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Albenga verso le elezioni / Intervista a Gerry il ‘libraio’: ‘Dove finiscono i nostri soldi. I danni dei supermercati e banca San Paolo’

“Troppi interessi, troppi facinorosi a Palazzo, nel sottobosco, come viscidi vermi ( quanti nomi potrei scrivere qui…..!). Il futuro sindaco di Albenga deve farsi in testa una lista di priorità in tutti i campi non solo edilizia, clientelismo, fama”… Secondo puntata del viaggio di trucioli.it (blog senza scopo di lucro e di solo volontariato) dopo quella dedicata all’ex sindaco-imprenditore Maurio Zunino (leggi…) tra le personalità di Albenga in vista del prossimo rinnovo del parlamentino locale. Gerry Delfino, già presidente dei librai della Liguria, già assessore comunale, senza essere estremista appartiene a quella schiera di cittadini che ha sempre sostenuto che c’è bisogno di politica, di amministratori pubblici che decidano, trasparenti e fuori dai giochi di affari, interessi e potere per il potere personale, famigliare, di gruppo, di casta. Via da Albenga i parassiti. Ben venga un sindaco giovane con ideali sani.

Albenga, Gerry Delfino, già assessore ed ex presidente del librai della Liguria, intervistato da trucioli.it

Che tristezza leggere i giornali di questi giorni! Galli e galline impazziti, pronti alla carega, al potere, alla becera.

Albenga soffre, tanto e non ha bisogno di parole, parole, parole, ma fatti, solo esclusivamente fatti. Ha bisogno non di studi economici e convegni, ma solo di una rilettura degli ultimi decenni per capire , con buon senso e saggezza, cosa serve realmente e di cosa se ne può fare a meno.

Serve capire che la realtà è quella che è , non quella patinata delle riviste e della tv.

Non servono illusioni, sogni, ma dura, seria, precisa, testarda realtà. Sia per le fasce deboli sia per l’economia locale.

L’errore stratosferico è stato quello (sia di sinistra come di destra o di centro) ed è quello di illudere la gente che Albenga è una grande città, che merita non un discount, ma tanti discount, tanti grandi magazzini, grandi marche, grandi firme, tanti luccichii di supermercati. Ma nessuno ha mai pensato che tutti i soldi portati in questi paradisi della spesa, appartenenti a gruppi lontani, addirittura stanieri (a parte il poco reddito dato al personale, quasi sempre sottopagato, sfruttato e quasi quasi neanche locale)tutto , tutto il malloppo non rimane in città, ma vola via verso altri lidi, dove sarà investito alle spalle dei poveri ingauni, che non avranno nessuno, dico nessuno, vantaggio, per non parlare delle decine e decine di banche che succhiano soldi, senza mai investire in città ( un esempio per tutti una delle banche più radicate da moltissimo tempo ad Albenga: ovvero l’Istituto San Paolo quanto ha fatto per il territorio, cosa ha realizzato per gli ingauni, la sua fondazione emanatrice di cultura non poteva e non potrebbe finanziare il nuovo Museo???????

Un tempo il commercio era in mano a famiglie locali, che rinvestivano i guadagni in zona, portando crescita di benessere, posti di lavoro, specie artigiano.

 2) Quali sono le tre priorità di Albenga ? Ad iniziare dal rinnovo della classe politica, passo indietro di personaggi ormai ‘veterani’ di palazzo civico.

Le priorità di Albenga sono la saggezza, il buon senso e l’onestà. Quando un uomo o una donna , umilmente, avrà appreso il buon uso di queste tre cose , sarà pronto/a a governare la città e non solo.

Via i parolai, gli scaldapoltrone, i presuntuosi, i presenzialisti, i visi noti, le vecchie volpi, che poi volpi non sono, ma solo bestie becere, che hanno dimostrato la nullità dei loro intenti, se non il solo interesse personale. Posti, mariti, mogli, parenti, amanti, soldi, solo avidità di soldi, il credersi di essere furbi e ridere degli altri, delle disgrazie altrui. Volti nuovi, con tanta speranza nei giovani lavoratori, pieni di entusiasmo e di voglia di essere veri albenganesi. Non mi vengano a dire i nostri scimmiottatori di politica locale che serve molta esperienza, che serve sapere i meccanismi del potere. Non è vero e lo dimostrano loro stessi col loro agire e i cosiddetti politici con molti anni sulle spalle che figuracce hanno fatto e continueranno a fare di fronte agli italiani e al mondo intero, molte volte senza neanche rendersene conto, persi nella loro onnipotenza

 3) L’esperienza di assessore, cosa ti ha insegnato? Quale consiglio si può dare a chi sarà chiamato al ruolo di primo cittadino ?Dovrebbe essere al di sopra delle parti, il sindaco di tutti o quasi. Nella pratica realtà questo non avviene mai perchè?

