Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Caffeina per restare svegli / L’intervista: Savona, the socialist 2

La seconda intervista virtuale ed irrompente nel travagliatissimo mondo socialista di Savona e dintorni

L’intervista
SAVONA, THE SOCIALIST  2 D  –  Dopo circa vent’anni finalmente possiamo concretizzare questa intervista.        Questa ritrosia amletica è curiosa, come lo sgusciare tra una parola e l’altra dei suoi articoli, lasciando il lettore        perennemente in bilico tra la notizia compiuta e il pensiero filosofico. R  –  L’intervista, come la definisce lei (una brutta parola, meglio una semplice ‘chiacchierata’), così come appena iniziata può interrompersi, con un arrivederci ai prossimi vent’anni: non per ritrosia e tanto meno per nascondere qualcosa, fatti e misfatti, ma perchè l’età e il buon senso recuperato mi consigliano di essere cauto, sà, il mondo oggi è zeppo di pellegrini e di briganti. –  Ma come, proprio lei che con l’ironia ha fatto più stragi di Erode, ora fa il chierichetto?.  Caro amico, anche lei con il tempo sarà costretto ad essere più malleabile, una medusa per intenderci, è una condizione alla quale non si può sfuggire, un compromesso con se stesso e con la vita.. L’ironia (sempre leggera, mai canagliesca) è stata la mia coperta, a volte lunga a volte corta, l’importante è avere i piedi puliti. D  –  Subito una domanda cattiva, ‘cosa significa essere socialisti a Savona?’. R  –  Ho compreso al volo il senso furbesco della sua domanda, lei spera che io scoperchi la lapide che pesa sul PSI della nostra città, ma oggi non è la commemorazione dei Defunti; comunque, per non abbacchiare oltre il suo lavoro di
       cronista, le confido un piccolo segreto, ho già predisposto il manifesto per annunciare al mondo il mio trasloco in Paradiso (all’Inferno i posti sono esauriti e il Purgatorio è stato abolito), ovviamente a forma di francobollo date le mie attitudini, con le seguenti frasi ‘non ricevo più posta’ e ‘agli amici carissimi compagni socialisti, ci vediamo più tardi’. D  –  ‘Tocco ferro’, ma non ha ancora risposto alla mia domanda. R  –  Va beh! due parole, tanto per spiegare: i socialisti savonesi, attualmente, sono come gli struzzi, lei li conosce gli struzzi vero? sono quegli uccellacci che pensano di risolvere ogni cosa nascondendo la testa sotto la sabbia. D  –  E nel passato? da cronista di non primo pelo, ho ricordi brucianti del PSI savonese e dei suoi uomini di allora, amministratori        e corsari, anticipatori di Tangentopoli. R  –  Uomini concreti, magari un po’ panciuti ma operosi e intelligenti, infatti non è da tutti sapere anticipare il futuro così come poi si è
       drammaticamente palesato in Italia, di ciò diamone merito, questi tesorieri odierni di partito al confronto sono delle nullità.
D  –  La sua è una analisi un po’ barbina anche se in effetti bisogna riconoscere che i fatti andarono in quel verso.
       Ma oggi, cosa ne pensa, riuscirà questo partito socialista savonese, fantasmino, ingarbugliato e depresso, a 
       risvegliare una nuova primavera, a ritrovare il coraggio e l’orgoglio, oltre la capacità, di riposizionarsi dove la storia
       l’ha collocato?.
R  –  Si rivolga al mago Otelma, il mio giudizio è condizionato dalla passionaccia, o malattia che sia,
       di essere sempre stato un socialista, gli amici a proposito mi appellano come ‘Alice nel paese delle
       meraviglie’, i compagni  come un ‘babbeo’ (cioè: socialista ‘senza portafoglio’), molti altri come un E.T.
       Comunque, continuerò a perseverare, (nell’errore?) di cercare di svecchiare questo nostro partito, del resto, se non lo faccio io,
       73 anni, di altri giovani motivati ne vedo pochini in giro; e poi la gente mi vuole bene, io voglio bene alla gente e non dimentico.
D –   Quindi?.
R  –  Necessita decidere cosa fare da grandi, andare a Lourdes a questo punto non serve più.
