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Report Iris 2012/ Ecco perché i licei della provincia ‘battono’ Savona

L’Università degli Studi di Genova, come di consueto, ha scelto il “salone dell’orientamento ABCD” (la rassegna genovese dell’istruzione) per presentare il “Report IRIS”, giunto all’edizione 2012 e dedicato agli studenti immatricolati nell’ateneo genovese nell’anno accademico 2010-11.

L’IRIS (Indicatore di Rendimento Interfacoltà Studenti) è uno strumento decisamente prezioso, più che mai in questo periodo, quando le scuole superiori fanno a gara, con mezzi più o meno corretti, per guadagnarsi le nuove iscrizioni per l’anno a venire.

L’IRIS, infatti, rappresenta un voto oggettivo sulla preparazione che le varie scuole hanno fornito ai loro studenti e, quindi, con buona approssimazione, anche sulle possibilità di successo universitario degli ex-allievi dei vari istituti. L’indicatore IRIS misura il rapporto percentuale tra la prestazione effettivamente ottenuta dagli studenti al termine del loro primo anno universitario e la prestazione massima prevista dal corso di laurea frequentato: in sintesi, una misura dei risultati ottenuti dai diplomati degli istituti e, quindi, della qualità dell’insegnamento ricevuto nei cinque anni delle superiori.

Basta questo per dire come l’IRIS è un dato che serve ad ogni genitore per decidere a quale scuola superiore iscrivere il figlio, molto di più che la partecipazione a tanti “open day” organizzati dalle scuole o a compiacenti articoli di giornale. Nel 2012 l’ateneo genovese ha iniziato a elaborare un ulteriore indice, l’IRIL (Indicatore di Rendimento Iscritti Laureandi/Laureati), che consentirà di misurare l’efficacia e l’efficienza del percorso formativo degli studenti dall’immatricolazione alla laurea. La concordanza tra IRIS e IRIL è altissima: chi ha scelto le scuole superiori giuste e, quindi, ha iniziato con profitto l’università, ha altissime probabilità di finirle presto e bene.

Per ciò che riguarda la destinazione universitaria, più di un terzo dei diplomati del liceo scientifico “Grassi” che si sono iscritti all’ateneo genovese, e poco meno del trenta per cento di quelli dell’istituto ingauno “Bruno” hanno scelto Ingegneria come facoltà universitaria (e la stanno frequentando con buoni risultati); le facoltà a più alta concentrazione di iscritti, quali scienza della formazione, invece, sono state scelte in maggioranza dagli ex studenti del “Della Rovere” (uno su quattro si iscrive a tale facoltà) che, peraltro, anche in questo settore di studi sono ampiamente superati nel rendimento dagli studenti dello scientifico savonese.

Ancora una volta, i dati del “Report 2012” indicano poi la maggior qualità dei licei della provincia rispetto a quelli del capoluogo. Nel già citato “Bruno di Albenga” gli studenti hanno complessivamente ottenuto quasi la metà del massimo dei voti raggiungibili, piazzandosi molto sopra la media complessiva. Poco più sotto vi sono il liceo “Pascoli”, sempre di Albenga e il Calasanzio di Carcare (dove, peraltro, una buona parte dei diplomati si iscrive all’Università di Torino e non rientra perciò nel computo dell’IRIS genovese).

Il “Della Rovere” di Savona e più ancora l’Issel di Finale Ligure, invece, rimangono ampiamente sotto la media sia provinciale sia generale. Il liceo sociale di Monturbano (che ha recentemente perso l’indirizzo sportivo a favore dello scientifico ingauno “Bruno”) si conferma ampiamente in coda se si guarda alla media generale 2006-2012. La continuità nell’eccellenza, in questo senso, è assicurata dallo storico istituto carcarese e dal classico e dallo scientifico savonesi.

Sempre tra i licei, secondo il Report 2012 il “Bruno” eccelle nella preparazione per le facoltà di architettura, lingue e letterature straniere e matematica, il classico Chiabrera” (cui è annesso il liceo artistico “Martini”) si distingue per la formazione dei futuri avvocati e per la qualità degli studi in lettere e filosofia e in farmacia.  Il liceo scientifico “Grassi” è propedeutico per chi si orienterà verso economia, medicina e scienze della formazione;  l’Issel prepara efficacemente i futuri ingegneri e il “Pascoli” di Albenga è indicato per chi vorrà iscriversi con successo a medicina e chirurgia.

Il discorso si fa più complesso per gli istituti tecnici e professionali. Qui, infatti, i numerosi accorpamenti tra gli istituti e le novità imposte dalla “riforma Gelmini” rendono scarsamente comparabili sia i dati temporali sia quelli territoriali. A ciò si deve aggiungere il fatto che l’università non è tra gli obiettivi obbligati dei diplomati di questi istituti e che alcune scuole (in primis l’istituto superiore di Cairo Montenotte) non compaiono nell’elenco perché i loro universitari gravitano quasi totalmente verso l’università di Torino. Si può comunque dire che gli studenti del “Falcone” di Loano manifestano una buona predisposizione per gli studi di economia e che gli ex allievi del “Ferraris-Leon Pancaldo” di Savona hanno ottenuto una grande performance nella facoltà di ingegneria, con un dato di eccellenza superiore a quello di tutte le altre scuole.

Massimo Macciò

 

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