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Noli, Villa Rosa e il business del vecchietto

Come promesso la settimana scorsa, eccomi a raccontare come è nata Villa Rosa. Io vinsi da capolista della DC le elezioni del 1975, in una coalizione formata da PSDI, PLI, e PRI. Mi trovai sul tavolo di lavoro un compromesso firmato dall’ex Sindaco Giuseppe Negro (PSI) con la proprietà della ex Colonia Marina Borsalino. L’oggetto era l’acquisizione della struttura, compreso tutto l’uliveto che raggiunge e confina con la strada provinciale per Voze, in cambio di denaro e di un’area comunale resa fabbricabile in località Cian da Crava. La volontà, lo scopo dell’operazione era di trasformare la ex Colonia Marina in “Casa protetta per anziani”, in sostituzione della obsoleta struttura “S. Antonio” in Via Suor Letizia.

La prima legislatura passa con le non poche problematiche intraprese per riordinare l’urbanistica del territorio con l’approvazione del primo P.R.G. della città ed a perfezionare l’operazione con gli ex proprietari della colonia. Senza dimenticare che il Comune di Noli era uno tra quelli più poveri perchè privo di entrate patrimoniali proprie; al contrario, ad esempio, di quelle del Comune di Spotorno, beneficiario in allora di cospicue entrate finanziarie provenienti da lasciti immobiliari da parte di cittadini, tipo alberghi ed appartamenti. Solo dal 1993 con l’entrata dell’ICI le possibilità finanziarie sono radicalmente cambiate anche per il nostro Comune.

Ciò precisato, (con questo intendo rivolgermi e trovare conforto nell’anziana popolazione nolese che può ricordare quel passato…) ritenendo la scelta politica compiuta dall’amministrazione Negro valida per migliorare radicalmente, anche da un punto di vista ambientale, quell’assistenza ai nostri anziani non certo “umanamente vivibile” sotto tutti gli aspetti, il progetto è proseguito e realizzato nella seconda legislatura (1980/85).

Quando uno sale le scale del potere locale, cioè il Comune, non per dovere, ma perchè si offre, dovrebbe dimenticare chi è e chi ha dietro…intendo dire: “blindare” i propri interessi personali, dimenticare quelli di famiglia, scoraggiare le pressioni esercitate dalle lobbies di partito.

Il neo Sindaco con la sua compagine, essendosi lui messo a disposizione, confidando, usando delle capacità di tutti i suoi collaboratori per risolvere i compiti affidati con la fiducia ottenuta dalla popolazione, non deve privilegiare la sola via del baratto che deteriora il patrimonio pubblico. Troppo facile “Io ti dò, tu mi dai”. Vale, a mio avviso, se sono in grado di dimostrare che è l’unica via per raggiungere un obbiettivo utile, indispensabile, altrimenti non realizzabile nel breve tempo con le potenziali risorse economiche/finanziarie a disposizione. L’operazione immobiliare OR.SA 2000 fatta passare per “dono” sociale alla comunità nolese,  non pare condivisibile. Come dicono i napoletani: “accà nissciuno è fesso, accà ti fanno fesso”. Solo che non mi sento tale, ma constato che qualcuno, in buona (?) o cattiva fede, tenta di farmici passare, e con me coloro che questa storia l’hanno vissuta, sofferta, ma alla fine realizzata.

Ancora una volta il “potere” cerca di coinvolgere l’opinione pubblica indicando e giustificando l’operazione finanziaria come l’unica percorribile. Euro che vanno…in Avvocati con liti perse a non finire; …in consulenze di comodo -poco sapere (?)- che hanno talvolta coinvolto negativamente in operazioni finanziarie/immobiliari il patrimonio dell’intera comunità (cliccare per credere sulla voce “determine consulenze”); euro che vanno…per una scelta clientelare di acquisizione onerosa al patrimonio urbano delle opere, ormai obsolete, di urbanizzazione primaria privata della strada e fognatura della Luminella. Confermo questa mia ultima opinione ricordando la corretta prassi amministrativa quando VUOLE che la stessa acquisisca pure le opere private, ma gratuitamente e dopo averle messe in perfetto ordine.

