Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Don Suetta vescovo, Il Secolo XIX aveva scritto (2011) : ‘Radicato nel centro destra..’.

Don Tonino Suetta è il sesto vescovo, dal ‘900 in poi, nato e cresciuto nella diocesi di Albenga-Imperia. E’ stato preceduto da Chiappe (Onzo), Allegro (Costa Bacelega), Castellano (Oneglia), Fenocchio (Molini di Prelà), Panizza (Balestrino), unico vivente.  Con Suetta, tre imperiesi e tre savonesi. L’ultima ‘promozione’ non ha colto di sorpresa gli ambienti ecclesiastici locali e un certo entourage. Ma c’è una giornalista, Antonella Granero, che dalle colonne del Secolo XIX, il 17 giugno 2011 (leggi sotto), pronosticava per Suetta ‘altre promozioni’.  Articolo da incorniciare e si fanno nomi precisi: il cardinale Tarcisio Bertone, Claudio Scajola, il potente Marco Simeon e una ‘stella splendente’ , la cooperativa Il Cammino fondata nel 1994 a Sanremo. Nel 2011  fatturava 5 milioni all’anno, con diramazioni nel savonese. Porte spalancate in tutti gli enti pubblici del ponente e gestione di spiagge. Don Tonino, conosciuto anche da papa Francesco? Non pare.

Loano, la ‘vecchia casa’, trasformata in gioiello dall’imprenditore Giacomo Ghigliazza dove è cresciuto don Suetta, neo vescovo

Ci saremmo aspettati maggiori approfondimenti alla notizia che Don Tonino Suetta, originario di Loano , era stato ‘elevato’ al seggio vescovile. La casa dove abitava la famiglia fu acquistata da Giacomo Ghigliazza, big dell’imprenditoria edile e di appalti stradali della Riviera, trasformata in un mirabile gioiello architettonico all’ingresso di levante, tra l’Aurelia e la Ferrovia.

I mass media, come capita con sempre più frequenza, si sono limitati a fare da ‘notai’, riscrivere il curriculum del sacerdote, le tappe di vita e la carriera.

Lontani anni luce dall’esempio di professionalità e giornalismo che scava, di cui fa testimonianza l’articolo scritto da Antonella Granero, figlia del procuratore della Repubblica di Savona, prima in servizio al ministero di Grazia e Giustizia, poi a Trento e ritorno a Palazzo di giustizia nella Città della Torretta dove aveva lavorato nella vecchia pretura e nel palazzo Santa Chiara.  La figlia, giornalista, vice capo servizio, ha lasciato la redazione per entrare nello staff dell’Ente Porto.

Il titolo del pezzo era eloquente: “L’irresistibile ascesa di don Suetta“. Occhiello: “E’ stato il fondatore della coop Il Cammino, con solide entrature in Vaticano e nella politica“. Catenaccio: “Il Sacerdote, economo della diocesi, diventa anche rettore del Seminario”.

Nel dicembre 2009, ancora un titolo del Secolo XIX a firma della corrispondente Silvia Andreetto annunciava: ” Borgio addio, don Suetta economo della diocesi a tempo pieno”.

Torniamo a passi salienti del servizio della collega Granero: “… Non conosce inciampi la scalata del sacerdote…: è il braccio destro e operativo del vescovo Mario Oliveri e l’autotentico ‘uomo forte’ della diocesi. E’ lui uno dei sicuri astri nascenti della Chiesa Ligure. Carisma pastorale, molto amato dai suoi ragazzi, l’identikit  del sacerdote è completo da sicure capacità imprenditoriali….da solide entrature in Vaticano….solido radicamento nell’area politica del centro destra. Difficile  non pronosticare per lui altre promozioni”.

E più avanti altre notizie : “Non è un caso se, nemmeno due mesi fa, i 17 anni della cooperativa sociale Il Cammino di Sanremo – un’autentica potenza nel settore pulizia, raccolta rifiuti e verde di cui  Suetta è stato fondatore e sino a non molto tempo fa presidente – sono stati festeggiati con la partecipazione del Segretario di Stato Tarcisio Bertone (ora ex ndr), dell’ex ministro Claudio Scajola, patron politico del ponente ligure e nume tutelare della cooperativa  sin dalle sue origini.”. A seguire una superpotenza, citata pure in editoriali di quotidiani e settimanali nazionali di grande prestigio:  “Marco Simeon, consigliere di amministrazione Rai – all’epoca ndr – , ex uomo di fiducia di Cesare Geronzi, ambasciatore del Vaticano nel mondo della politica e della finanza, vicino a Sodano, Bagnasco, Bertone…”.

