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Vado Ligure, Tirreno Power grandi manovre dei proprietari

I cittadini di Vado Ligure, Quiliano, Savona dopo centinaia di articoli che nel corso degli anni hanno descritto, in tutte le salse, la storia della ‘Centrale Enel’ , sono finalmente informati dei pericoli che hanno vissuto e ‘sopportano’, ma è probabile non abbiano avuto dettagliate informazioni sulla  proprietà e chi c’è dietro. Anzi, per motivi poco nobili e politici, alla fine dei conti si è spesso ‘sparato’ addosso all’industriale-finanziere-editore Carlo De Benedetti, tessera nume 1  Pd. E’ davvero il proprietario? O  azionista di minoranza importante? Ecco cosa ha pubblicato di recente Il Sole 24 Ore, il prestigioso quotidiano della Confindustria.

La società Tirreno Power, proprietaria anche della Centrale di Vado Ligure, sta negoziando la ristrutturazione del debito da 750 milioni. Da chi è controllata ? La ex genco è detenuta al 50 % da GDF-Suez  (Francia) e partecipata al 39 % da Sorgenia dove con un 5% a testa figurano  Heren e Iren, a capitale pubblico e privato.  La GDF-Suez e Sorgenia pare abbiano rinunciato ad alcuni crediti legati  alla fornitura di materie prime nei confronti dell’ex genco Enel per un importo di poco inferiore a 50 milioni.

Tirreno Power, riporta il quotidiano degli industriali,  paga il drastico calo delle rettiditivvità degli impianti  termoelettrici (in portafoglio ne ha oltre 3 GW).  A luglio ha approvato  un bilancio 2012 in rosso per 159 milioni a causa di rettifiche sugli avviamenti pari a 240 milioni.

L’arrivo di Andrea Mangoni al vertice di Sorgenia al posto di Massimo Orlandi ha contribuito ad un’ulteriore rettifica del valore di bilancio della controllata Cir (De Benedetti e soci) , dove è stato praticamente portato a zero.

La ex genco è una società che ha prodotto utili fino al 2011 (quando erano arrivati a 42 milioni), ma ora servono ristrutturazioni ed investimenti.  Per il sito a carbone di Vado Ligure, con la realizzazione di una nuova unità da 460 MW, il bilancio 2012 parlava di 580 milioni.

Sorgenia è controllata  al 53% dala holding della famiglia De Benedetti (padre e tre figli). E al tempo stesso, seppure azionista di minoranza, la Sorgenia è impegnata nelle trattative per il  rifinanziamento  delle passività di Tirreno Power (750 milioni).

Carlo De Benedetti è un imprenditore ed editore italiano naturalizzato svizzero. Nominato Cavaliere del Lavoro e Ufficiale della Légion d’Honneur, ha ricevuto la laurea honoris causa in Legge della Wesleyan University, Middletown, Connecticut.

Insomma a Vado  Ligure non è il ‘padrone’ come a la Repubblica e L’Espresso, corazzate del giornalismo italiano, ha un ruolo secondario rispetto ai soci francesi, assai più potenti ed influenti, tra i maggiori fornitori di elettricità all’Italia. Un’azienda quella francese, tutto sommato con caratteristiche ‘progressiste’, ma dove la tentazione dei buoni affari è di casa. Non molti anni fa, senza andare lontani, nella ‘capitale’ della Valle d’Arroscia, Pieve di Teco, erano riusciti a farsi approvare dal Comune, dalla Provincia di Imperia ed in parte dalla Regione Liguria, un impianto a Biomasse. Solo l’intervento della magistratura di Imperia (Filippo Maffeo, poi figurerà tra i nomi di candidato a sindaco di Loano, subito silurato dall’attuale capogruppo Pd in Regione, Nino Miceli in ottimi rapporti con il precedente vertice del Secolo XIX a Savona, ex numero uno della Cgil, il più votato nelle consultazioni regionali del primo governo Burlando).

Il sindaco di Pieve  di Teco di centro sinistra (Renzo Brunengo) che avallò il progetto – coinvolgeva di fatto l’intera vallata – subì una disfatta alle elezioni, nonostante il suo prestigio ed attivismo amministrativo. Vinse il candidato del Pdl,  geometra Alessandro Alessandri, cugino per via della moglie dell’allora ministro Claudio Scajola.

A Vado Ligure la storia della centrale è stata assai più articolata e lunga, con interessi ben maggiori, soprattutto sul fronte occupazionale diretto ed indiretto, sul ruolo della triplice sindacale, della locale Confindustria (molto attivo l’infaticabile mediatore Luciano Pasquale).

Forse sarebbe interessante fare una mostra-specchio degli articoli e prese di posizione, comunicati, delibere consiliari e provinciali, atti amministrativi in Liguria e a Roma, per farsi un’idea reale del ‘quadro’ complessivo che per anni ha suppprtato la Centrale, copia perfetta del ‘quadro Italia’. La deriva dell’etica, della disinformazione oggi reclamata a gran voce dal signor Beppe Grillo. Peccato non avesse nulla da dire (e far ridere) quanto frequentava la Riviera by night ed a migliaia accorrevano ad scoltare anche i suoi strali; era il comico più gettonato ed irriverente verso i nostri politici ed amministratori locali. Vado Ligure, allora, probabilmente inquinava e ci si ammalava, ma il ‘tema’ non faceva presa agli spettacoli del bravo comico. Magari il genovese Grillo potrebbe fare un piccola riflessione. E’ sempre utile nella vita. Che ne dite?

 

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