Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Malpasso di Finale Ligure. In vendita due aree, fronte mare, dell’ex ferrovia

Due occasioni di acquisto (un affare?) per una tra le più note e frequentate zone di Finale Ligure: il Malpasso. Non c’entra l’attigua e frequentatissima spiaggia libera, ma due proprietà delle Ferrovie dello Stato. Messi in vendita, come in tanti altri casi, da Ferservizi. Le offerte devono pervenire entro l’8 febbraio 2013. Nel caso di Finale – come si può leggere dal testo integrale pubblicato a pagamento su Il Sole 24 Ore dell’11 dicembre, col titolo accattivante “Di fronte ad offerte così, non restate immobili” – queste le proposte.

Per 145 mila euro è in vendita l’area, ex sede ferroviaria, di 2.755 mq, in località Malpasso, che si trova tra la statale Aurelia e la galleria Porto Varigotti.

Per 55 mila euro, altra area sempre in località Malpasso, comprendente una galleria di 209 ml, un tratto dell’ex sede ferroviaria di 743 mq ed un piccolo magazzino di 16 mq.

Si possono avere informazioni telefonando al 010- 2742768, oppure via internet a  genova.immobili@ferservizi.it; pare ovvio ricordare che sono ormai trascorsi un paio di decenni da quando le Ferrovie hanno lasciato di fatto libere ed abbandonate alcune aree con il trasferimento dei binari.

Per la zona di Finale, a levante, dal Malpasso all’abitato di Varigotti, si è trattato di un intervento in gran parte positivo. Ma le lungaggini di ogni genere e di ogni natura hanno ostacolato la sistemazione definitiva delle superficie dismisse. Da una parte impedendo la soluzione razionale di annosi problemi (vedi parcheggi pubblici e  privati per chi può avere interesse), dall’altro lasciando spesso in stato di caos ed abbandono spazi che invece potrebbero essere di grande utilità. Il Malpasso, tanto per fare un esempio, è sinonimo di ‘assalto’ alla spiaggia libera, all’Aurelia e le opportunità di una diversa sistemazione dell’ex sede della ferrovia, può essere di aiuto alla soluzione di vecchi ed irrisolti problemi.

Resta, pare scontato, la scelta di come utilizzare e sfruttare le gallerie. Ma su questo fronte le idee innovative e l’intervento della stessa amministrazione comunale possono offrire spunti interessanti, sia per l’interesse pubblico, sia per eventuali interventi di operatori-investitori privati. Difficile, di fronte a questo quadro, capire fino a che punto il Comune potrà farsi avanti, o invece lasciare campo libero ad altri. L’unica speranza, alla soglia del terzo millennio, è la parola fine al capitolo aree ex ferrovia.  Con i tempi che corrono ogni previsione appare azzardata. Magari sperando che in assenza di offerte o acquirenti, i prezzi di acquisto scendano ancora.

 

 

 

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