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‘Cittadinanza & Costituzione’ (nelle scuole savonesi) orfana col trucco

Ci si era messa di buzzo buono, l’allora ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, a spiegare che “Cittadinanza & Costituzione”, la pseudomateria senza ore né voti che ha sostituito l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche nei licei e nelle scuole superiori, non sarebbe stata una riedizione della vecchia Educazione Civica. Nel novembre 2010 il MIUR aveva addirittura affidato ad una nota il compito di spiegare che C&C “non è una materia di serie B” e che, pur non prevedendo né ore né valutazione autonoma, la nuova disciplina “non solo [è] prevista all’interno dell’ambito storico-geografico e storico-sociale di cui è parte integrante” ma “influisce in maniera determinante nella definizione del voto di comportamento per le ricadute che determina sul piano delle condotte civico sociali espresse all’interno della scuola”.

Parole impegnative, che lasciavano presagire radiosi orizzonti di convegni, aree di progetto, piani di studio multidisciplinari orientati sulla nuova materia. E, per dare qualche consistenza alle proprie parole, il MIUR aveva addirittura previsto un fondo destinato “a promuovere e sostenere iniziative per tradurre in “comportamenti” i numerosi percorsi di approfondimento della Costituzione“. Una somma, esigua ai limiti dell’inedia, ma comunque appositamente ritagliata per dar forza a progetti su un corpus didattico che “prevede propri contenuti… che devono trovare un tempo dedicato per essere conosciuti e gradualmente approfonditi. E’ ad un tempo una risorsa straordinaria di trame trasversali generative di saperi, competenze, motivazioni, atteggiamenti, comportamenti, pratiche, azioni”.

Due anni e molti tagli più tardi, i poveri dirigenti scolastici, catapultati come kamikaze nei nuovi istituti onnicomprensivi da ottocento studenti e oltre, hanno altri e più urgenti problemi. Con la scomparsa delle ore cosiddette “a disposizione”, non vi sono più docenti che possano essere utilizzati a costo-zero per sostituire i colleghi assenti. Chi vuole l’ora aggiuntiva, la deve pagare. Ma per pagare le sostituzioni è proibito utilizzare il FIS (Fondo Integrativo Scolastico) perché questo serve già a coprire altre magagne.

Il rischio, allora, è quello di lasciare le classi incustodite, il che è contrario a molte norme del regolamento della scuola e di qualcuno del codice penale. A qualche DS, costretto tra la padella della mancanza di fondi e la brace della denuncia alla magistratura, è venuta l’idea geniale: utilizzare il fondo riservato a “Cittadinanza & Costituzione”! Basta inventarsi su due piedi uno pseudoprogetto più o meno surreale e il gioco è fatto: qualunque docente, di qualsiasi materia, si presterà a sostituire il collega assente verrà pagato come se avesse tenuto una prolusione sul tema della democrazia. E’ quello che succede attualmente in più di un istituto savonese.

Gelmini, in fondo, aveva ragione: “Cittadinanza & Costituzione” non è una riedizione dell’Educazione Civica: magari lo fosse! Quella, almeno, avrebbe dovuto essere insegnata sempre dallo stesso insegnante e, almeno, nelle intenzioni, con cadenza regolare. Qui, per far sapere ai nostri figli la differenza tra un’elezione e un plebiscito o le zoppicanti evoluzioni della nostra incerta democrazia parlamentare dovremo “sperare” che i professori di quella classe siano particolarmente sfortunati o cagionevoli di salute, salvo assistere poi allo spettacolo del povero insegnante di elettrotecnica o di religione che spiega chi fa le leggi oggi in Italia secondo l’articolo 117 della Costituzione, o qual è il ruolo della Corte Costituzionale nella crisi dell’ILVA di Taranto! E pensare che in Svizzera, in questo momento, stanno promuovendo un referendum per far diventare lo studio della “civica” una materia autonoma con dignità di voto!

http://profumodiscuola.com.unita.it/scuola/2013/03/04/grillo-profumo-e-gelmini-uniti-nella-lotta/

Ugo Trevi


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