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Loano / Inchiesta case agricole a Verzi (2): l’allora Assessore Pignocca propose “un controllo a campione al mese”


Come emerge da atti giudiziari, non erano sarebbero solo poche persone i titolari dei permessi a costruire che non avevano il requisito di imprenditore agricolo. Su più di 100 ville-case agricole costruite, quanti titolari erano imprenditore agricolo? Si contano sulle dita di una mano? Nei pochi controlli a campione sono state rilevate: la mancata realizzazione o conduzione del Piano aziendale agricolo, parziali cambiamenti di destinazione d’uso e la realizzazione di opere e volumi senza il rilascio del permesso di costruire.

Proseguiamo la pubblicazione della vera storia dello scandalo di grave scempio ambientale a Verzi:

Pubblicato online su TRUCIOLI SAVONESI n. 167 del 14/09/2008

Risponde l’ASSESSORE Luigi PIGNOCCA.

Tanto per comprensione, ribadisco quello che è stato detto nel Consiglio passato, aggiungendo una piccola parte che si è aggiunta in questo periodo. Si era fatta una valutazione che nel periodo estivo non si era ritenuto opportuno procedere ai controlli in questione a causa della notevole mole di lavoro a cui è preposto il Corpo di Polizia Municipale. Nella Giunta abbiamo deciso, sulla base di quanto proposto di concerto dall’Ufficio Tecnico Comunale e dal Comando di Polizia Municipale, di procedere perlomeno ad un controllo a campione al mese impostato, come si diceva prima, perlomeno ad un controllo al mese, per dodici mesi, e questo portava almeno ad una percentuale di circa il 15% dei controlli, rispettivamente e relativamente alle pratiche in oggetto, questo dicevo perlomeno un controllo al mese. (2) Tali controlli proprio perché a campione verranno effettuati a sorteggio, i provvedimenti che verranno di conseguenza assunti saranno quelli dovuti sulla base di quanto verrà accertato, sono state presentate nell’ultimo condono due domande che sono in fase di definizione. (3) Per quello che riguarda le 33 lettere di richiesta di pagamento degli oneri si è verificato che i titolari dei permessi a costruire non erano in possesso del requisito soggettivo di imprenditore agricolo, unico requisito che comporta l’esenzione del pagamento degli oneri.” (4)

Riflessioni, ipotesi e domande:

  1. “…; vista la risposta del Sindaco e la nota predisposta dall’Ufficio Tecnico Comunale dalla quale emerge che “non risulta allo stato attuale che sia stata fatta attività di controllo sull’effettiva attuazione, da parte dei titolari, dei piani aziendali di sviluppo agricolo …”. Assurdo e non accettabile che una Amministrazione, dopo ben 9 anni, non abbia effettuato attività di controllo. Che cosa si può pensare in merito? Cosa pensare di coloro che avevano l’obbligo di fare i controlli e non l’hanno fatto? Perché non l’hanno fatto? Chissà se prima o poi a queste domande seguiranno puntuali risposte?

  2. “… Nella Giunta abbiamo deciso, sulla base di quanto proposto di concerto dall’Ufficio Tecnico Comunale e dal Comando di Polizia Municipale, di procedere per lo meno ad un controllo a campione al mese…”. Quindi l’Assessore Luigi PIGNOCCA (con delega all’Edilizia Privata) afferma “Nella Giunta abbiamo deciso,…” con ciò coinvolgendo l’intera Giunta su una decisione che, fra l’altro, non le competeva (non vi è comunque traccia di delibera in tal senso!). Era suo Dovere unitamente al suo collega Assessore Giacomo PICCININI (con delega alla Polizia Municipale) sollecitare i dovuti controlli previsti dalla normativa vigente!

