Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

‘La mia dannata stagione in Riviera, quella dei turisti e dei residenti’

E’ il primo settembre 2013. Scorgo due persone sul ciglio della strada: una è un panettiere che seduto sul bordo del marciapiede ha la testa fra le mani prostrato dalla stanchezza e profondamente ferito dall’ingiusto trascorrere del tempo: si la stagione “turistica” è quasi finita e con essa l’interminabile coda di persone che ogni giorno, per ogni ora, stagliava immobile fin fuori il suo esercizio riempendogli le tasche. Bagnanti di tutti i tipi hanno affollato il suo forno chiedendo senza pietà pizze e focacce che, con parsimoniosa ingordigia, hanno trangugiato in questo straordinario, per le tasche del panettiere per l’appunto, mese di agosto.

 

L’altro è un residente che di mestiere non fa il panettiere che, con la testa fra le mani, è seduto in preda a commiserevole disperazione su una sedia di fortuna, sul suo balcone.

Intorno al collo un binocolo per scorgere l’ultimo serpente di veicoli strombazzanti in direzione A10: si se ne sono andati finalmente….dopo un infernale mese di maleducazione, schiamazzi, sogni infranti di poter dormire almeno sei ore di fila senza essere disturbati da musiche, concerti (quelli al Giardino del Principe si sentivano anche a Verzi senza bisogno di pagare il biglietto) e imbecilli di strada che a tutte le ore hanno dato il meglio di se stessi ricordando a tutti noi, qualora ce ne fossimo dimenticati, che quando vogliamo possiamo dare grande prova della nostra inciviltà.

Questa è l’immagine che Loano e presumo tutta la Liguria ha dato di sé.

Un orda di ‘barbari turisti o turisti barbari’ (fate voi) si è calata dal Nord (specialmente da Torino e zone limitrofe) per appropriarsi in tutti i modi dell’ultimo ombrellone, dell’ultimo pezzo di focaccia e del primo parcheggio utile (non quello dove si può regolarmente sostare ma quello dove la macchina ci può stare pigiando bene le altre e pazienza se i pedoni non passano o quello che ha il passo carrabile non riesce a far manovra … in fondo anzi senza fondo noi siamo in vacanza …dicono i “turisti”).

Che stagione ragazzi !!

Assemblee condominiali infuocate con perentorie richieste dei bagnanti di avere dagli amministratori ogni possibile rendiconto, cestini e cassonetti dei rifiuti solidi urbani stracolmi dei residui più perfidi della civiltà umana in termini di olfatto, bancomat presi d’ assalto, strade sufficientemente sporche e quanto al mare (beh quello è il nostro fiore all’occhiello) pulito come non mai soprattutto grazie anche al Depuratore di Borghetto Santo Spirito, che raccoglie le “feci” umane di una decina di bellissimi comuni della loro (dei bagnanti) Riviera.

No comment sulla funzionalità degli uffici postali.

Mi è stato anche raccontato che in un supermercato della zona alcuni “bagnanti” si servivano colti dai morsi della fame, dopo una giornata di ‘lavoro’ in spiaggia, con conseguentemente annientamento solare dei pochi neuroni rimasti, aprendo formaggi e assaggiando frutta di stagione.

Una mattina di questo indimenticabile agosto ho l’ardire di recarmi in un ufficio pubblico (già perché in Liguria c’è anche chi ci vive e lavora), ma impiego almeno 30-40 minuti perché devo attraversare due paesi per arrivarci.

Il sole scalda e scorgo nell’atrio di un altro ufficio pubblico la luce accesa: stando in coda (anche io sono bagnante) con il mio veicolo, auspicando che qualcuno spieghi a qualcun altro come funzionano le rotonde, penso al Governo e al concetto di risparmio della spesa pubblica.

Parcheggio lontano e me la faccio a piedi e l’occhio mi cade su un dipendente pubblico che sta alla finestra del suo ufficio e parla al cellulare in maniera gioviale e rilassata (deve essere bello lavorare in quell’ufficio penso ..).

Faccio ciò che dovevo, dopo aver interloquito con un bravo dipendente pubblico (dico sul serio bravo), ripasso dopo quaranta minuti lungo la stessa strada per ritornare alla mia macchina con la speranza che non sia stata rubata e, in caso negativo, possa ancora uscire dal parcheggio.

