Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano: mille grazie a Franco, cittadino esemplare e benemerito

Ai funerali religiosi gran folla, affetto, solidarietà, la stima sincera che Franco Calderara meritava. Lui non ha mai sgomitato per gli onori terreni, ma era un uomo che proprio per l’impegno sociale e civile (i giovani e la pallacanestro), per i meriti sul campo prima nel mondo alberghiero, poi da ristoratore, avrebbe dovuto ricevere pubblici attestati di benemerenza. Spesso accade: onorati da morti, trascurati da vivi. Una storia da cittadino esemplare ha accompagnato nella sua ultima dimora Franco, conosciuto soprattutto per l’attività nel ristorante-pizzeria Il Gambero, a fianco alla cittadella del Santa Corona di Pietra Ligure. In precedenza aveva gestito l’albergo San Giorgio, a Loano, dove è stato tra gli animatori dell’Associazione Dilettantistica Pallacanestro, nata nel luglio 1989.

 

Oltre al manifesto funebre dei famigliari, c’era infatti quello dell’A.D. Pallacanestro, a nome dei dirigenti, allenatori, atlete, in memoria del vice presidente. E’ stata una partecipazione di popolo, giovani e anziani, di ogni ceto sociale, profondamente colpiti per la perdita di un uomo buono, saggio, valoroso, infaticabile. Non è un elogio a cui siamo abituati, il commiato di maniera a chi ci lascia e abbiamo conosciuto. Tutti sapevano che  Franco Calderara, 65 anni, è stato un marito, un padre, un uomo d’affari, un animatore-dirigente sportivo non comune, straordinario. Sempre in punta di piedi. Con la garbatezza che lo distingueva.  Chi gli è stato vicino, al suo fianco, ha potuto apprezzare le doti che lo animavano, le virtù praticate nella vita quotidiana. Le capacità, l’intuito, la passione, la grande umanità, ma anche determinazione, coraggio, puntigliosità quando era necessario e saper sempre guardare avanti. Non si perdeva d’animo nei momenti difficili, nelle difficoltà della vita. Sapeva confrontarsi con i risultati; alle parole, alle chiacchiere preferiva il fare, i fatti.

Ero orgoglioso quando nel 1975 scelse di gestire, a Loano,   l’hotel San Giorgio sulla via Aurelia, in zona centrale e purtroppo a ridosso della ferrovia. Apparteneva ad una famiglia varesina nel settore alberghiero da generazioni.  Inizialmente fu tentato dall’imprenditoria edile, ma con la moglie Rosanna –  è mancata appena dopo aver lasciato la gestione dell’albergo – diede vita ad un’azienda dell’ospitalità modello. Sta di fatto che  il San Giorgio era uno dei pochi alberghi di Loano in grado di mantenere l’attività annuale e nei periodi di bassa stagione, In autunno e primavera, era facile trovare parcheggiati pullman stranieri. In inverno la classica clientela di anziani che per anni ha caratterizzato l’industria alberghiera cittadina (Loano è stata capitale del turismo invernale); in estate i clienti da spiaggia. La famiglia Calderara poteva fare utili anche pagando l’affitto, investendo nel rinnovamento necessario per la conduzione di un tre stelle. Alla fine ha prevalso, per il proprietario dei muri, un professionista di Borghetto S. Spirito, l’interesse a ristrutturare e abbracciare il mercato immobiliare. Versare la buonuscita.

Franco Calderara non era chiacchierone, semmai riflessivo, prudente. E al cronista che conosceva  solo per motivi professionali, un giorno nella sua pizzeria di Pietra Ligure fece una confidenza: “La conosco per un giornalista che dice pane al pane, forse non solo Loano è un paese dove la gente preferisce fare i fatti propri, ma quando deciderò voglio raccontarle un episodio di cui sono rimasto vittima in un….di Palazzo Doria. Ho subito…..”. Ci siamo incontrati, sempre casualmente, altre volte, c’erano altre persone. E’ probabile che il signor Franco ci abbia ripensato.  “Ho due figli… un’attività, altrimenti… Ne riparliamo….“.

Tocca ora a Roberta, a sua volta mamma e al fratello Andrea portare avanti, all’insegna del successo, della professionalità, l’ottima nomea del ristorante Il Gambero. Mantenere il timone e la rotta, l’eredità morale di un ‘padre non comune’. Hanno avuto tempo e modo di farsi le ossa ad una scuola da fare invidia. Papà, del resto, da due anni lottava contro un male che non ha lasciato scampo; l’ha consumato nel fisico, nella mente. Franco ha continuato a lottare come ha fatto nella vita, nello sport dilettantistico dove vince la passione, la serietà, la coerenza prima di ogni altra cosa. Franco lascia  l’esempio ammirevole di cittadino impegnato sul fronte commerciale e nel sociale. Trovava il tempo e vocazione, non lo faceva per mettersi in mostra, per fare passerelle. Non a caso, nonostante i risultati, non è entrato a far parte dei ‘maratoneti‘ che aspirano a cariche pubbliche, ai privilegi della politica del Bel Paese.

Alla Pallacanestro di Loano, al mondo giovanile, dava anima e corpo.  Faceva parte di un gruppo di appassionati e di genitori che decisero di costituire un sodalizio sportivo tutto al femminile. Per anni i colori loanesi hanno militato pure nel campionato nazionale. Seguendo internet è possibile risalire  alla galleria fotografica dei principali appuntamenti, minibasket day incluso. L’album dei ricordi.  Franco non si metteva mai in mostra, sceglieva il basso profilo.

Il 9 maggio scorso trucioli.it ha dedicato la pagina dei ricordi, titolando: Le famiglie benemerite. Quelle che si erano distinte nell’attività alberghiera e alla fine hanno scelto di gettare la spugna. Anche a Loano, chi doveva dare il buon esempio sul piano delle scelte strategiche comunali, non ha di fatto incoraggiato gli investimenti nell’unica industria rimasta capace di offrire posti di lavoro: il ‘turismo degli hotel’. Loano e gli elettori loanesi, in netta maggioranza, hanno finito col privilegiare il ‘turismo di massa‘, del mattone, di un lettino sulla spiaggia. Il boom del pane e focaccia, della coppa di gelato, della ‘pizza al volo’.  Tra qualche decennio le ultime generazioni vedranno i risultati. Già ora è troppo tardi, inutile vendere illusioni con annunci ad effetto. La gran cassa del giornali quotidiani e web che, si dice, fanno opinione in una diffusa platea disinformata.

Franco Calderara, coscienza critica positiva, come altri loanesi ed operatori, si era reso conto del contesto reale. Il suo fiuto l’aveva portato ad investire in un locale da rilanciare che da una parte poteva contare sul motore del S. Corona (anche al servizio dei ricoverati), dall’altra sul turismo popolare e la fidelizzazione della clientela. Una politica di buona cucina e il vincente rapporto qualità-prezzo. Franco aveva messo a segno il buon esempio. Grazie Franco, si goda, almeno per l’eterno, il paradiso. Ora avrà più tempo per  l’amata Rosanna. I figli e la nipotina non vi dimenticheranno, hanno ancora bisogno della vostra luce.

L.C. 

LA PAGINA DI GUIDE GALLERY SU LOANO DEL 1994

L.Corrado

L.Corrado

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