  3. Tali controlli proprio perché a campione verranno effettuati a sorteggio, i provvedimenti che…”. Siamo all’assurdo! Ad un modo assurdo di gestire la cosa pubblica inventandosi, addirittura, una “lotteria” con “sorteggio”. (Se non ci fosse che piangere, verrebbe da ridere). E’ gravissimo! Ma con quali regole, con quali metodi,con quali norme, con quali garanzie e con quale principi, gli Assessori Luigi PIGNOCCA e Giacomo PICCININI e i loro Dirigenti Responsabili (sembra consapevole anche l’intera Giunta) hanno effettuato il sorteggio”? Nella cosiddetta “urna” sono stati immessi (come?): tutti i nominativi dei richiedenti l’approvazione del P.A.S.A. o tutti i numeri delle delibere di Giunta comunale con approvazione di P.A.S.A. o tutti i numeri dei Permessi di costruire o altre procedure immaginabili? Da chi o come è stata fatta l’estrazione o estrazioni? Chi garantiva la regolarità delle estrazioni (la legge prevede che sia presente un rappresentante/delegato dell’Intendenza di Finanza)? In quali locali sono state effettuate le estrazioni? Sono stati fatti regolari verbali? Insomma, sono stati almeno rispettati i dettami della legge in materia di “lotterie”? In carenza di risposte precise e relativa documentazione il tutto è da ritenersi “non legittimo”!

  4. “… Per quello che riguarda le 33 lettere di richiesta pagamento degli oneri si è verificato che i titolari dei permessi a costruire non erano in possesso del requisito soggettivo di imprenditore agricolo, unico requisito che comporta l’esenzione del pagamento degli oneri.”Altro capolavoro di cattiva amministrazione della cosa pubblica! Ma era già chiaro, fin dall’inizio dell’approvazione dei Piani aziendali di sviluppo agricolo da parte delle varie Giunte susseguitesi dal 1999 ad oggi, con conseguenti rilasci di Permesso di costruire che i più non avevamo i requisiti soggettivi di imprenditori agricoli! Fra l’altro, probabilmente, la stessa richiesta di far pagare gli oneri di urbanizzazione non è giustificata e quindi gli interessati potrebbero impugnare tali provvedimenti. Non è escluso che si possa aprire un contenzioso che potrebbe portare a chiare gravi conseguenze finanziari per l’Ente Comune. Non si può dimenticare che, se fossero state fatte le dovute iniziali istruttore delle pratiche in oggetto (come prevede la legge), non si sarebbe giunti ad punto di “non ritorno”. Non si può sanare, a distanza di tempo, irregolarità scaturite, in prevalenza, per rilascio di atti ed autorizzazioni che non potevano essere rilasciate anche in base al Piano Regolatore Generale e Norme Attuative. Insomma non si può condonare un qualcosa che non è previsto dalla Legge. Di fatto tutte le costruzioni non potevano essere costruite da chi non era in possesso del requisito soggettivo di imprenditore agricolo (e sono quasi tutti!).Per uscire da questa assurda situazione e riportare il tutto nella legalità non rimane altro che attivarsi subito e procedere ad un controllo generalizzato!

[] [] []

Pubblicato online su TRUCIOLI SAVONESI n. 168 del 21/09/2008

 Risponde l’ASSESSORE PIGNOCCA:

Con la presente a riscontro delle interpellanze pervenute ed inerenti i controlli sulle cosiddette “case agricole” con i relativi “piani aziendali” si comunica che gli Uffici competenti del Comando P.M. e del 3° Settore stanno procedendo, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, ad effettuare dei controlli a campione mediante preliminare sorteggio.(1)

Ad oggi si possono fornire già alcuni risultati dei controlli che hanno comportato tre comunicazioni di constatata violazione urbanistiche-edilizie.