Alzo lo sguardo e quel dipendente pubblico è ancora là alla finestra che parla amabilmente al suo cellulare; intanto per terra scorgo alcune biciclette del servizio di noleggio comunale abbandonate al loro destino.

Il sole batte in questa calda estate.

Le ambulanze costantemente solcano l’Aurelia sperando di giungere a Santa Corona per tempo: immagino cosa deve essere il Pronto Soccorso e penso al personale sanitario e alla fatica che deve fare.

Fra feste celebrate anche vicino alle Case di Riposo (ci sono sagre di tutti i tipi in questo meraviglioso territorio) fino a notte fonda, pub aperti fino alle prime ore del mattino, gelaterie prese d’assalto (c’ero prima io, no lei è appena arrivato), si possono scorgere negozi semivuoti, ristoratori sull’orlo di una crisi di nervi, amministratori pubblici sempre sorridenti e soddisfatti pronti a giustificare ogni eventuale disfunzione, agenti immobiliari che raccolgono firme perché il mese di agosto deve avere non meno di sessanta giorni.

Tutto bello o quasi insomma per i soliti.

Quanto al nostro residente ora è lì sul suo balcone che sta leggendo il giornale.

Legge che il Tribunale di Albenga chiude i battenti e quindi per la sua causa dovrà andare a Savona e percorrere anche lui la A10 costosa al punto giusto, ma gli assicurano che ora la Giustizia funzionerà meglio; legge che l’IMU sulla prima casa i proprietari non devono più pagarla, ma ci sarà una tassa che colpirà gli inquilini (a quel punto qualche goccia di sudore comincia a grondare dal suo volto sgualcendo la maglia appena stirata dalla moglie e pensa a suo fratello che vive nella villa della consorte (un A/7) e che dunque non pagherà nulla ); poi legge che il leader di un partito politico, condannato a quattro anni non deve essere cacciato dal Parlamento perché altrimenti l’agibilità politica (roba importante) gli verrebbe negata e mentre legge suona alla porta il postino che gli consegna una cartella esattoriale: l’Agenzia delle Entrate vuole palanche altrimenti gli porta via la macchina…(meglio così pensa tanto ad Agosto non so dove parcheggiarla).

Forse chiederà la Grazia.

Uno stormo di uccelli lascia il territorio ligure per cercare lidi più caldi e civili giurando che è l’ultima volta che volano in Liguria.

A Borghetto la tartaruga Vanessa ha deciso di andarsene e di non recapitare alcuna lettera al Sindaco (fatica sprecata): torna da dove è venuta (dal paese di.. vattelapesca).

Concludo con la nozione di turista tratta dal Dizionario della Lingua Italiana (quello che ne resta): viaggiatore non mosso da motivi utilitari , bensì da scopi di svago o da interessi d’ordine culturale nei confronti dei luoghi visitati.

Un brivido passa lungo la mia schiena: non ci sono più i dizionari di una volta…

Mala tempora currunt.

Giovanni Sanna

 Post scriptum:

A proposito della civiltà italiota ecco che cosa c’è scritto sul sito internet della città di Amsterdam (http://www.iamsterdam.com/en-GB/living/transportation/bikes) sulle regole della strada per chi usa, quale mezzo di trasporto, la bicicletta.

Rules of the road

Contrary to Rome, it is best not to do as the locals do when it comes to cycling in Amsterdam. Although you may witness cyclists riding after dark without a light or hurtling through a red light, these acts are not just dangerous but are against the law and punishable by a hefty fine.

Libera traduzione: Contrariamente a quello che avviene a Roma, è meglio non agire come fanno quegli abitanti quando vengono ad Amsterdam per passeggiare in bicicletta.

Infatti voi potete testimoniare che i ciclisti usano la bicicletta dopo che è venuto buio senza luci o di fretta passano con il rosso, questi atti non sono solo pericolosi ma sono anche contrari alla legge e punibili con una elevata multa.

Questo è giustamente ciò che gli altri pensano di noi.

 


Avatar

G.Sanna

Torna in alto