rebagliati si è permesso di ‘sbertucciare’ i miei più cari sodali (da lunga data) scrivendo, leggete bene: “Sindaci, tornano in pista i politici di lungo corso. Revetria, Balestra, forse Geddo. Grandi manovre nei comuni dell’entroterra. Il rinnovamento può attendere“.

Ma come, gentile Luca, lei non sa chi sono i signori Revetria, Balestra e company? Dov’era quando questi ‘amici miei’ raccoglievano valanghe di voti popolari? Dov’era quando da giovanotti si sono messi al servizio del bene comune creando, citiamo a caso, i gioielli urbanistici di Ceriale e Villanova.  Aeroporto incluso. Il primo con i rompiballe della T 1- Nucera, villette agricole, centro storico con moria di negozi; il secondo con quei sottotetti per i meno abbienti e che la procura della Repubblica, con testardaggine, vuole far demolire  e processare. Con quel massone sindacalista(?) che organizzata il Comitato e fa assemblea con il raggiante Marco Melgrati, architetto degli ‘ultimi’. Suvvia gentilissimo Luca, faccia un giretto nella Ceriale by night e tra le campagne di Villanova, un tempo profumate di violette, e vedrà che al passaggio dei due ‘Pierini’ la gente quasi quasi si inginocchia, fa il segno della croce. Benedetto sia o Signore….

Ci scusi, perchè non scrive chiaro e tondo che segno del rinnovamento e degli antipersonalismi sarebbe acclamare a gran voce futuro sindaco di Cisano sul Neva un altro mio simpaticone compare: forse lei non lo conosce, ma Gianfranco Sasso (foto), vice presidente del Consiglio provinciale, ha il pedigree del nostro ‘padre della Patria’ Sandro Pertini, parola di Belfagor, il diavolo che non mente.  Mi dispiace perchè forse dovrà rinunciare per via delle condizioni di salute della moglie alla quale facciamo i migliori auguri.

CISANO SUL NEVA – A proposito di Cisano, ma sul serio c’è  un Montina in corsa ? Gente seria, filo berlusconiani e anche loro imprenditori di successo; io conservo un bellissimo articolo che scrisse il Secolo XIX, con tanto di foto, sulla dinastia dei Montina; articolo firmato da un cronista di Mendatica, ormai vecchio e mi dicono mezzo rimbecillito. Fa il coltivatore indiretto, alleva galline, conigli ariete, papagalli, lumache, rane, pesci rossi. Se lo conosce fermatelo prima che sia troppo tardi !

A Cisano io avevo un amico, persona perbene,  se ricordo bene si chiama Sergio Pertuso, lavora all’Autofiori, una figlia all’Università di Agraria, un figlio modello. E’ uno dei pochi che potrebbe esibire il modello 740 con dichiarazione dei redditi; mi pare sia stato vice sindaco con la pia donna scajolana Eugenia Cassisi.

Ho un’idea, le persone serie se si devono mischiare con quei tramvieri di politici, lascino perdere. A me va benissimo che alla greppia continuino a rimanere i miei diavoli e diavolini. Dall’inferno Italia resterò a comandare. Perciò abbasso i ‘puri’, i volti nuovi. Io li odio. Meglio l’usato e navigato.

ORTOVERO – Per Ortovero, caro giornalista, io vedrei bene tale Capello, architetto Daniele (nella foto a sn). Nell’archivio ho parecchi articoli, qualche maledetto lo perseguitava con avvisi di reato, richieste di rinvio a giudizio, chi più ne ha e più ne metta. Ha saputo, per caso, come è andata a finire ad un galantuomo? Si informi e  mi dica se non sia giusto che indossi la fascia tricolore in rappresentanza degli ortoveresi per i quali ho una bella storia che presto racconterò a proposito dei terreni destinati al mancato golf e di alcuni protagonisti. Scometto che già si lecca i baffi  quando le faccio alcuni nomi: Graziella De Filippi subentrata al quel Gianmario Roveraro, barbaramente rapito e trucidato, finanziere multimiliardario INGAUNO. E poi la società Loreto di Genova. E’ imperdonabile che una decina di famiglie del paese si rifiutino di vendere i terreni. Con quei 100 ettari  si dava una grande slancio ad Ortovero e alla vallata dove troviamo i paesi più affascinanti della Liguria per la loro posizione geografica.  Invece  il ‘mortuorio’, il ‘dormitorio’. A proposito, colgo l’occasione per salutare un caro ex corrispondente del Decimonono dimenticato, come altri, si chiama Renato Barbaria. Ho qui la sua foto, è nato nel 1922. Ciao carissimo Renato, sei stato un grande e umile servitore della tua terra, con le tue corrispondenze da Ortovero e dalla vallata ci onoravi, ci tenevi informati.

