Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A proposito di funerali

Mi ascolti, pezzo di merda, lurido cane. Io ho ascoltato lei, lei e le sue complicate chiacchiere, fino alla nausea. Ora lei ascolterà me, mentre decido se morirà qui o marcirà in galera per il resto dei suoi giorni.Ha avuto l’impudenza, la dannata, grossolana, impudenza, di dirmi che lei, lei tra tutti gli altri, era un tedesco animato di patriottismo. Glielo dirò io, quello che è. (Leggi l’ordinanza sindacale…)

 

Lei e quelli come lei siete stati e siete la più lurida genia che sia mai stata elevata a posizioni di potere in questo paese.

E in dodici anni avete insozzato la Germania della vostra sporcizia come non era mai accaduto in tutto il corso della nostra storia.

Quello che avete fatto ha nauseato e indignato l’intero consorzio umano e ha lasciato alla mia generazione una tale eredità di vergogna che per cancellarla ci vorrà il resto della nostra vita.

(Da Frederick Forsyth Dossier Odessa)

Quello di Dossier Odessa è solo un romanzo, riguardante Eduard Roschmann il “macellaio di riga” ma quanto è accaduto ad Albano Laziale è Storia di questi giorni.

L’Italia era davvero nel destino di Erich Priebke fino alla fine della sua vita e anche dopo.

Da giovane vi aveva persino lavorato.

Agli alberghi Savoia e Europa di Rapallo (si veda Uki Goni Operazione Odessa capitolo 17)

Pare fosse portato per le lingue.

Fece parte del corpo di guardia durante la visita di Mussolini a Berlino nel 1937 e proprio per la conoscenza della lingua e per la trama di rapporti che aveva creato in Roma ebbe un ruolo nella liberazione di Mussolini dopo l’armistizio del 1943.

I giovani sono pregati di documentarsi.

Quanto ai nazi-fascisti bisogna sempre tenere gli occhi aperti ed è bene conoscerla fino in fondo la Storia.

Forse qualcuno dovrebbe andare a leggersi le sentenze di condanna del signor Erich Priebke (http://www.difesa.it/GiustiziaMilitare/RassegnaGM/Processi/Priebke_Erich/Pagine/15_sentenza_16-11-98.aspx) e forse male non farebbe una visitina alle Fosse Ardeatine.

La Storia di questi giorni ci insegna che la Chiesa ci ha dato ancora una volta una bella lezione.

Dal sito internet del vicariato di Roma: In merito alla celebrazione dei funerali del signor Erich Priebke è necessario precisare quanto segue. La richiesta è stata presentata al parroco non dai familiari del defunto, ma da una signora a nome dell’avvocato del signor Priebke, nella mattina di sabato 12 ottobre.

L’autorità ecclesiastica, considerate tutte le circostanze del caso, ha ritenuto che la preghiera per il defunto e il suo affidamento alla misericordia di Dio – finalità proprie della celebrazione delle esequie religiose – dovessero avvenire in forma strettamente privata, cioè nella casa che ospitava le spoglie del defunto. Pertanto, nel rispetto della legge della Chiesa, non è stata negata la preghiera per il defunto, ma è stata decisa una modalità diversa da quella abituale, riservata e discreta. La proposta è stata rifiutata dall’avvocato del signor Priebke.

Pertanto, nel rispetto della normativa canonica, tutti i ministri cattolici, nella diocesi di Roma, si atterranno alle disposizioni stabilite dall’Ordinario.

Peraltro mi limito a ricordare che l’art. 1184 del Codice Canonico stabilisce che §1. Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: 1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; 2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; 3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli.

La Repubblica Italiana invece ne esce ancora una volta con le ossa rotta.

Ritengo, però, doveroso manifestare tutto il mio apprezzamento per il Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini (si veda in allegato il testo dell’ordinanza sindacale 15-10-13 il cui contenuto è ineccepibile) e la straordinaria intransigenza dimostrata da lui e da tutta la popolazione di quella città.

Per quanto concerne, invece, le polemiche sui funerali dei poveri migranti di Lampedusa mi limito a fare una constatazione: i funerali non possono necessariamente essere celebrati con il rito cattolico.

Non è stato e né sarà possibile neppure procedere ad una identificazione di questa povera gente: figuriamoci comprendere se e a quale confessione religiosa essi appartenevano.

Hanno, però, diritto a funerali da celebrarsi con il rito civile.

Ho paura che anche in questo caso la Repubblica non abbia affatto brillato

(http://www.huffingtonpost.it/2013/10/16/lampedusa-migranti-sepolti-senza-funerale_n_4106351.html)

Per fortuna a Roma almeno un buon governante c’è di sicuro: si chiama Francesco.

Giovanni Sanna

 

 

 


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G.Sanna

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