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Pornassio personaggi della notte di Natale

Natale a Pornassio. Come ogni anno si ripete, nella notte di Natale, il rito dell’adorazione dei pastori al Bambin Gesù. A mezzanotte circa, dopo il canto del Gloria in Excelsit , nella silenziosa attesa dei fedeli, si aprono le porte principali della Chiesa ed entrano con passo lentissimo i figuranti.

Pornassio la tradizione della notte di Natale, l’offerta dell’agnello del pastore

Pornassio, oltre al fatto che questa rappresentazione si perde nella notte dei tempi, ha la caratteristica di essere rimasta immutata, con particolari  importanti tramandati da generazione in generazione. Pornassio, come è noto, è composto da cinque frazioni, quindi ogni anno secondo un ordine preciso e mai variato, le frazioni si alternano nel rito.

Nella notte di Natale la S. Messa con la tradizione dei doni tra cui un gallo

In prima fila, ad un passo avanti agli altri, c’ è il pastore che porta in braccio un agnello. La bestiola che un pastore locale alleva proprio per tale scopo verrà poi cresciuta per diventare pecora da latte. Al seguito avanzano due figuranti. Uno porta sulle spalle appeso al bastone un gallo grosso e variopinto, l’altra un cestino adornato di merletti con uova. Seguono, a coppie, i portatori di pane e di fasce per neonati, di legna in fascina, di  sacchi particolari sulle spalle che si immagina pieni di copertine e quant’altro. I pastori hanno tutti il bastone, le mantelle grigio scuro e il cappello calcato sulla fronte. Le pastorelle indossano abiti sgargianti, sono anziane e giovanissime, tutte con veli preziosamente ricamati sul capo chino in adorazione.
Entrano, fanno pochi metri e all’unisono si inginocchiano restando qualche secondo in quella posizione e riprendono lentamente il cammino. In mano ad un pastore una lanterna accesa dondola. L’agnello bela e tra i fedeli serpeggia un mormorio. Scattano a ripetizione i lampi delle macchine fotografiche. I figuranti ripetono per tre volte l’adorazione in ginocchio mentre il sacerdote attende paziente, col cestello dove, con un po’ di immaginazione, si vede sgambettare il Bambinello.

I pastori sfilano e baciano   il ginocchio  del Bimbo, si dispongono sul lato destro dell’altare. Poi tocca ai fedeli. L’organo intona “Tu scendi dalle stelle” e la storica cantoria la esegue magistralmente. E’ un momento di commovente partecipazione. La Messa  continua nella liturgia natalizia fino al termine. La gente si scambia gli auguri, poi una buona parte, giovani in maggioranza, si intrattengono nei locali parrocchiali a gustare cioccolata calda e pasticcini.

Quest’anno il tempo inclemente non ha consentito che la degustazione avvenisse sul sagrato della chiesa. Precisazione. Nel 2013 alcune piccole variazioni ci sono state. L’agnello non ha belato, la lanterna era spenta e il gallo non era variopinto. Il resto secondo copione.
I paesi dell’entro terra sono sempre più spopolati. Nei miei ricordi di bambino la chiesa era gremita al limite della sua capienza. Persino le volte che io stesso sono stato figurante ricordo una chiesa con molta più gente. Peccato. Comunque fin che ci saranno queste funzioni resisterà viva  l’identità di queste comunità che difendono tra mille difficoltà il loro diritto ad esistere.

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