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Noli e scarichi a mare: foto di disastro annunciato, prima che ci scappi il morto

Il quotidiano “La Stampa” del 08/11/2011 riporta le dichiarazioni del Sindaco Repetto a seguito della mareggiata che ha colpito il litorale di Noli, e non solo, nei giorni precedenti. …”Ha detto il Sindaco Repetto: Per tutta la giornata di lunedì si è lavorato per liberare gli scoli delle acque verso il mare. (Occlusi dalla sabbia …da un minimo di mezzo metro sino ad oltre un metro sulla fiumara… n.d.r.). Direi che da questo punto di vista siamo già tornati alla normalità (….!!!??? n.d.r.) Sabato mattina abbiamo temuto di soccombere quando la spinta del mare ha raggiunto gli stabilimenti balneari di levante. La forza delle onde lunghe bloccava anche il regolare deflusso dei piccoli corsi d’acqua e degli scarichi. Se ci fossero state contemporaneamente forti piogge in collina avevamo veramente rischiato un maxi-allagamento. Invece dal cielo è scesa in quelle stesse ore poca pioggia e la situazione si è normalizzata.”

Descrive ancora il quotidiano, tutti i danni subiti sull’arenile da parte di alcuni bagni marini ed in particolare da quelli inferti alle macchine per la produzione del ghiaccio di proprietà della locale Cooperativa Pescatori ubicate in un locale invaso dalle onde, perché mal protetto a mare. Per la cronaca, ancora oggi la Cooperativa non è stata risarcita del danno subito non per colpa sua… ma di chi il locale l’ha consegnato in uso in POMPA MAGNA…( il comune, progettisti, costruttori…).

Il 14/11/2011 inviavo alla Procura della Repubblica di Savona ed al Dipartimento Ambiente della Regione Liguria (Protezione Civile) il mio intervento scritto su wwwtruciolisavonesi.it il 13/11/2011 (Leggi…)

Timbro postale: Genova CMP Poste 21/11/11-16. Ricevo e leggo: “Caro Comandante, mi voglio complimentare per il ben documentato articolo sulla mareggiata. Le sue battaglie sono per me tutte condivisibili, ma ritengo questa particolarmente importante perchè tratta un problema poco considerato dai più ( non vediamo cosa c’è in fondo al mare, dunque non ci interessa…). E invece penso che tutti abbiamo l’obbligo di sostenere questa battaglia, per evitare disastri come quello appena sfiorato, per salvaguardare l’ambiente marino e per porre un freno alla espansione degli stabilimenti balneari. Grazie e cordiali saluti. M.R.”.

Il tutto per non dimenticare.

Cos’è cambiato oggi rispetto a circa un anno fa?. Per non dimenticare, il 23 Ottobre ho voluto fotografare la situazione degli scarichi delle acque piovane sull’arenile dopo i recenti ed ultimi interventi di ruspe da parte di bagni marini e del Comune. Interventi eseguiti per facilitare il deflusso delle acque, solo in caso di pioggia, su un arenile che di fatto ha un livello a monte tale da occludere tutti le aperture a mare. Interventi che si renderaranno obbligatoriamente ripetitivi, ancora una volta con spreco di denaro pubblico e privato se non si prenderanno provvedimenti risolutori. MA CI RENDIAMO CONTO, ANCORA UNA VOLTA , PER SCELTE SBAGLIATE CON INTERVENTI SBAGLIATI, CHE APPENA LA PRIMA ONDA DI MAREGGIATA ARRIVA A RIDOSSO DEGLI SFOGHI, INIZIA IL CALVARIO DELLA SPERANZA CHE NULLA DI GRAVE POSSA ACCADERE ALLA COMUNITA’?

Cosa è stato fatto, cosa è stato programmato, rispetto alle corrette, precise affermazioni Sindacali dell’anno scorso che avevano fotografato lo scampato pericolo? Alla luce di queste esperienze, pensa sempre il Sindaco Repetto e la sua maggioranza di voler usufruire del materiale (frantumato) proveniente dal traforo di Capo Noli per proseguire,incrementare il ripascimento dell’arenile di Noli?. Oltre che coprire definitivamente le poche macchie di posidonie rimaste ancora in vita, quelle non soffocate dal disastroso risultato dei ripascimenti intensivi incominciati con il Sindaco Niccoli e LA SUA “Vivi Noli”, proseguiti con “Noli che cambia…?” di Repetto & Co.

A cominciare dalla foto 1 si evidenzia l’apertura ridotta,rispetto al passato, della tombinatura in corrispondenza di P.zza Dante. La foto 2 immortala lo sbocco delle acque provenienti da Via Colombo ( entrambi le foto interessano l’arenile dei Bagni Anita). Le foto 3 – 4 – 5, con aperture anche qui ristrette, rispetto al passato, a seguito della costruzione della nuova passeggiata a mare che interessa tutta la spiaggia dei pescatori, evidenziano, nella parte centrale dell’arenile nolese, l’effetto negativo, disastroso, dell’aumento di materiale sabbioso a monte. Le foto 6 e 7 dimostrano ancor più palesemente l’aumento in altezza dell’arenile che interessa i Bagni Lido oltre che i Vittoria in modo particolare, per effetto dei pennelli di cemento costruiti per sistemare le cabine. Da notare che l’intero arenile nolese, nella parte centrale, per quanto concerne la sua profondità, è rimasto invariato, come riscontrabile da foto d’epoca, dall’inizio del 1900. Infine la foto 8 mostra l’uscita ad incastro tra i Bagni Ondina e La Spiaggia, sfogo delle acque piovane di Via XXV Aprile e IV Novembre confluenti nell’ormai famoso Rio Stradella, oggetto di doppio intervento per assicurare la tenuta della tombinatura sotto l’Aurelia.

L’importante è che non ci scappi il famoso <morto>; solo allora tutte le istituzioni (per ora con la “i” minuscola perchè non si vedono, non si sentono, non parlano) iniziando dal comune, si azzanneranno, ( vedi allagamento di Genova l’anno scorso, stesso periodo) l’uno contro l’altro, cercando ognuno di scaricare responsabilità su altri, per non volere constatare e quindi rimediare per tempo errori/omissioni precedentemente commessi.

Carlo Gambetta


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