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Mendatica: chi ha rubato la paura ?

Per ben quindici giorni non sono potuto andare a visitare la casa di mia figlia, a Mendatica, casa compresa nella ormai ben nota zona franosa che interessa quasi l’intero paese ed il fatto mi ha causato notevole apprensione. Infatti in questo periodo , ha cominciato a piovere con insistenza  ininterrottamente,  per giorni, rovesciando  una enorme quantità di acqua, sul terreno  già paurosamente compromesso nel mese di aprile, quando sono stati provocati danni che, di solito, sono causati solo  da scosse di terremoto di notevole  entità.

Cessata la pioggia, accompagnato da mia moglie,mi sono precipitato  col cuore in gola per verificare la situazione. Sulla piazzetta  un anziano abitante del posto ci viene incontro. –“Qui  tutto si muove verso valle ,  ora più sensibilmente. Potrebbe non reggere ad altra acqua.“-“Ma i lavori  di sistemazione del Riazzo a che punto sono?”-chiedo-” Sono sospesi. Pare che siano finiti i soldi”.

Saliamo con passo veloce verso la casa e verifichiamo le spie di movimento. Sono peggiorate anche se di poco. Il Riazzo  , con i lavori già effettuati che sembrano il trucco vistoso sulla faccia  di una vecchia di novant’anni, è deserto . Dietro la casa ,sulla stradicciola comunale, un laghetto denuncia la ripresa di attività  di una preesistente sorgente. All’inizio della stradicciola la ferita del parcheggio soprastante distrutto è parzialmente medicata con una sconsolante scarpata. Ritorniamo dalla casa :  i muri in corrispondenza della sorgente sul retro mostrano l’assorbimento dell’acqua con un sinistro colore più scuro. All’interno il fenomeno è ancora più visibile sull’intonaco che comincia a sfaldarsi. Sono desolato. Ci avviamo verso la macchina. L’anziano non c’è più. “L’ingegnere aveva detto  che questi  lavori si sarebbero realizzati in breve tempo in attesa di mettere mano a quelli  più imponenti dei cosi detti  DRENI“- “Lascia perdere . Qui fanno solo parole “dice mia moglie” sembra che ci prendano per il culo!“- “Hai ragione. I giornali ormai non ne parlano più. La notizia è fredda,come si dice. Fanno servizi su convegni, presentazione di libri, resoconti di simpatiche giornate di relax con gli animali,ma della frana niente.”

L’importante  è che il Comune abbia inviato la raccomandata in cui annuncia la proroga a tempo indeterminato dell’inagibilità delle case del rione.” –“Già. Ma la gente tace e continua ad abitarle queste case! Chi avrà rubato la paura a questa gente? E come? “– Partiamo . Giunti sulla strada davanti al Comune scorgiamo il geologo. Ci riconosce. Esprimiamo a lui la nostra rabbia. Lui dice che gli dispiace, ma che il suo compito è quello del geologo. Io dico: ” Ha visto? Laggiù è avvenuta una piccola frana . Per ora poca terra, ma poi? Avrei voluto farlo quel pezzo di muro !”-“ No, no, non faccia  niente sarebbero soldi buttati via. Questa pioggia non ci voleva proprio. La falda è risalita a tre metri dalla superficie. Speriamo almeno nella tregua del tempo. Dica al suo ingegnere che sono sempre a disposizione per fornire quanto gli potrebbe servire”

Ringraziamo e salutiamo . Nel ritorno ,mia moglie improvvisamente dice:-“ Mi sono dimenticata di dirti che la vicina ha visto alla TV locale un servizio su Mendatica, che minimizza la situazione. Il Sindaco assicura che i soldi ci sono  e i lavori si faranno come previsto.“-“Un servizio recente o una ripetizione di uno  vecchio?“-“Questo non lo so.”- “ E io non te l’ho detto , per non farti arrabbiare ,ma sono stato invitato a scrivere della frana di Monesi!”  “E io mi arrabbio adesso! Sei sempre il solito ingenuo.Te l’avevo detto di non fidarti! Chi ti gratifica   è  quasi sicuro che poi passa a riscuotere“. Adesso mentre  scrivo piove nuovamente a dirotto. Guardo la strada che sembra un torrente. Sull’acqua scivolano come barchette di carta i miei sogni e le mie speranze. Rimarrà quella casa, ancora per anni, soltanto un mutuo da pagare? Una barchetta non si è ancora  disfatta: io la speranza non voglio ancora lasciarla morire !

Quasi la speranza avesse sentito la mia determinazione ,in questi giorni ho saputo per caso (sic) che il Comune di Mendatica ha messo nelle bacheche un avviso alla popolazione che sono a disposizione per gli interessati  modelli forniti dalla Regione finalizzati a  formulare richiesta di indennizzo per danni a beni mobili ed immobili causati dalle recenti piogge. La scadenza di presentazione è fissata per il giorno 25 del corrente mese. In lotta col tempo ,ho ritirato i modelli in questione e li ho portati al mio ingegnere per aggiornarli con preliminari dettagli tecnici. A questo punto spero che gli abitanti interessati di Mendatica tutti,dico tutti, inviino le richieste alla Regione perché solo con l’unione si potrà dare il giusto risalto al disastroso evento che ci ha colpito,e così troppo spesso minimizzato, ed indurre così chi di dovere ad accelerare gli interventi promessi. Purtroppo sta ancora piovendo a dirotto da qualche giorno e la mia speranza rivitalizzata ora lotta ancora con il tempo.Non sarà già troppo tardi?

Nello Scarato

 DICHIARAZIONE DEL SINDACO PIERO PELASSA AL SECOLO XIX DI IMPERIA IL 16 GENNAIO 2014

Preoccupazione anche a Mendatica dove la paleofrana continua a rappresentare una emergenza irrisolta.
«Non possiamo che aspettare gli eventi, sperando che la quantitàd’acqua sia la minore possibile – ammette il sindaco Piero Pelassa –. Le scuole sono chiuse mentre la procedura perla messa in sicurezza del paese segue il suo iter burocratico:a fine mese si dovrebbe aprire la conferenza dei servizi».

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