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CORE ‘NGRATO

“CavPapì, CavPapì, pecchè me dice sti parole amare ? Nun te scurdà ca t’aggio date ‘o core”- La napoletanizzazione nella west Ligurian country- Le “cose buone” della dittatura

    Abbiamo raccolto, con commossa attenzione, il lamento scajolano sul fatto indiscutibile, poiché attestato attraverso pubbliche dichiarazioni, di una mancata reciprocità di affetti. “Noi,- ha detto il Claudio sciabolato , mentre nell’ascoltarlo il suo fans vetero compagno ô Rôssô versava rapide lacrime- gli vogliamo ancora bene, ma Lui forse no, non ci sembra contraccambi, ahinoi!”

    A questo punto fonti precarie ci hanno assicurato che, preso da un impeto di disastrato compianto, ô Ministrô, nel ricordo dei lavoratori immigrati dalla Campania durante gli anni del boom, abbia intonato la famosissima canzone “cuore ingrato”, dimostrando una capacità vocale notevole ed una napoletaneità sorprendente.

    D’altra parte senza di “Lui” forse non sarebbe mai diventato Ministro ma, soprattutto, non avrebbe potuto condurre le compagini del sol cadente alla presa, nella stessa Genova e in tutto lo scacchiere rivierasco, delle posizioni, diciamo così, di prestigio ben conosciute.

    Dunque l’affectio è assolutamente consecutiva e ciò prescinde dalle amare vicende successive.

    Perché appare addirittura paradossale che “Lui” (proprio lui!) abbia definito “indifendibile” la posizione del Nostro, laddove invece non ha mai esitato a difendere la propria e quella di altri personaggi che non citiamo perché anche i loro nomi sono diventati impronunciabili, come le parolacce.

    Si consoli il Nostro e si consolino i Suoi, “Lui”, al quale hanno fatto protoendostorico riferimento, li ha scaricati ma, contemporaneamente, come suol dirsi, è arrivato alla frutta.

    L’ultima sbracatura, l’ultima figuraccia –per parlar forbito- l’ha collezionata in occasione del “Giorno della Memoria” affermando che, malgrado il crimine del razzismo “…il Fascismo aveva fatto cose buone”. Naturalmente, per dare contenuto alla spudorata menzogna, sono saltate fuori i soliti noti con il risanamento delle “Paludi Pontine” (anche questo è stato contestato dagli ambientalisti, pare che abbia provocato una specie di disastro ambientale).

    Diamo un’occhiata sommaria alle cospicue “cose” della dittatura fascista, in modo che ognuno possa ricercare quelle buone cui si è riferito Papi:

squadrismo contro operai, braccianti e Camere del Lavoro (botte, distruzioni e ammazzamenti); abolizione della libertà di stampa, di riunione, di associazione, di sindacato; nazionalismo becero e antistorico; abolizione delle elezioni e delle Camere elettive, nomina governativa dei componenti della Camera dei Fasci e delle Corporazioni (surrogato della Camera dei Deputati) ;istituzione della Milizia speciale fascista per le operazioni militari di partito; subordinazione della Magistratura al Governo (sogno di Papì); istituzionalizzazione, per i dissenzienti, dell’olio di ricino; istituzione della polizia politica con poteri illimitati (OVRA); istituzione del “confino”; istituzione del Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato che comminò ai non fascisti 4596 condanne di cui 42 a morte; assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti; persecuzione e percosse – seguite da morte- dell’intellettuale liberale Piero Gobetti; persecuzione e percosse –seguite da morte- del deputato liberale Giovanni Amendola; assassinio da mandante dei fratelli Nello e Carlo Rosselli; alleanza militare e politica con il nazismo di cui era stato maestro riconosciuto; autorizzazione all’uso dei gas asfissianti nella guerra d’Abissinia; guerre coloniali d’Africa; disastrosa pretesa di economia autarchica; emissione delle leggi razziali e persecuzione contro gli ebrei; tentata italianizzazione delle minoranze linguistiche; istituzione dei campi di concentramento di Fossoli e della Risiera di San Sabba; costituzione di corpi speciali di torturatori autorizzati; dichiarazione di guerra alla Francia- già sconfitta-e all’Inghilterra; guerra di Grecia; precipitato nella guerra totale ecc.

    Ci fermiamo qui non volendo nemmeno entrare nella fase bellica, della distruzione dell’Italia e del crollo, nonché in quella della creazione dello Stato nazifascista satellite e criminale di Salò.

     Ci pare che lo sganciamento del potentato imperiese da chi sostiene una qualsiasi “bontà” del Fascismo sia intervenuto in un buon momento.

    Scajolani, vi va di lusso, meglio così, meglio che “Lui” abbia rivelato nei vostri confronti un “core ‘ngrato” .

Ed infine, oramai, potete tranquillamente cantare

Tutt’è passato

E nun ‘nce pienze cchiù ùhh !


    BELLAMIGO


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