Le infrazioni riscontrate riguardano sostanzialmente:

-la mancata realizzazione o conduzione del piano aziendale;

  • parziali cambiamenti di destinazioni d’uso;

  • realizzazione di opere e volumi senza il rilascio del necessario permesso di costruire. (2) Nulla di più si può aggiungere in merito per ovvi motivi di riservatezza. Per quanto attiene invece gli oneri relativi ai titoli edilizi di cui sopra, si specifica che gli stessi sono stati richiesti solo nei casi in cui la legislazione vigente in materia non prevede la gratuità (art. 17 del D.P.R. n. 380/2001).” (3)

Mi riservo sui numeri di verificare con il Dirigente.(5) Con la presente ribadisco quanto detto poc’anzi si comunica che gli Uffici competenti del Comando P.M. e del 3° Settore stanno procedendo, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, ad effettuare dei controlli a campione mediante preliminare sorteggio.(6)

Ad oggi si possono fornire già alcuni risultati dei controlli che hanno comportato tre comunicazioni di constatata violazione urbanistiche-edilizie.

Le infrazioni riscontrate riguardano sostanzialmente:

-la mancata realizzazione o conduzione del piano aziendale;

  • parziali cambiamenti di destinazioni d’uso;

  • realizzazione di opere e volumi senza il rilascio del necessario permesso di costruire.

Nulla di più si può aggiungere in merito per ovvi motivi di riservatezza.

Per quanto attiene invece gli oneri relativi ai titoli edilizi di cui sopra, si specifica che gli stessi sono stati richiesti solo nei casi in cui la legislazione vigente in materia non prevede la gratuità (art. 17 del D.P.R. n. 380/2001).”

Riflessioni, ipotesi e domande:

  1. “… si comunica che gli Uffici competenti del Comando P.M. e del 3° Settore stanno procedendo, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, ad effettuare dei controlli a campione mediante preliminare sorteggio. …” Benché siano trascorsi ben 5 mesi e mezzo dalle precedenti risposte date sui Piani Aziendali di Sviluppo Agricolo ribadisce ancora “…di concerto con l’Autorità Giudiziaria…” e “…controlli a campione mediante preliminare sorteggio. …” l’Assessore Luigi PIGNOCCA ribadisce gli stessi concetti. Per il primo si può affermare che “non è vero! L’Autorità Giudiziaria (intesa come Procura della Repubblica) si attiva in modo autonomo e solo quando apre un fascicolo si avvale della collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e, se del caso, unitamente al Corpo Forestale e la Polizia Municipale. Nel caso specifico non risulta, almeno sino ad oggi, che la Procura della Repubblica di Savona abbia deciso di indagare su tutte le approvazioni dei P.A.S.A. e conseguenti rilasci di Permessi di costruire. Quindi Assessore eviti di dire e ribadire “…di concerto con …”. Per il secondo c’è solo da confermare quanto già scritto nella precedente puntata dal titolo LA LOTTERIA DELLA “LEGALITA’ PER CASE AGRICOLE FA SCUOLA A SINDACI, ASSESSORI, DIRIGENTI”, al punto (3), pubblicata su TRUCIOLI SAVONESI n. 167 del 14 settembre 2008. Si aggiunge solo: E’ vergognoso! E’ assurdo! E’ illegittimo!

  2. Ad oggi si possono fornire già alcuni risultati dei controlli che hanno comportato tre comunicazioni di constatata violazione urbanistiche-edilizie.” COME VOLEVASI DIMOSTRARE! A distanza di 9 anni dall’approvazione della prima domanda, per la prima volta, si accerta: a) la mancata realizzazione o conduzione del piano aziendale; b) parziali cambiamenti di destinazione d’uso; c) realizzazione di opere e volumi senza il rilascio del necessario permesso di costruire. Quello che deve far meditare è il fatto che i controlli, avviati all’inizio dell’anno 2008, sono stati effettuati con la frequenza di uno al mese. Ebbene, nei primi 3 mesi ben 3 sono state le denunce per mancata realizzazione o conduzione del piano aziendale, per abusi edilizi e per irregolarità amministrative. Certo che la “lotteria” è stata sfavorevole ai signori: Rinaldo VIOLA e Alida Testa (P.A.S.A. approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 76 del 13.05.2004) – Carlo ROCCA (P.A.S.A. approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 163 del 25.07.2000) – Giovanni MORASCHI e Concetta CASTRO (P.A.S.A. approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 2 del 04.01.2000).