La mia esperienza non è stata entusiasmante perché ho dovuto confrontarmi troppo spesso con la mancanza di cultura, in tutti i campi, purtroppo. Prima venivano tutte le altre cose, tutto aveva una precedenza, dal cambio delle lampadine in città ai fuochi d’artificio. Ripeto il primo cittadino, oltre l’umiltà, deve essere saggio, aver buon senso ed onesto. Non solo il Sindaco, ma tutta la giunta e i consiglieri, far in modo che funzioni onestamente tutto l’apparato comunale. Il Sindaco, deve ben governare Albenga , ma per ben governare deve far in modo che , prima di tutto, il suo personale , nella sua interezza, sia all’altezza del lavoro che deve svolgere, cosa che ora non è. Deve farsi in testa una lista di priorità in tutti i campi non solo edilizia, clientelismo, fama. Troppi interessi, troppi facinorosi a Palazzo, nel sottobosco, come viscidi vermi ( quanti nomi potrei scrivere qui…..!)

 4)  Il futuro sindaco di Albenga dovrebbe essere scelto nell’ambito dei partiti tradizionali o tra la società civile, sganciato dalle logiche del partitismo. Meglio se rappresenta un trait-union tra le due entità? 

Non serve per una piccola realtà come è la nostra Albenga voler strafare e copiare grandi apparati. Ripeto un buon gruppo affiatato, fuori dalle beghe di partito, fuori dai falsi poteri, dagli appetiti economici, un gruppo che veramente ami Albenga, può fare meraviglie e le persone ci sono. Basta buttare nei bidoni della spazzatura gli intrallazzatori, le cricche sia laiche che affiancate alle religioni.  Non servono i  partiti per la città, serve l’amore per essa e il benessere di tutti i suoi abitanti, eliminando i parassiti e gli assistenzialismi sfitici.

  5) E’ più saggio e foriero di concretezza scegliere nel mondo dei giovani, oppure è una garanzia privilegiare l’esperienza di chi ha alle spalle anni di consiglio comunale, di giunta o persino di sindaco ?

Ho già risposto a questa domanda, ma aggiungo  che l’esperienza in questo campo non serve dati i risultati che abbiamo davanti agli occhi. Ben venga un giovane , che abbia degli ideali sani e condivisi da tutti

 6) L’elettorato albenganese è composto per il 3 per cento da indigeni, l’87 per cento da nuclei meridionali. Il mondo agricolo nel Dopoguerra votava Dc, ma anche esponenti del Pci come Emidio e Angelo Viveri. Nel 2010 è stata la volta di un sindaco leghista e del centro destra. Albenga è una città fondamentalmente di destra, come altre cittadine del ponente ligure, raccaforte di conservatori e moderati, clericali, dove tuttavia vinse il sì per aborto e divorzio. C’è spazio per i partiti ‘cespuglio’. I Movimento a 5 Stelle era stato il primo partito alle ultime politiche. Resisterà?

L’elettorato albenganese è molto variegato, molto incerto, a volte lo vedo spaesato. Penso che giudicano la persona, vanno dietro a qualcuno. Destra o sinistra a me non interessa , non ho mai avuto tessere in tasca, quello che mi fanno rabbia sono le forze occulte di qualsiasi parte esse siano.   L’ESSERE VIGLIACCHI NON E’ DELL’UOMO GIUSTO . FIN DA QUANDO HO VOTATO LA PRIMA VOLTA, NON MI SONO LASCIATO INFLUENZARE DAI PARTITI, MA HO VOTATO VOLUTAMENTE LA PERSONA CHE IN QUEL MOMENTO PENSAVO PIU’ RETTA

 7) Albenga detiene un zoccolo duro di politici affaristi il cui obiettivo è soprattutto il potere ed il tornaconto personale ? Cosa pensi dei voltagabbana che tradiscono il gruppo o la maggioranza in cui sono stati eletti, anziché rassegnare le dimissioni e rimettersi in gioco attraverso libere elezioni? 

 Son questi uomini veri o burattini che si vendono per un piatto di lenticchie? Che lungo elenco, non mi ci far pensare…

8) E’ una città matura per una svolta  ed il rinnovamento o rivedremo, anche per colpa degli elettori, le solite facce e attori ? Le solite danze?

Spero, spero ardentemente che qualcosa si smuova, ma leggendo i giornali locali, mi sembra la solita brodaglia, per ora.

 

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