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Ormea, la comunicazione trascurata

Ormea, secondo me, in questo momento ha soprattutto bisogno di comunicazione per attirare il turismo, possibilmente quello più ricco. E questo è ciò che Ormea sa fare peggio.

 

Ormea ha uno splendido fotografo che ne fornisce immagini splendide. Ormea ha un ufficio turistico che finalmente funziona. Ormea ha tutto ciò che serve a colpire la fantasia di chiunque. L’abbi­namento mare-monti è davvero eccezionale, la bellezza della valle, proprio nel punto in cui Ormea si trova, ha pochi rivali. Le ‘Dolomiti della Liguria’ e il Mongioie sono insuperabili. I piloni di Ormea possono essere un’attrattiva mondiale così come le trentaquattro chiese, chiesette e cappelle del territorio. In più, a un tiro di sasso, ci sono il passo delle Fascette, Carnino, Upega e il monte delle Saline. Scusate se è poco.

Ma Ormea, di tutto questo, comunica poco o nulla: intendendo, per comunicare, farsi conoscere almeno a livello nazionale ed europeo. Se non ci credete, provate a chiedere in giro che cosa sia Ormea e scoprirete che, oltre Genova, è solo un nome quasi sconosciuto.

Quindi sembra che l’interesse di Ormea sia di dimenticare i politicanti di poco buon senso e i teorici del concetto che “con la cultura e con il turismo non si mangia”. O meglio, di mandarli a casa perché con la loro ignoranza, con la loro impreparazione e con il loro negativismo non facciano altri danni.

Come qualcuno sa, io su Ormea ho scritto due libri. Il secondo, “Ormea, le Dolomiti della Liguria e le opere d’arte nei boschi” è pronto da due anni. Ha tanti scopi, culturali, informativi, turistici, difesa delle opere d’arte nei boschi. Scopi che devono essere realizzati a breve, che non possono essere posticipati fino al momento in cui ciò che si cerca di difendere sarà finito, morto, scomparso. Ma dopo due anni non si è ancora trovato un editore. Agli editori di Ormea non importa nulla ? Perché gli editori italiani sono disposti a pubblicare un libro su Ormea solo se qualcuno li paga tanto. I più a buon mercato, quelli che vendono solo nel Ponente Ligure e nella bassa provincia di Cuneo hanno chiesto cinque o seimila euro. Quelli a diffusione nazionale hanno chiesto il doppio. E io, dopo aver lavorato a mie spese per anni, non potevo e non volevo pagare per questo.

Nello scorso agosto ne ho fatto stampare qualche copia, da piazzare ad Ormea a titolo dimostrativo. L’interesse locale è stato notevole, ma subito dopo ho dovuto smettere, perché un libro del genere, per servire a qualcosa, deve essere letto almeno in Italia, non solo a Ormea. Mentre io non sono un editore. Quando ho smesso ho ricevuto rimproveri. Se qualcuno vorrà ed aiuterà a trovare un editore decente, allora si potrà fare.

Ma la futura amministrazione di Ormea dovrà capire che non basta avere in mano un prodotto buono, per fare un’adeguata comunicazione: bisogna anche saperla fare e volerla fare. Altrimenti anche i libri su Ormea possono essere inutili per la promozione. Un peccato o sbaglio? Vorrei tanto chiederlo anche a quel vip della ‘comunicazione italica’ (presenzialista nelle televisioni, sui giornali e web) che è il presidente della Camera di Commercio di Cuneo. Ma non ho il potere, né i soldi per organizzare un convegno sul tema “Ormea è orfanella?”. Chiedetelo al gentiluomo Ferruccio Dardanello. (Leggi….)

Filippo Bonfiglietti

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