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Loano / Il non restyling di Via Garibaldi. Come metterla in sicurezza

Loano – “Prima si dice, poi si smentisce”! Così scrive lo studente universitario Andrea Dalmonte sul suo blog per evidenziare il metodo di amministrare del Sindaco Luigi Pignocca. La conferma: due articoli pubblicati su Il Secolo XIX il 16 e il 27 ottobre scorso. Insomma, il giovane Andrea dimostra di avere le idee chiare su come si deve amministrare un Comune.

In alcuni comuni i  giovani si sono organizzati eleggendo all’interno del loro gruppo dei giovani consiglieri con lo scopo di seguire le iniziative decise dall’organo di governo della città (Sindaco, Consiglio e Giunta comunale). Sicuramente un modo apprezzabile che avvicina i giovani ad informarsi e seguire le tante problematiche di interesse collettivo della loro città. Sarebbe oltretutto un modo saggio per confrontarsi e, a prescindere dalle personali ideologie politiche, esprimere valide soluzioni ai tanti problemi della propria città.

Questo il testo: “Loano, pronti a partire i lavori per il restyling di Via Garibaldi” questo era il titolo di un articolo del Secolo XIX del 16 ottobre. E poi, sabato 27 ottobre sempre sulla stessa testata  “Loano, slittano a gennaio i lavori in Via Garibaldi”. Ecco qui, prima si dice, poi si smentisce e si rimandano tutti lavori ai primi del 2013… con la scusante “A causa di difficoltà a reperire il materiale per la pavimentazione i lavori sono stati rinviati ai primi mesi del 2013”.

Materiale? Ma di che particolare materia stiamo parlando per far slittare fino al 2013 il famoso restyling che mi piace di più chiamarlo MESSA IN SICUREZZA di una delle vie più famose del centro? Beh, di certo c’è un problema burocratico per un ritardo nello sblocco degli 8OO mila euro già presenti nelle casse comunali, ma per quanto riguarda la ricerca di un materiale come quello posato nel 2000 e negli anni seguentilasciatemi dire la mia vi prego, è una mossa che ritengo sbagliata!

Poi qui nessuno si vuole prendere le colpe della pavimentazione che si sta di giorno in giorno sgretolando sotto i nostri piedi, facendoci prendere faccioni e distorsioni. Nessuno vuole dare colpe sull’ultimo utilizzo dello stesso materiale (solo qualche anno fa) per la realizzazione di Piazza Italia, che come promesso dalle schede tecniche ci si può portare un souvenir a casa raccogliendone i pezzi per la strada.

Insomma, tutti i siti che parlano di questa “pietra del cardosio” la definiscono come qualcosa di durevole nel tempo e di molto pregiato…probabilmente è una pietra che non ha il giusto feeling con la nostra terra, e sinceramente non mi fiderei di ditte che mi dicono una cosa e poi non me la garantiscono. Comunque tralasciando le battute, che qualcuno non sta gradendo , molto probabilmente le partite consegnate dal 2000 in poi erano “fallate”, ovvero la composizione mineraria di questa pietra non era il massimo e di certo gli attuali amministratori ne possono poco. (?) Però potrebbero scegliere una via un po’ più tranquillizzante e secondo il mio avviso più saggia, ovvero dimenticarsi di quella “pazzerella” pavimentazione e pensare magari ad un porfido, che per giunta può essere tagliato con dimensioni simili ai blocchi esistenti con un costo di certo inferiore ed una durata di vita molto elevata, senza stravolgere l’attuale estetica.

Spero che i tecnici e l’assessore facciano un passo indietro sulla scelta di questa pietra, a favore di un nuovo tipo di materiale più durevole ed affidabile.

 Andrea Dalmonte

29 ottobre 2012

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