LA BATTAGLIA DI PIETRA LIGURE

Sono stufo di parlare dell’albenganese, Pietra Ligure mi affascina di più, se non altro perchè qui si combatte una vera battaglia, quella dei ‘giusti’ e dei più ‘meritevoli‘. Atto numero uno: giù le mani dalla Lega Nord ha intimato  Paolo Ripamonti, nipote dell’ex indimenticabile comandante dei vigili urbani ( bei tempi !) di Loano.  Lui è un mio concittadino, agente immobiliare nella dorata Alassio, città di destra e leghista. Ricordate i tempi del sindaco-senatur Robertino Avogadro? E’ impazzito a lasciare la moglie….avete visto i risultati ed i guai in cui si è cacciato ? Paolo, munito dello scettro di Salvini, ha dato il primo altolà  alla ‘consorella‘ insegnante Carla Mattea che si è ostinata a volersi candidare  sindaco, ignorando che rimedierà ad una gran trombata. Proprio a lei che non piacciono. Paolo a ricordare ‘coram populi‘ che nessuno l’aveva cacciata da assessore provinciale, fotogenica almeno lei, visto che ogni volta quel faccione di Angelo Vaccarezza fa scappare i turisti e i grillini.

Atto numero due: il capo dei capi savonesi, detto guerriero Angelo, ha proclamato: Forza Italia e Lega Nord appoggiano  Dario Valeriani.  Il presidentissimo ha sconfessato gli illusi pietresi del club Forza Silvio, schierandosi con la lista civica di centro, sinistracentro.  Ma quando mai il ‘nostro’ si schiera con i perdenti!. Non va a tartufi, dicono che abbia un ottimo fiuto, compreso quello femminile. Se sbaglia, allontana. Ricordate quella segretaria delle ‘firme fasulle‘, ora dimenticata in quel di Albenga ? Il suo ultimo super staff al femminile, in Provincia, è diventato un mito. Altro che i ‘mascoli’  alla Marco Bertolotto presidente !

Vaccarezza aveva subito intuito la presenza di due galli nel pollaio, la Carla e il destroide orchestrale, compositore Mario Carrara.  Nessuno dimentichi che è figlio d’arte, il compianto papà Eugenio, consigliere, assessore, vice sindaco ai tempi che furono.  138 preferenze, contro le 117 del compagno di partito socialista Andrea Robutti, medico. Con Giacomo Negro, medico e simpaticone liberale, 1031 preferenze; Salvatore Caltavituro, uomo Dc, di chiesa e Croce Rossa, 559 voti.  Romano Rembado, medico Pci, 236 e l’indimenticato Giacomo De Vincenzi (Psiup) 114.

Altri tempi, altri personaggi e spessore. La gran ammucchiata  2014 ha dimostrato che può reggere con il geometra Luigi De Vincenzi, lui  di area pidi, con la mente e il cuore rivolti agli imprenditori. Quanti bei palazzi ha ancora fatto costruire nel suo mandato! Uno in più, uno in meno, nella città del Santa Corona e rimasta senza alberghi a 4 stelle, non fanno molta differenza. Ha mantenuto dritta la barra, il cemento amico sarà riconoscente.  In compenso ha abbellito Pietra Ligure. Si accettano scommesse per il rilancio alberghiero e del turismo di qualità a frotte. Altra scommessa: De Vincenzi candidato in Regione (borsino escluso) farà incetta di voti. Meglio lui che un professionista della politica alla Nino Miceli, responsabile pure del boicottaggio al magistrato Filippo Maffeo, proposto quale candidato sindaco di una lista civica di centro sinistra nelle ultime amministrative di Loano.