       Tutto dipende da un ricambio generazionale, i cosidetti padri nobili debbono essere consapevoli che i tempi sono
       cambiati, bisogna ricreare un clima diverso di partecipazione, vedere oltre il prorpio naso o l’orizzonte circoscritto
       dal perimetro delle comode scrivanie, smantellare l’assioma tra politica, potere e quattrini.
D  –  Mi risulta che lei, particolarmente in questi ultimi anni, sia stato molto attivo nel dare memoria e visibilità al PSI savonese, alcuni
       suoi articoli hanno lasciato il segno come il recente ‘The Socialist 1’. 
R  –  Ci provo anche se spesso vengo poi strumentalizzato, quasi fossi ‘un uomo per tutte le stagioni’ come dice il mio amico Aldo Busi.
        La cultura ha ancora un significato, dove non c’è cultura non c’è informazione e la casta ne approfitta.
D  –  Posso chiederle quanto anni ha?.
R  –  Una giornalista sua collega, mi ossessionava con il dirmi ‘che l’età è una data spesso sbagliata’, sempre ad incitarmi a correre, correre, è così
       che ho vuto il primo infarto, comunque oggi, e chi mi conosce può confermarlo, sono molto più giovane di tanti giovani vecchi.
D  –  Ancora a tergiversare, lei annacqua sempre i toni e svia le risposte, mi dica ancora di questi compagni socialisti savonesi 
R  –  Non bisogna confondere, compagni socialisti e amici veri occasionalmente anche socialisti, alcuni, quelli non veri, cercano di camuffarsi
       per poi colpire a tradimento, è eloquente come esempio il comportamento di Alfano, Cicchitto, Formigoni e altri, ‘culo e camicia’
       con Berlusconi finchè era funzionale al loro potere.
D  –  Mi sembra che anche a Savona le cose non vadano diversamente, il segretario del PSI in pochi giorni si è traferito armi e bagali nel PD
       ricevendone come contropartita, in un baleno, un posto di potere.
R  –  ‘Soldi e coscienza ognuno fa per se’, c’è libertà di azione, nel lecito ovvio, resta comunque l’amaro in bocca per il fatto in se
       stesso.
D  –  Ma allora non c’è speranza, con simili compagni di ventura sarà  difficile per il PSI rialzare la testa.
R  –  Basterebbe un uomo, o una donna, disposti per proprio carattere a perdere tutto pur di essere coerenti: con loro stessi e con l’idea
       socialista.
D  –  La sua è una risposta metaforica e al limite della claustrofobia.
R  –  E perchè mai? Oggi la politica è ‘un vuoto a perdere’, cioè un secchio bucato, oltretutto condizionata dal riflesso di una società
       sedotta dall’apparire.
D  –  Qualche suo avversariio l’accusa di essere troppo polemico, a volte fantasioso.
R  –  A questi signori (signori, vero?) rispondo con quanto scrisse Mikhil Bakumin oltre un secolo e mezzo fa: ‘è importante portare la fantasia
       nell’agone politico, tanto alla fine sarà sempre una risata a seppelirci’.
D  –  Quindi le critiche non le danno fastidio?.
R  –  Non mi indispettiscono per nulla, fanno parte del gioco, mi rallegro ogni qual volta vedo così tanta attenzione ai miei scritti, nel bene e nel
       male.
D  –  Cambiamo argomento, lei sarebbe disposto a tirarsi su le maniche e mobilitare questo PSI savonese?. 
R  –  La mia storia è nota, è semplice, non covo ambiguità sotto la cenere: a tutt’oggi, in tal senso, non sono mai stato interpellato, evidentemente
       considerato non all’altezza, incapace quindi, oppure la mia presenza potrebbe rivelarsi scomoda per alcuni ‘mariuoli.’
       Timori per altro del tutto infondati, mi viene in mente di quando cadde il muro di Berlino, a preoccuparsi per le migliaia di persone che
       avrebebro dovuto intasare le piazze, invece tutti si recarono al Sexy Shop.
–  Ultima domanda, mi dia una risposta concisa, ‘che ne pensa di Papa Francesco e di Matteo Renzi?.
R  –  Papa Francesco, un socialista vero, ogni Suo gesto è coinvolgente, ogni Sua parola è in sintonia con l’uomo come essere dignitoso e al
       quale è dovuto sempre e comunque rispetto, tesseriamolo subito nel PSI.