  3. “…gli oneri relativi ai titoli edilizi…sono stati richiesti solo nei casi in cui la legislatura vigente in materia non prevede la gratuità (art. 17 del D.P.R. n. 380/2001).” BENE! L’art. 17(L) – Riduzione o esonero dal contributo di costruzione prevede al punto 3, comma a) per gli interventi da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell’imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell’art. 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153; (l’art. 12 della legge n. 153 del 1975 è stato abrogato dall’art. 1, comma 5, decreto legislativo n. 99 del 2004;si vedano ora l’articolo 1, comma 1 del D.L n. 99 del 2004 e l’art. 2135 del Codice Civile).La Legge n. 153 è del 1975! Allora, perché all’atto dell’approvazione dei P.A.S.A., da parte delle Giunte comunali, non si è rilevato che la maggioranza dei richiedenti non avevano i requisiti di “agricoltori”? Perché successivamente l’Ufficio Tecnico e le Commissioni Edilizie hanno rilasciato i Permessi di Costruire in carenza di istruttoria? TUTTO IRREGOLARE ED ILLEGITTIMO!

  4. Noi procediamo con controlli a campione i cui esiti sono stati comunicati all’Autorità Giudiziari.”L’Assessore Luigi PIGNOCCA insiste a far fare controlli a campione e a “sorteggio”! Il suo Dirigente Responsabile di Settore è d’accordo? L’Assessore Giacomo PICCININI con delega alla Polizia Municipale (quindi anche Giudiziaria) e il suo Dirigente Responsabile di Settore sono d’accordo?

  5. Mi riservo sui numeri di verificare con il Dirigente” Ma l’Assessore Luigi PIGNOCCA svolge l’incarico a Loano o altrove? Da quanto tempo (come risponde sembra da tanti mesi!) non si relaziona con il suo Dirigente Responsabile? Coraggio Assessore non continui a fare il “pappagallo”, si informi e dia la risposta esatta!

  6. Con la presente ribadisco quanto detto poc’anzi…” Il Consigliere comunale Pier Luigi PESCE, nell’illustrare la sua interpellanza, ha integrato alcuni concetti, chiedendo di relazionare (ribadendo, alcune domande già fatte in precedenti interpellanze ed a cui Lei non aveva dato adeguate risposte!). Il Consigliere ha, fra l’altro, detto “…non si è capito, non si capisce cosa vuol dire “a campione”…io credo che quando ci sono delle violazioni e sono ben circoscritte per quanto riguarda il discorso agricolo…si debba partire, altrimenti sembra quasi che uno apra la porta, l’altro scappa dall’altra parte…sono mesi che andiamo a campione…non vorrei che uno che magari non aveva piantato i carciofi…adesso pianta i carciofi, cioè se parliamo di piano aziendale, così magari non è…” Signor Assessore, ha l’obbligo morale e materiale di dare risposte! Non dimentichi (unitamente ai suoi colleghi Assessori) che percepisce una indennità di carica pari a 1.800 euro al mese. Ecco perché abbiamo scritto “obbligo morale e materiale”! Lei è pagato con i soldi di tutti i cittadini loanesi! Lei e chi (come Lei) percepisce indennità di carica, di fatto, è (siete) equiparato/i a “dipendente/i” e tutti i cittadini loanesi sono equiparati a “datori di lavoro”. E’ così vero che chi decide l’elezione dei candidati (per ora!) sono i residenti loanesi. A loro tutti gli amministratori devono rendere conto del loro operato, tanto più se pagati!

 Continua nel prossimo numero

Gilberto Costanza

email: gilberto.costanza@alice.it

IL SECOLO XIX HA PUBBLICATO I NOMI DI 28 INDAGATI DOPO LA CHIUSURA DELL’INCHIESTA

CHE FINE HANNO FATTO LE QUERELE ANNUNCIATE DA VACCAREZZA?

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