Oggi, con l’arrivo e la svolta di papa Francesco,  il pupillo Simeon finito forse in disgrazia e ‘autotrasferitosi’ negli Stati Uniti. Sarebbe interessante intervistare il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, autore di un editoriale di quasi due pagine, scritto poco più di due anni or sono. Poneva alcuni interrogativi sul giovane rampante imperiese, figlio di un benzinaio e di….

Don Suetta che ci era stato raccontato (speriamo si rifacciano vivi) da due giovani di origine napoletana, suoi ‘assistiti’ negli anni di apostolato a Borgio Verezzi. Uno di loro pare viva ad Albenga, non è solo. Soprattutto per conoscere, attraverso testimonianze dirette, il don Suetta uomo e casalingo, educatore, benefattore, imprenditore.

Sfogliando l’album della rassegna stampa, purtroppo dimenticata dai nostri media provinciali, troviamo: ‘Niente cresima a chi non frequenta il catechiscmo.  Il parroco di Borgio, don Suetta, spiega perchè ha rifiutato il Sacramento a due ragazzine: Non è stata una punizione. Non è un grande sacrificio rinunciare ad un’ora di tempo libero alla settimana”. L’articolo è del 27 aprile 2000, firmato dall’allora collaboratrice Teresa Bergamasco (oggi presidente di Tecnocivis).

Tra i tanti ‘ritagli’ spicca ancora un titolo de La Stampa: “Box sotto il campo parrocchiale di Borgio. La chiesa ha venduto per 300 mila euro ai privati una parte dell’area dell’oratorio. L’iniziativa del parroco don Suetta”. Il servizio firmato da Marina Beltrame consorte dello storico corrispondente Augusto Rembado nipote prediletto del compianto don Luigi Rembado.

Nell’aprile 2009 Il Secolo XIX: “Polo scolastico di Albenga, accuse al vetriolo. Don Suetta, economo della diocesi, sulle barricate”. La firma è di Luca Rebagliati.

Infine, nel dicembre 2009, don Suetta si racconta a Silvia Andreetto: ” A Borgio sono arrivato 12 anni fa, nel 1997. prima ero stato vice parroco a Oneglia, poi a Caravonica….A Borgio abbiamo lavorato bene, con il supporto indispensabile di  don Giuseppe Puglisi…I parrocchiani sono stati molto attivi e tutti insieme  è stato possibile realizzare la casa dell’Emanuele, progetto encomiabile che da aiuto ai minorenni rimasti senza famiglia. La Parrocchia ha voluto costruire un’occasione di carità permemente affidata a volontari che si alternano nei vari servizi, in sinergia con personale qualificato ed esperto negli aspetti educativi e pedagogici”.

Don Suetta, direttore dell’ufficio amministrativo della diocesi, per decenni ‘feudo’ di monsignor Fiorenzo Gerini, imbattibile primato: da 65 anni parroco a Peagna. Don Suetta protagonista dell’accordo firmato tra l’Ordine Agostiniano per la gestione dell’ex convento  di Loano da parte della Caritas diocesana.  Con Centro di ascolto, orientamento di persone in difficoltà, distribuzione di pacchi alimentari,  animazione e formazione di volontari. Convenzione sottoscritta il 28 marzo 2008 e responsabilità amministrativa affidata a don Suetta. Tra gli aspetti ‘significativi’ la trasformazione di un impagabile orto-fruttetto-seminativo attiguo al convento, circondato da mura, in parcheggio dato in affitto. Uno stravolgimento mortificante e diseducativo, aggiungiamo noi, che caratterizza la cultura di monetizzare ogni angolo verde delle nostre città soffocate da cemento, asfalto, gas di scarico di auto e moto.

Un cattivo esempio che soprattutto i politici di centro destra, con poche eccezioni, offrono da decenni ad un elettorato assai più attento al tornaconto personale che al bene comune. La corsa al materialismo, all’arricchimento, all’edonismo come modello di vita, ad iniziare dai giovani, da molte famiglie e che una certa chiesa – calpestando il Vangelo – ha di fatto favorito, quantomeno contribuito o omesso a disincentivare. Anzi, in qualche caso offrendo il volto peggiore dell’affarismo, della connivenza, oppure voltarsi dall’altra parte.

L.C. 

L.Corrado

L.Corrado

Torna in alto