Tra il 1980 e l’85, con il via al P.R.G. approvato dalla Regione nel 1982, parte la vera operazione sociale per la comunità nolese, quella di trasformazione della struttura da albergo per colonia marina in una casa protetta per anziani. La gente di Noli, all’epoca tanta ed interessata, chiamata a dare il proprio contributo di idee sulla fattibilità o meno, aveva risposto positivamente non solo per ritenere la stessa valida, ma, dal momento che il bilancio comunale non poteva da solo essere ritenuto sufficente alla realizzazione, offriva, impegnava personali contributi finanziari per arredi interni, tutt’oggi ben visibili nelle targhe ricordo all’interno della struttura. Eccone tre in sequenza fotografate al primo piano.

La possibilità di spesa messa a disposizione come quella di un intero bilancio del Comune era ben lungi dall’affrontare l’operazione di trasformazione. Ecco allora che il lavoro impegnativo intrapreso dall’allora Assessore ai Servizi Sociali/Sanità, il Dott. Nicola Vacca, otteneva soddisfazione dalla Regione Liguria con un contributo a costo zero per oltre 500 milioni di Lire. L’attuale Assessore Gianni Peluffo si è forse attivato per raggiungere lo stesso scopo, quello di ricercare finanziamenti dal bilancio o contributi extra per risolvere tutte le migliorie necessarie richieste oggigiorno e necessarie per un migliore funzionamento? Oppure gli è stato consigliato dal suo capogruppo Rossello di collaborare all’attivazione di un’operazione immobiliare già ben coordinata? Tutto legalizzato, ben s’intende, in preparazione della prossima sistemazione… della ex Villa Rosa :”Io ti dò, tu mi dai” un’altra volta?


Volevamo tutti, ed in allora l’abbiamo ottenuto, un risultato eccellente: un albergo a 5 stelle per fare soggiornare, permettere, in taluni casi previsti anche gratuitamente, a tutti i nolesi di nascita o di appartenenza, di poter chiudere gli occhi con l’immagine del golfo, nella zona più incantevole di Noli. Di certo una delle primissime strutture all’avanguardia attivate con stanze per coppia di coniugi con relativa cucina. Infine, abbiamo sottoscritto un regolamento favorevole sia per il Comune che per il gestore firmatario di una convenzione che prevedeva ospiti barellati o non autosufficenti solo per i residenti, questo per rendere più vivibile, privilegiata la permanenza nella struttura, con immediata disponibilità alla richiesta di soggiorno. Tanto che il gestore, per sopperire a questa esigenza, creava a Varigotti “Villa Serena“.

Tutto troppo bello per essere vero. Pochi anni dopo, qualcuno “ricorda” all’Assessore Regionale alla Sanità che il contributo concesso dalla Regione ha motivo di “essere ripagato”…obbligando così il Comune a “convenzionarsi” con l’allora U.S.L. No comment. L’ospitalità a 5 stelle riservata ai nolesi veniva così a mancare. Ma non la qualità ambientale del sito!

La nostra breve vita terrena necessita di quei pochi elementari insegnamenti, ancor più validi quando chi costantemente ce li ricorda è la religione. “NON FARE AGLI ALTRI CIO’ CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE”. Chi ha lasciato con tanta fatica in eredità un qualcosa di invidiabile per la dignità di una persona, ancor più apprezzabile allorchè vivibile in un ambiente “da sogno”, quella comunità nolese che ha seminato credendo di fare opera buona, meritevole, duratura, non può oggi sopportare una realtà così freddamente, cinicamente programmata. Ovvero quella descritta in poche righe dal giornalista di Repubblica, Marco Preve, che ho ritenuto di ricordare la settimana scorsa al termine del mio intervento: “Il business del vecchietto a metro quadro“.

Fuori sacco – fuori dai denti.

Riuscirà l’attuale maggioranza riveduta e corretta, ammesso che sia rieletta…, a dare il benestare alla prossima, prevedibile operazione immobiliare della Soc. PARFIRI srl (Gruppo Bagnasco) con sede a Milano, sul promontorio di Capo Noli? Da Santa Margherita alla strada provinciale delle Manie chi ha comprato intende andarci solo per funghi? Diciamolo tutti convinti: basta salvaguardia tipo Portofino in Liguria. Il VOLANO per il TURISMO dei “politici” locali si chiama CEMENTO! “Peste lo colga” chi non ci crede.

Carlo Gambetta

  

  

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