Qualcuno continua a dire in giro che gran parte delle opere pubbliche dei governi De Vincenzi furono ideate e cantierate dal quel leghista duro e puro che risponde al nome di Giacomo cav. Accame, storico, studioso, benemerito, fratello massone non arricchitosi, semmai focoso con gli anni e con la giovincella.  Con tutte le grane che ha avuto.

Io scommetto che stravince il Valeriani sindaco. Insegnante elementare, molto vicino alla parrocchia e ai frati del Soccorso, tra i seguaci di Scrivano (si è sistemato con gli albergatori di Confindustria) e di Folco. Sotto sotto pare non abbia una gran stoffa, però essendo il designato dall’illustre predecessore, sarà pure accompagnato, tenuto a bada, lungo il cammino da futuro sindaco.

Io personalmente avrei preferito un rinnovamento alla papa Francesco. Mi viene in mente Paola De Vincenzi, cugina di Luigi, giovane avvocato penalista, non compromessa con la politica deviata.  Fara l’assessore?  E perchè non recuperare l’esperienza di Daniele Negro, assicuratore; non ha fatto danni, mentre papà qualche palazzone  in più l’aveva consentito.  Dani Negro, leghista, vice sindaco di Accame  e  ‘promosso’. Pare che un nipote abbia trovato ospitalità in lista. Penso all’albergatore Alberto Orso, presidente della locale associazione, ridotta al lumicino.  Hanno trasformato il Sartore (quattro stelle sul mare),  lo Stella Maris (sul mare), si ostinano a negare la trasformazione del Royal sul mare!   Signore e signori inutile ripetere che gli alberghi sono una risorsa quando abbiamo lasciato stravolgere le città e si continua come nulla fosse. Fatevi un giretto aereo sopra Pietra, Loano, osservate il panorama delle gru.

Vogliono farci credere che i turisti del terzo millennio sono attratti da cemento e sabbia ? Prendete lo scaltro Angiolone (un po’ di voti in più li prenderà dopo l’attacco alla grillina “A Pietra Vaccarezza non è nessuno, è un supponente e tracontante, capace solo di dividere’, ad opera di tale Canciani); va in giro a dare ‘lezioni di turismo ed ospitalità‘. La famiglia  Vaccarezza aveva un albergo sul mare a Loano, l’hanno venduto ad un impresario edile che l’ha trasformato in alloggi, pare che lui (Angelo) ne abbia uno, moltiplicato per quattro. Avevano uno stabilimento balneare, venduto, con sopraelevazione della passeggiata. Lo zio ha sfrattato l’albergatrice del Savoia, sul mare  (si è trasferita a Finale) ed ha realizzato una quarantina di alloggi-spettacolo. Questa si chiama coerenza.

Pietra Ligure, con Finale Ligure, è sicuramente tra i bocconi più promettenti. C’è il Santa Corona, la destinazione delle aree, il nuovo Puc e abbasso chi si permetterà di contrastare i fautori di ‘c’è ancora tanto verde e tanto spazio da sfruttare, anzi da recuperare, a cominciare dai metri cubi del vecchio ospedale’. Pane per i miei denti che sono lunghi ed affilati.

FINALE LIGURE–  A Finale Ligure pensavo che Giovannino Ferrari, avvocato civilista, vice sindaco, si fosse guadagnato il pane da meritare una candidatura bipartisan alla pietrese. E’ vero, non è mai andato a braccetto con palazzinari, i  ‘fratelli affaristi‘ l’avevano messo all’indice. Finale, unico comune dove in tanti anni non si sono viste ‘ville agricole’, concessioni edilizie scampate ai controlli, dove si è tenuto duro, con la schiena dritta del sindaco Richeri – più fatti che passerelle -, alla voraci e potentissime mandibole dei ‘San Piaggio’ immobiliare e dintorni. Per anni la giunta di Finale, nel mirino de Il Secolo XIX, con l’avvento dell’ex capo redazione Caviglia tornato a Genova capocronista. Dalle buche sulle strade alla pulizia, dalla fognatura alle piazze, ai marciapiedi, alle rotture dell’impianto idrico comunale, all’illuminazione, ai vu’ cumprà; mancherebbe altro non dare le notizie, se si rispettasse per tutti lo stesso criterio, i giornali locali venderebbero molto di più in edicola, crisi permettendo.