       A Matteo Renzi consiglio ogni tanto di riascoltarsi, fare memoria di quanto promesso nel suo programma: se sarà costruttore concreto e non solo rottamatore, sarà fatto ‘Santo subito’, in tal senso batterà Papa Francesco.
Il miracolo di Matteo Renzi
La coerenza non è più un valore
Va riconosciuta la vittoria di Matteo Renzi, che è riuscito ad intercettare milioni di voti a dispetto delle cassandre, ma anche di una parte dell’apparato PD che gli ha remato contro affinchè nulla cambiasse.
Preso atto del “miracolo” e sentito bene il profumo di vittoria, agli artefici del successo, si sono aggregati altri fans con la speranza di beneficiarne politicamente.
Ci piace ricordare fra questi due grandi uomini savonesi, che grazie, appunto, al ”miracolo” di Matteo, sono rimasti folgorati sulla via…nonostante essere stati fino a poco tempo fa strenui difensori dei loro partiti; i due hanno deciso di saltare sul carro del vincitore in tempi “sospetti”; infatti hanno lasciato che si svolgessero tutti i riti politici necessari per poi aderire, questo sì all’ultima ora, quando tutti (media, sondaggi etc…), ormai davano per certo l’esito, contribuendo, così, all’ulteriore sdoganamento della coerenza politica che ormai non sembra più un valore, ma un orpello da buttare.
Gianni Gigliotti “il partigiano socialista” di cui l’ANPI dovrebbe farci conoscere l’impegno, in questi ultimi anni è transitato nel PSI (partito della sinistra), nel Nuovo PSI (partito della destra) e ora nel PD di Matteo Renzi (con tessera????).
Pietro Li Calzi ex consigliere comunale e segretario politico del PS, come se niente fosse, ha mollato il PSI e ritirato la tessera del PD ottenendo casualmente anche un posticino di sottogoverno di nomina regionale (quanti curriculum ha ricevuto l’ente?).
Detto ciò, Noi renziani da sempre, diamo il benvenuto ai due importanti personaggi con l’auspicio di vederli presto impegnati nell’agone politico viste le loro grandi capacità, ma a condizione che non parlino più di coerenza politica.
Un gruppo di cittadini renziani
Risponde Gianni Gigliotti LA COERENZA  E’  UN VALOREQuanto veleno, quanta libidine  da questo ‘gruppo di cittadini savonesi’ che non hanno neppure il coraggio di firmarsi (e che comunque ben conosco, peso, altezza, presunzione e dabenaggine). Rispondo: –  non ho mai avtuto tessera diversa da quella del PSI, la prima nel 1961 con qualche interruzione nel periodo Teardiano;
–  sono iscritto alle associazioni ‘Azione Riformista’ e ‘Socialismo è Futuro’ dell’Amico Sergio Altamura, null’altro; –  ho sostenuto Renzi perchè il Suo programma combacia con il mio pensiero, ho invitato amici e conoscenti a votarlo; –  per coerenza e disposizioni del PSI savonese, non sono comunque  andato a votare: qualcuno di questi ‘tre gatti disperati’ si prenda la briga di controllare ( e leggere il mio ‘Socialist 2 “ su altro blog) –  mai chiesto nulla alla politica, nulla mi è stato dato, quacosina ho dato: quindi nessuna intenzione di saltare ‘sul carro del vincitore’    neppure una carretta, questi ‘renzian’i in aspettativa di prebende si tranquilizzino, si facciano uno schampo; se proprio debbo essere sincero
   avrei  desiderato, a riconoscimento della mia lunga militanza e passione, una ‘giovane e bella gnocca socialista o altrimenti’  purtroppo
   non è accaduto e ora sono fuori gioco. –  Non sapevo (ne prendo atto) che per essere ‘vero partigiano’ necessita avere la tessera dell’ANPI, girando la frittata, se tutti i partigiani
   per essere riconosciuti come tali debbono obbligatoriamente essere iscritti all’ANPI (associazione della quale ho ammirazione e molti Amici)
   chissà che intasamento!. Pace e bene fratelli, state sereni, non scrivete cazzate che vi si allunga il naso come a Pinocchio,  ‘cin cin’ per un Buon 2014 .
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G.Gigliotti

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