Fatto fuori Ferrari, pare non ci sia grande entusiasmo e feeling  neppure con ‘patron Vaccarezza . Tenuto a riposo, con i 24 milioni di debiti lasciati durante la sua lunga gestione di sindaco, l’ottimo giornalista scrittore Pier Paolo Cervone, moderato duplex già pidiessino. Di conseguenza pare più che spendibile l’avvocato Ugo Frascherelli, figlio di Vittorio uno dei più valenti magistrati della storia giudiziaria di Savona,  con fine carriera a Genova. Gli rimproverano di essere già stato due volte candidato nella lista del Pd; volevano che si candidasse con i Radicali ? Non credo proprio abbia scheletri negli armadi, sia ricattabile o manovrabile.  Per Finale mi riprometto di tornare e passare in rassegna tutti i candidati, a tutti chiederò di esibire la denuncia dei redditi e chi rifiuta lo porterò con me ALL’INFERNO.

NOLI – Da ultimo il già feudo del democristiano comandante Carlo Gambetta. E’ chiaro che io tifo per il prof. Franco Rossello, persona colta, cauta, di sinistra silente, sodale degli instancabili ed antidisfattisti Repetto e quel geometra di cui mi sfugge il nome, già sinistra ultras, ben amalgamato con progetti, progettisti, garagisti, edificatori.  Rossello con la benedizione di ‘sorelle Cooperative biancorosse’. Infermiere delle ferite lasciate dal predecessore.

Avevo  letto su trucioli di quel Paggi che più Paggi non si può. Lui sindaco? Non scherziamo, è uomo di cultura, preparato in tematiche nolesi, ma se volete perdere le elezioni mettetelo in lista.  I nemici del cemento, in Riviera e non solo, perdono tutte le elezioni. Ma ecco una buona notizia, per Paggi. Nella mattinata di sabato si è diffusa la voce che il Tar ha accolto il suo ricorso per essere stato ‘cacciato’ in malo modo dalla Fondazione Sant’Antonio – ente culturale costituito nel 2004 di cui era presidente e direttore, con un modesta indennità mensile. Trucioli.it aveva dato notizia sul numero del 9 gennaio. Da lunedì mattina è disponibile il testo integrale della sentenza del 23 gennaio. (LEGGI……). Ora bisognerà attendere la conferma o meno di un eventuale ricorso del sindaco Repetto al Consiglio di Stato e dunque il possibile rinvio dell’esecutività. Chi paga? Finora spese compensate. Tuttavia bisogna ammettere e riconosce che si tratta di una concreta soddisfazione per il prof. Paggi, assistito dagli avvocati Giuliano Germano e Alessandro Causa. Il Comune al quale il Tar muove almeno un paio di censure, si è affidato a Mauro Vallerga, legale di fiducia dell’amministrazione Repetto, considerato tra i maggiori esperti liguri in tema di contenzioso e materia urbanistica. Vellerga che, in assoluto, in provincia di Savona, aveva il record di parcelle degli enti locali.

A Noli, inoltre, si sussurra che Paggi non consenta neppure alla moglie di fare il candidato sindaco in una lista civica di centro sinistra, appoggiata tra gli altri dall’ex sindaco Gambetta. Al massimo vice sindaco di quel bravo avvocato Marco Genta che sta ‘lavorando’ dietro le quinte. Ha qualche buona speranza e il vecchio comandante si metta il cuore in pace. Le mummie non sono mai passate di moda nel Bel Paese. I rinnovatori devono fare i conti con i ‘Resistenti‘ che per il bene comune continuano a sacrificarsi. Perchè la Liguria è così’ ricca di frane, di tante belle case, di tantissimi super alberghi, di un turismo sempre più qualficato, pulita, ordinata, decorosa al punto che facciamo concorrenza all’Alto Adige, terra alberghiera, dei danarosi tedeschi, dei ristoranti ed hotel stellati, della disoccupazione al 4 per cento (8 % quella ligure e va ancora bene, con 12 mila giovani a spasso)?

Forza Silvio, le donne e gli uomini di buona volontà  di questa provincia stanno con te. L’unico che non ci farai mai pagare le tasse! Tu sei già ricco e paghi per noi.

Belfagor 

 

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